Giustizia ed economia
Giustizia
di Luisa Torchia
19 maggio 2014
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La giustizia può essere un freno allo sviluppo economico? Certo. Se la giustizia civile ha tempi lunghi – in Italia sono biblici – non ci sarà certezza nell’adempimento dei contratti, i creditori non potranno esigere quanto loro dovuto, il danno della violazione delle regole rimarrà in capo a chi subisce la violazione e non, come dovrebbe, a chi l’ha commessa. Se la giustizia penale interviene frequentemente con provvedimenti di confisca e sequestro ben prima dell’inizio del processo – che anche in questo caso durerà anni – bloccando l’attività economica in via preventiva, e non come conseguenza di una sentenza di condanna, l’incertezza e il rischio operano come costi aggiuntivi sull’attività d’impresa.
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E se la Corte costituzionale tedesca avesse ragione?
Europa
di Francesco Farina, Roberto Tamborini
19 maggio 2014
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L'appello diretto alla Corte costituzionale tedesca di un  gruppo di cittadini contro i recenti dispositivi di politica monetaria introdotti dalla Banca centrale europea, e la relativa sentenza, costituiscono un importante precedente. Cosa succederebbe se d'ora in poi tutti gli Stati si sentissero legittimati a chiamare in giudizio le istituzioni economiche europee qualora ritenessero che le loro azioni o prescrizioni violassero le loro prerogative costituzionali?
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L’esclusione in “crisi” nel Mezzogiorno
Lavoro
di Enrica D’Urzo, Francesco Pastore
19 maggio 2014
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Lo scopo di quest’articolo è analizzare le condizioni di disagio in cui versano i giovani del Mezzogiorno ed, in particolare, della Campania. Nel Mezzogiorno, la quota di disoccupati e di inattivi supera di gran lunga le medie nazionali e rappresenta una emergenza economica e sociale, non paragonabile in alcun modo alla situazione del resto della penisola.
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Nel cantiere del contratto di inserimento: il “contratto ad affidamento crescente”
Lavoro
di Bruno Caruso
12 maggio 2014
working_people_50x70.jpgIl contratto a termine a-causale di 36 mesi, con il suo corredo di proroghe più o meno numerose (d.l. n. 34/2014 in corso di modifica e di faticosa approvazione in Parlamento), presenta dubbi contingenti in ordine alla sua reale capacità di semplificazione e riduzione del contenzioso, e dubbi prospettici di compatibilità con la regolamentazione europea. fb

 
Urgenti problemi di governance economica dell’Unione Europea
Europa
di Sebastiano Fadda
12 maggio 2014
334989_4245.jpgÈ sconsolante vedere come la stampa italiana (peraltro giustamente e vergognosamente classificata dagli organismi internazionali nelle posizioni più basse per quanto riguarda il suo grado di libertà) spinga l‘opinione pubblica verso una crescente banalizzazione dei temi della politica economica italiana ed europea e verso una diligente ignoranza delle opinioni non conformiste.  fb

 
Su la testa!
Pubblica Amministrazione
di Emiliano Mandrone
12 maggio 2014
147917_3017_50x70.jpgI servizi pubblici non soddisfano i cittadini e la colpa è dei dipendenti pubblici. È un’affermazione che pare non ammettere repliche di questi tempi! Tuttavia i servizi offerti dalla PA sono in grandissima parte dei beni relazionali – ovvero il prodotto delle interrelazioni sociali – il che fa si che sia difficile definirne il prezzo. Il mercato tende a non produrli o a produrli in parte. Si pensi alla difesa, alla scuola, alla sanità, alla tutela del territorio, alla giustizia, a parte della ricerca... ed è molto difficile dire quanto valgano perché la percezione individuale ne modifica il valore in maniera marcata e continua, rendendo le valutazioni inconsistenti. fb

 
Imposta sulla proprietà e disciplina fiscale
Fisco
di Andrea F. Presbitero, Agnese Sacchi, Alberto Zazzaro
05 maggio 2014
house_euro_50x70.jpgAlcune indagini condotte all’OCSE e al Fondo Monetario Internazionale (OCSE, Decentralisation and Economic Growth, Note by the Secretariat, 2012; Norregaard M.J., Taxing Immovable Property Revenue Potential and Implementation Challenges, IMF Working Papers, 2013/129), hanno mostrato come le imposte sulla proprietà, che secondo la definizione dell’OCSE (Revenue Statistics) comprendono le imposte sui beni immobili, ricchezza, patrimonio, successioni e donazioni, transazioni finanziarie e di capitale, siano la forma di tassazione con gli effetti meno distorsivi sulle scelte di risparmio e investimento individuali e più favorevoli (o almeno meno sfavorevoli) alla crescita economica. fb

 
La corporate tax governance nella legge delega: un cambiamento culturale senza appeal?
Fisco
di Giuseppe Marino, Luca Vitale
05 maggio 2014
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Una migliore governance aziendale per una migliore gestione del rischio fiscale. Così si potrebbe sintetizzare la ratio della disposizione contenuta nella legge delega che delinea, per i soggetti di maggiori dimensioni, la previsione di sistemi aziendali strutturati di gestione e di controllo del rischio fiscale a fronte di minori adempimenti e della riduzione delle sanzioni amministrative. Da una prima lettura, tale previsione sembra inserirsi nel novero degli interventi dello Stato nell’economia, quasi ad affermare un’inefficienza, strutturale, delle maggiori imprese italiane, al fine di indirizzarne le attività verso una best pratice più attenta alle variabili fiscali.
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Il Senato “che sarà”?
Politica e Istituzioni
di Giovanni Piccirilli
28 aprile 2014
palazzo_madama1_50x70.jpgIl percorso parlamentare di discussione del disegno di legge costituzionale presentato dal Governo Renzi (A.S. 1429) è appena iniziato presso la Commissione Affari costituzionali del Senato, e dunque potrebbe apparire prematuro qualsiasi tentativo di analisi su un testo ancora modificabile in ogni sua parte, anche in maniera significativa. Eppure, alcuni punti della riforma del bicameralismo sembrano costituire elementi condizionanti per la positiva conclusione dell’iter nel suo complesso e, dunque, può forse accennarsi qualche considerazione proprio a partire da questi. fb

 
A rischio distruzione il capitale fisico del nostro sistema produttivo
Economia reale
di Enrico Martini
28 aprile 2014
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Dal 2008 a oggi si è registrato un crollo degli investimenti fissi lordi nelle principali economie europee, che ha interessato in misura più preoccupante l’Italia, i cui investimenti nell’ultimo anno non sono stati sufficienti a sostituire il capitale fisico obsoleto.
Le imprese del manifatturiero negli ultimi cinque anni hanno distrutto parte del proprio capitale fisso. In crisi alcuni comparti tradizionali quali il Tessile-Abbigliamento-Calzaturiero, l’industria meccanica, il mobiliero, e anche un comparto altamente innovativo come quello dell’elettronica.
Un ritorno alla crescita degli investimenti non può prescindere dal progresso del sistema finanziario. Per le PMI si deve puntare su strumenti finanziari innovativi come i minibond.

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Piccoli passi per una politica industriale
Economia reale
di Francesco Silva, Gianfranco Viesti
22 aprile 2014
gn_50x70.jpgLa discussione sulla politica industriale (p.i.) è molto viva in Europa, oltre che negli altri paesi, avanzati ed emergenti. É bene che lo sia anche in Italia, ma è bene che parta anche da alcune riflessioni sia sul passato sia sulle condizioni che oggi possono renderla più o meno efficace.  fb

 
Delega per la riforma fiscale o riforma della delega fiscale?
Fisco
di Giuseppe Marino
22 aprile 2014
finance_50x70.jpgUno dei primi disegni convertiti in legge sotto il nuovo Governo Renzi è quello dell’11 marzo 2014, n. 23, recante la delega al Governo per un sistema fiscale più equo, trasparente ed orientato alla crescita. Esso dovrà adottare entro il 27 marzo 2015 una serie di decreti legislativi con cui procedere alla revisione del sistema fiscale.  fb

 
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