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LA NOSTRA PROPOSTA SUGLI STUDI DI SETTORE E-mail
Fisco
di Vincenzo Visco, Massimo Romano
11 febbraio 2010
studi di settoreIl commento di Fernando di Nicola al nostro articolo sul Sole 24 Ore del 20 gennaio ( la cui versione integrale è contenuta sia sul sito di Nens che su quello del Sole) indica che la nostra proposta non è stata compresa. E’ quindi utile cercare di chiarirla. Per quanto riguarda gli studi di settore nel nostro articolo rileviamo che il sistema “aspirava a determinare un’adesione di massa da parte dei contribuenti...”.
Il commento di Fernando di Nicola al nostro articolo sul Sole 24 Ore del 20 gennaio ( la cui versione integrale è contenuta sia sul sito di Nens che su quello del Sole) indica che la nostra proposta non è stata compresa. E’ quindi utile cercare di chiarirla.
Per quanto riguarda gli studi di settore nel nostro articolo rileviamo che il sistema “aspirava a determinare un’adesione di massa da parte dei contribuenti..”, obiettivo sicuramente mancato, anche se gli studi sono risultati utili. E’ per questo motivo che vanno superati “ come strumento fondamentale della lotta all’evasione”, che invece va proseguita anche continuando a raccogliere e ad utilizzare le informazioni statistiche e la banca dati relativa agli studi, migliorandone i risultati, tenendo presenti le considerazioni della Commissione Rey pubblicate nel libro bianco del 2008.
Tanto meno si può ritenere che proponiamo una sorta di “redditometro”, al contrario: nel nostro schema le banche dati più importanti non sono certo quelle dalle quali si possono ricavare indicazioni sul tenore di vita dei contribuenti, bensì quelle che aiutano a ricostruire analiticamente l’attività di impresa o professionale: rapporti tra clienti e fornitori, invio telematico dei corrispettivi, movimenti finanziari, tracciabilità dei compensi, costi sostenuti, ecc… Gli indicatori di capacità contributiva sono – nel nostro schema – accessori.
La proposta intende superare il ruolo essenzialmente repressivo oggi attribuito all’amministrazione, dotandola di strumenti conoscitivi adeguati a favorire l’emersione della effettiva capacità fiscale di ciascun contribuente già nel momento dell’adempimento tributario, come avviene nei sistemi tributari europei più evoluti. Contrariamente al passato oggi questo è possibile. Dopo 10 anni da quando furono introdotti gli studi di settore è bene andare avanti e non rimanere fermi.
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