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COME CAMBIA LA SOCIETA' ITALIANA: LAVORO AUTONOMO E PICCOLA IMPRESA. UN TENTATIVO DI CAPIRE E-mail
Economia reale
di Emilio Barucci, Luisa Corazza
11 febbraio 2010
piccola impresaNell’ambito delle trasformazioni del tessuto economico e sociale italiano degli ultimi anni, un ruolo cruciale è stato svolto da lavoratori autonomi e piccoli imprenditori. Una realtà per molti aspetti difficile da comprendere con gli strumenti di analisi tradizionali, che mette in discussione le classiche distinzioni tra destra e sinistra, che presenta problemi e reclama soluzioni per molti aspetti nuove.
Nell’ambito delle trasformazioni del tessuto economico e sociale italiano degli ultimi anni, un ruolo cruciale è stato svolto da lavoratori autonomi e piccoli imprenditori. Una realtà per molti aspetti difficile da comprendere con gli strumenti di analisi tradizionali, che mette in discussione le classiche distinzioni tra destra e sinistra, che presenta problemi e reclama soluzioni per molti aspetti nuove. 

Con questo articolo la rivista  www.nelmerito.com si propone di avviare un approfondimento sul tema del lavoro autonomo e della piccola impresa, che si snoderà tramite diversi interventi nel corso dei prossimi mesi.

Si è soliti sostenere che uno dei tratti distintivi del nostro sistema economico, e forse il punto di forza, sia rappresentato dalle piccole imprese a condotta perlopiù familiare, un mondo spesso contrapposto a quello di ‘‘poche’’ grandi imprese. Negli ultimi decenni, tuttavia, a seguito anche dell’affermarsi della tecnologia dell’informazione e della globalizzazione dei mercati, si assiste a profonde trasformazioni nel tessuto produttivo. Una di quelle che sta assumendo carattere sempre più strutturale è forse quella organizzativa. Una trasformazione dei modelli di produzione che si ricomprende comunemente sotto il nome del “postfordismo” e che ha investito sia il mondo della grande impresa che quello della piccola impresa. E’ un fenomeno che si è materializzato nella recente espansione della “microimpresa”, che spesso costituisce il risultato dell’esternalizzazione di interi segmenti del processo produttivo da parte di imprese di grandi dimensioni, le quali traggono dall’operazione di esternalizzazione una serie di vantaggi, sul fronte dei costi e dell’organizzazione. Nel nuovo contesto le piccole imprese non sono quindi soltanto il frutto di una libera scelta del lavoratore, sono anche il frutto di un nuovo modello di organizzazione del lavoro che sfrutta le possibilità offerte dalla nuova tecnologia.
 
Questo fenomeno ha fatto il paio negli ultimi anni con l’espansione del lavoro autonomo, in particolare, nel settore dei servizi che sempre più caratterizza la nostra economia. Soprattutto nel settore terziario infatti il lavoro autonomo rappresenta un’alternativa significativa al lavoro subordinato. Questi cambiamenti nella struttura produttiva si riflettono in profondi mutamenti della società che coinvolgono la matrice sociale dei lavoratori autonomi di nuova generazione, diversi per reddito e per le caratteristiche dei loro rapporti di lavoro da quelli autonomi tradizionali.

A seguito di queste profonde trasformazioni, la comprensione del mondo del lavoro autonomo e della piccola impresa risulta difficile e richiede strumenti di analisi in parte diversi da quelli consueti. E’ bene precisare che non si tratta soltanto di questioni tecniche, ma di  cambiamenti da cui discendono problemi di rappresentanza di questi soggetti, che si manifestano sul piano politico e sindacale, e che sono fortemente intrecciati con la realtà politica del paese degli ultimi anni.

L’indagine si aprirà con alcuni contributi che intendono mettere a fuoco il quadro economico-sociale della realtà della piccola impresa e del lavoro autonomo, e sarà poi seguita da una serie di proposte, articolate in diversi ambiti: lavoro, welfare, fisco, finanza, regolazione, organizzazione.

Nella prima parte dell’indagine, dedicata al quadro conoscitivo, si affronterà anzitutto il problema della dimensione e della identità di lavoratori autonomi e piccoli imprenditori, nonché del ruolo di questi soggetti nel sistema produttivo e nel mercato del lavoro. Si intende comprendere il peso delle piccole imprese nell’economia italiana ed i cambiamenti di questo universo per effetto delle innovazioni del sistema (il capitalismo familiare è ancora quello di una volta?, i distretti industriali sono ancora un modello significativo?). Il tema verrà esplorato anche da un punto di vista sociologico, con una particolare attenzione ad alcune realtà territoriali. Il quadro comprenderà un approfondimento sul mondo delle libere professioni, oltre che una analisi del fenomeno in una prospettiva europea.

La seconda parte dell’indagine sarà invece dedicata all’analisi delle problematiche connesse a diversi aspetti di questa realtà, legate perlopiù all’attività economica e alle proposte concrete di policy. L’analisi e le proposte riguarderanno diversi settori: lavoro, welfare, fisco, finanza, concorrenza, organizzazione.

Quanto al lavoro, cercheremo di fare il punto sul dibattito sulla redistribuzione delle tutele tra lavoro autonomo e subordinato. Si intende indagare i problemi di tutela del lavoro nella piccola impresa, sia per i dipendenti del piccolo imprenditore, che per il piccolo imprenditore stesso; il lavoro economicamente dipendente; il problema dei diritti fondamentali del lavoratore autonomo, nonché i problemi sindacali del lavoro autonomo e della piccola impresa (qual è stato l’impatto della riforma della contrattazione sulla piccola impresa? A che punto è la rappresentanza sindacale di questi soggetti?).

Il tema del welfare risulta di centrale importanza perché coinvolge questioni cruciali sull’universalismo delle politiche di welfare. L’analisi che la rivista propone su questo tema si rivolge al problema delle pensioni (per i liberi professionisti, i lavoratori autonomi a gestione sperata e non, etc.), al problema del sostegno al reddito (oggi centrale sia per il lavoratore autonomo che per il piccolo imprenditore), e alla questione dei soggetti destinatari dei compiti di welfare (proprio nel contesto della piccola impresa si registrano alcune interessanti esperienze sul fronte degli enti bilaterali).

La tematica fiscale verrà affrontata sia sotto il profilo delle questioni fiscali della piccola impresa, sia dal punto di vista degli studi di settore di lavoratori autonomi e liberi professionisti, che sotto il profilo delle agevolazioni alla crescita dimensionale e degli aiuti agli investimenti e all’innovazione, nel quadro nazionale, europeo ed internazionale. Una specifica riflessione avrà per oggetto il problema dell’evasione e dell’economia sommersa in questo ambito.

Quanto alla finanza, cercheremo di indagare aspetti quali l’accesso al credito, il finanziamento delle nuove imprese, il ruolo del private equity e della borsa nella crescita delle imprese, il rapporto tra banca e impresa dopo Basilea II, il ruolo delle riforme del diritto societario e del diritto fallimentare.

Il tema della regolazione verrà trattato sul versante del lavoro autonomo, dove hanno uno specifico rilievo i problemi legati al mondo delle libere professioni, anche alla luce delle riforme in fieri, sia sotto il profilo della piccola impresa fortemente investita dal processo di liberalizzazioni.

Infine, lavoratori autonomi e piccoli imprenditori fronteggiano specifici problemi attinenti più in generale all’organizzazione e al rapporto con la pubblica amministrazione. Questi problemi, che hanno spesso natura tecnica, non debbono essere sottovalutati: rapporti con i fornitori e con il fisco, subforniture, reti di imprese e rapporti della piccola impresa con la piccola amministrazione (avvio dell’attività, semplificazione degli adempimenti amministrativi).

L’obiettivo è di fornire un quadro di una realtà composita per molti aspetti sconosciuta e di valutare possibili proposte che vengano incontro alle loro necessità uscendo dalle semplificazioni che vogliono ridurre questo mondo al ‘‘partito della partita doppia’’. Con questo spirito,  i lettori che vorranno  intervenire nel dibattito sono invitati ad aggiungere ulteriori approfondimenti e/o proposte a quelli di volta in volta proposti dalla rivista. 
  Commenti (3)
I professionisti della conoscenza
Scritto da Stefano Pierini, il 19-02-2010 15:11
Con la crisi in tanti , in base alle proprie capacità e creatività, ci siamo affacciati alle P.Iva a gestione separata INPS, pur a tarda età anagrafica ma non produttiva. Stanno nascendo molte associazioni (ACTA), settori sindacali (CISL), e parlamentari (mi sembra on.le Caearo del nuovo API)che incominciano a discernere il mondo degli autonomi. Non abbiamo tutele e paghiamo fiscalità impressionanti. Come lavoratori della conoscenza (elaboriamo progetti, documenti, articoli, spesso come free-lance) spesso lavoriamo su finanziamenti regionali o comunitari e pertanto non possiamo essere apparentati con i professionisti che emettono (dovrebbero) parcella subito dopo la prestazione. Auspico che più informazioni vengano date, più la classe politica comprenda che se tutelate e incentivate, le nostre professioni possono essere anche un'opportunità per i giovani. Che almeno questi, scelgano la P.IVA senza imposizione e sapendo quali incombenze comporti.
Bravi!
Scritto da Nicola Giocoli, il 15-02-2010 13:51
Bel progetto, complimenti. Ed in bocca al lupo, perché tempo che le difficoltà operative non manchino.
Finalmente !!
Scritto da Riccardo Colombo, il 15-02-2010 13:51
E' un'ottima iniziativa. Per evitare di portare avanti discorsi generici è opportuno distinguere tra piccola impresa e lavoratore autonomo, in quanto, pur avendo tratti similari, le due forme di attività si distinguono fondamentalmente nel fatto che il piccolo imprenditore ha dei collaboratori e problemi legati alla struttura dei costi fissi e al capitale circolante. Anche per quanto riguarda il lavoro autonomo, occorre distinguere tra le vecchie professioni, ancora difese da barriere normative, e le nuove professioni che si misurano con la competizione. Benissimo studiare il fenomeno ma attenti a non ricadere nelle banalità.

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