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LO SCENARIO NEI PROSSIMI MESI: U, V O W? E-mail
Economia reale
di Paolo Carnazza
18 novembre 2009

crisi_finanziaria_carnazza.jpgDopo varie e articolate analisi e studi (ex post) sulle principali cause - finanziarie e reali - della crisi recessiva ancora in atto, gran parte del recente dibattito si sta concentrando sui tempi e sulle modalità di uscita dalla crisi. Sui tempi, le analisi sembrano concordare e fissare agli ultimi mesi dell’anno corrente - primi mesi del 2010 l’inizio di una fase di ripresa (anche se sarebbe più corretto parlare di una fase di recupero). Sulle modalità, invece, le tesi sono contrastanti: chi intravede la possibilità di una ripresa a V, cioè rapida e consistente; chi invece ipotizza una ripresa ad U: cioè lenta e graduale.

 

A supporto di quest’ultimo scenario opererebbero numerosi fattori1:

  1. Il tasso di disoccupazione sta aumentando, in ritardo rispetto alla caduta dei tassi di crescita del Pil registrata negli ultimi trimestri, e supererà la soglia del 10% nel 2010 all’interno delle economie avanzate: ciò tenderà ad incidere negativamente sulla già modesta dinamica dei consumi attribuibile a sua volta (soprattutto nell’economia statunitense) alla perdita di ricchezza derivante dalla caduta dei prezzi del settore immobiliare e dei titoli azionari;
  2. malgrado il sostegno ricevuto, il sistema finanziario appare gravemente mal ridotto. Molte banche si sono accollate probabili perdite per migliaia di miliardi di dollari in prestiti e garanzie, pur essendo ancora gravemente a corto di capitali;
  3. la crisi da sottoconsumo e da sottoinvestimento non sembra possa risolversi nel breve periodo; in particolare molte imprese, colpite dalla crisi finanziaria - recessiva hanno interrotto il processo di ristrutturazione in atto posticipando le proprie decisioni di investimento a tempi migliori: né si intravedono all’orizzonte condizioni che possano condurre ad un sensibile miglioramento della redditività delle imprese, ad una consistente ripresa degli ordinativi, ad una riduzione del clima di incertezza;
  4. gli effetti dei vari piani di stimolo adottati da molti paesi (si pensi in particolare agli inventivi sull’acquisto di autoveicoli) dovrebbero finire nei prossimi mesi rendendo così necessaria una maggiore domanda del settore privato affinché la crescita possa essere continua e sostenuta (anche se si è auspicato - durante il recente incontro del G8 - un rinvio della exit strategy da parte delle principali economie industrializzate).

Roubini, nell’articolo citato, non esclude la possibilità di uno scenario ancora più negativo: gli attuali "germogli di ripresa" potrebbero infatti sgonfiarsi per prefigurare una nuova caduta dell’attività economica a cui seguirebbe (nella parte finale del 2010) una nuova ripresa (recupero). Tale ipotesi tenderebbe a delineare uno scenario a W.

 

Ciò potrebbe essere attribuibile prevalentemente ai rischi connessi alle exit strategy dai massicci interventi di stimoli monetari e fiscali; tali rischi sono presenti sia che i vari Governi intervengano o non intervengano: nella prima ipotesi, il tentativo di contrastare l’aumento dei disavanzi di bilancio alzando le tasse e/o tagliando le spese potrebbe minare qualsiasi possibilità di ripresa conducendo l’economia verso una fase di stagflazione. Nell’ipotesi di non-intervento da parte dei Governi, la persistenza di elevati disavanzi pubblici potrebbe altresì alimentare i timori di un ritorno all’inflazione ed un aumento dei tassi dei bond governativi nonché di quelli relativi ai prestiti: anche in questa ipotesi l’economia potrebbe avviarsi verso una fase di stagflazione. L’altro fattore, che potrebbe generare uno scenario a W, è legato ai prezzi del petrolio e dei generi alimentari che stanno aumentando più velocemente rispetto a quanto sembrano suggerire i "fondamentali" e che potrebbero subire un ulteriore aumento nei prossimi mesi a causa soprattutto di attacchi di carattere speculativo.

 

Qual è lo scenario che appare più probabile per l’economia italiana?

 

Alcuni punti di forza del nostro sistema economico (forte ruolo del comparto manifatturiero e solidità del sistema finanziario - bancario) dovrebbero permettere - secondo alcuni sostenitori - di uscire dalla crisi meglio e prima degli altri paesi. Gli ultimi dati relativi ai tassi di crescita del Pil, purtroppo, sembrano smentire questa tesi: l’economia italiana avrebbe infatti registrato nel secondo trimestre del 2009 una caduta congiunturale dello 0,5% a fronte invece di tassi di crescita positivi per Germania e Francia (+0,3%) confermando del resto la modesta crescita registrata nell’ultimo quindicennio.

 

Per i prossimi mesi le possibilità di recupero della nostra economia sono legate principalmente all’andamento delle esportazioni grazie soprattutto ai primi segnali di ripresa provenienti dall’economia statunitense e dalle economie asiatiche (anche se la quota percentuale di esportazioni dei nostri prodotti verso l’area asiatica è modesta, pari al 7%).

 

Debole rimane ancora la dinamica dei consumi e degli investimenti nonostante una serie di recenti misure adottate dal Governo con particolare riguardo agli incentivi a favore degli autoveicoli e alla detassazione al 50% (per alcuni specifici settori produttivi) degli utili reinvestiti. Nel contempo, l’annunciato piano di nuove spese infrastrutturali (stimato intorno ai 17 miliardi di euro) avrà effetti ma solo nel medio - lungo periodo.

 

Lo scenario tendenziale relativo all’economia italiana (in assenza di nuove misure) sembrerebbe così prefigurare - quale ipotesi più probabile nel breve periodo - una crescita ad U. In particolare, dopo una caduta del Pil intorno al 5% nel corso del corrente anno, la maggior parte dei Centri previsionali internazionali e nazionali sembra convergere verso una modesta crescita del prodotto interno lordo: la previsione più ottimistica è della Confindustria (settembre 2009), che colloca tale crescita intorno allo 0,8%.

 

 

1. Per un’articolata analisi sui diversi scenari di crescita ipotizzabili nei prossimi mesi, si rinvia a N. Roubini, U, V; W? Tre lettere e il dopo-crisi (con ricaduta), Il Sole 24 Ore, 25 agosto 2009.

  Commenti (1)
ma quale uscita?
Scritto da daniele, il 24-02-2010 13:21
bello questo ottimismo! ripresa a v o a u?!?! io ho un'altra idea per i prossimi anni...la nostra ripresa assomiglierÓ pi¨ ad un burrone! stiamo a vedere la grecia che fine farÓ e poi scopriremo il nostro destino! addio dolce vita, la turchia Ŕ sempre pi¨ vicino! la colpa di tutto non Ŕ politica o economica ma, secondo me, si tratta di un ciclo che sta portando alla luce il crollo dell'impero europeo.

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