Home arrow Il fuoco arrow Il fuoco - 6 novembre 2009
Il fuoco - 6 novembre 2009 E-mail
La rivista si occupa della decisione della Consulta sul Lodo Alfano. Panizza mostra che non vi è nessuna contraddizione tra la posizione espressa adesso dalla Corte e quella espressa nel 2004: l’argomento passa adesso tramite gli artt. 3 e 138 mentre in precedenza erano stati gli artt. 3 e 24 a decretare  la bocciatura. Secondo Giupponi la sentenza fa chiarezza sulla necessità di una legge costituzionale in materia di immunità degli organi politici, più discutibile appare l’equiparazione tra presidente del consiglio e ministri. Rimane aperto il tema della tutela delle più alte cariche che potrebbe passare tramite una autorizzazione del Parlamento nel caso di reati compiuti nell’esercizio delle loro funzioni. Nappi entra nel merito della riforma della giustizia a venti anni dall’entrata in vigore del codice di procedura penale: il problema sembra essere quello dell’eccessivo (miope) attivismo del legislatore in materia di contraddittorio e di libertà personali che ha impedito la formazione di una solida giurisprudenza. Ci occupiamo poi di due temi di attualità economica. Barucci e Brescia Morra mostrano tutti i limiti della Banca del Mezzogiorno: se avrà successo rischiamo di tornare alla nefasta esperienza del credito agevolato degli anni ’70 con un uso distorto della garanzia pubblica. Targetti si occupa della proposta di abolire l'IRAP ed in particolare sull'ipotesi di sostituirla aumentando l'IVA al fine di aumentare la competività delle imprese: la misura rischia però di deprimere la domanda interna mentre le ricadute in termini di competitività non sono certe.
 
< Prec.   Pros. >