Home arrow Liberalizzazioni arrow LIBERE PROFESSIONI: LA RIFORMA INCOMPIUTA*
LIBERE PROFESSIONI: LA RIFORMA INCOMPIUTA* E-mail
Regolazione
di Raffaello Sestini
30 ottobre 2009

cdm_n.3_2009.jpgSi parla ormai da decenni della riforma delle attività professionali, che da qualche tempo è oggetto di un aspro confronto. Sono sempre più pressanti, infatti, le esigenze di modernizzazione e riqualificazione dei servizi professionali, a partire dall’ingresso dei giovani e da una maggiore tutela del cittadino consumatore, in quanto l’attuale sistema ha un alto costo economico, sociale e civile, sotto il plurimo profilo dell’onerosità dei servizi disponibili per imprese e consumatori, della chiusura ai giovani ed ai nuovi operatori economici e della mancata possibilità di scelta e di valutazione dei risultati da parte del consumatore, con il rischio di un progressivo impoverimento dei servizi professionali e di un loro appiattimento in prevalenti attività di mera intermediazione, suppletiva rispetto alla carenza di regole e strutture pubbliche adeguate.
*Anticipazione da Consumatori, Diritti e Mercato


Le esigenze di riforma, affermate fin dall’inizio dalla Commissione Europea, sono oggi ribadite dall’Autorità Nazionale garante della concorrenza e del mercato, che la scorsa primavera per ben due volte ha fatto suonare alta la propria voce di denuncia contro le tentazioni di chiusure corporative in danno dei consumatori. Il passaggio ad una rinnovata new professional class ad elevato contenuto culturale, cognitivo e tecnologico, è possibile e necessario: necessario, nel quadro delle misure di innovazione volte ad arrestare il declino del nostro Paese, ma anche possibile ed utile per gli stessi professionisti, una volta superate le non giustificate resistenze e paure verso i consumatori e la concorrenza in un mercato regolato.


Vi si contrappone, peraltro, la fortissima resistenza delle categorie interessate (e soprattutto dei loro alfieri, ovvero i consigli degli ordini professionali) che, a fronte delle difficoltà dell’attuale crisi economica, sembrano aver scelto la via dell’arroccamento verso illusori ritorni al passato. Oggi la bilancia della politica pende a favore di questi ultimi, e ciò si traduce in molteplici iniziative parlamentari e prassi volte a vanificare l’unico spiraglio d’apertura, ovvero la riforma Bersani del 2006 su tariffe, pubblicità e società professionali, oltrechè a cancellare la class action, le parafarmacie e la facoltà di recesso dai servizi assicurativi.


Più che cercare di dare capo a questo rapido guizzare di iniziative, talvolta di retroguardia, vale forse la pena di citare due episodi, singoli ma riguardanti professioni e soggetti istituzionali diversi e quindi, forse, emblematici del clima attuale: l’eliminazione all’ultimo momento dal decreto "taglia leggi" del Governo (e quindi la mancata abrogazione) di talune norme corporative e fasciste sulle professioni tecniche, e l’approvazione, da parte dell’autorevolissimo Consiglio nazionale forense, di una proposta di legge di riordino dell’avvocatura che ha avuto vasta eco in Parlamento, e che per taluni contenuti critici ha suscitato le perplessità anche di molti giovani avvocati.


Ma la storia è un po’come un elastico, che in questo caso è stato forse fin troppo tirato: proviamo allora a ragionare di futuro, proprio a partire dal progetto Bersani di allora, che era volto ad incidere sulle maggiori criticità riscontrate nella regolazione delle professioni, senza mettere in discussione l'esistenza e l'importanza del ruolo svolto dalle professioni ed in particolare le professioni liberali c.d. protette, ma nella consapevolezza che l’apertura ai giovani ed alla concorrenza e la valorizzazione competitiva delle competenze, capacità e responsabilità, in un sistema trasparente e regolato, sono indispensabili al potenziamento ed al continuo rinnovamento dei servizi professionali, oltrechè alla tutela degli interessi fondamentali del singolo consumatore e della collettività e per la stessa competitività del nostro Paese. In conclusione, la riforma dei servizi professionali non sarà forse affare di oggi bensì di domani, ma dovrà essere, necessariamente, una vera riforma.

  Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Effettua il logi o registrati.

 
< Prec.   Pros. >