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PROTECTING UK CONSUMERS: THE EXPERIENCE OF THE FOOD STANDARDS AGENCY* E-mail
di Deirdre Hutton
03 luglio 2009
cdm 2-2009La Food Standards Agency è il primo dipartimento governativo nel Regno Unito che si occupa di sicurezza e salute alimentare ed è stata istituita nel 2000 proprio per tutelare gli interessi del consumatore. È stata concepita come un dipartimento non ministeriale, governato da un Consiglio indipendente. Gran parte dell’attività è finalizzata alla sicurezza alimentare, contrastando le tossinfezioni alimentari che portano a circa 500 decessi all’anno nel Regno Unito.
*Anticipazione da Consumatori, Diritti e Mercato

La Food Standards Agency è il primo dipartimento governativo nel Regno Unito che si occupa di sicurezza e salute alimentare ed è stata istituita nel 2000 proprio per tutelare gli interessi del consumatore. È stata concepita come un dipartimento non ministeriale, governato da un Consiglio indipendente.
Gran parte dell’attività è finalizzata alla sicurezza alimentare, contrastando le tossinfezioni alimentari che portano a circa 500 decessi all’anno nel Regno Unito. Tuttavia, il più grande rischio per la salute pubblica è quello legato alla salubrità della dieta e al disequilibrio delle sostanze nutritive ingerite, problematiche che conducono all’obesità, alle malattie cardio-vascolari e a certi tipi di cancro.
Tre punti chiave per l’agenzia sono alla base della sua relazione con i consumatori:
- sviluppare efficaci politiche e strategie di comunicazione, basate su una comprensione genuina dei consumatori, delle loro vite, desideri e disagi;
- aumentare la fiducia e la legittimità, accettando di sottoporsi a un pubblico scrutinio e aumentando la consapevolezza delle persone nei confronti del proprio lavoro;
- sviluppare un dialogo continuo con i consumatori e non solo, in modo da costruire il consenso per produrre cambiamenti.
È significativo notare come la FSA utilizzi con interesse le nuove tecnologie, come i social media, per favorire la comunicazione con il pubblico. Usa svariati metodi per stringere rapporti con un numero sempre più largo di persone, consapevole che non tutti possono essere raggiunti nello stesso modo: non tutti, infatti, hanno un accesso a Internet, sanno usare un telefono cellulare o parlano inglese come prima lingua.
La determinazione dell’Agenzia nel mettere al primo posto l’interesse del consumatore non significa comunque fare quello che i consumatori vogliono. La Food Standards Agency, come tutti gli organismi regolatori, deve trovare un delicato equilibrio tra la valutazione della conoscenza del consumatore e il fatto di basare le proprie decisioni sui consigli degli esperti e sulle evidenze scientifiche.
Il lavoro dell’agenzia ha un importante fondamento scientifico, sia per quanto concerne il lavoro del personale interno sia per il supporto che arriva dall’esterno. Quasi la metà del personale dell’agenzia ha un curriculum scientifico e la maggior parte di questi ha un’esperienza postlaurea nella ricerca. Inoltre, l’agenzia si avvale della competenza e dell’esperienza di 150 eminenti scienziati che siedono in dieci comitati scientifici indipendenti (sulla canceronicità, sui novel foods, sulla nutrizione ecc.).
Oltre a servirsi delle indicazioni fornite dai comitati scientifici, l’Agenzia investe più di 20 milioni di sterline all’anno per una serie di ricerche in diversi settori della politica alimentare.
Significativo è il livello di apertura della FSA: per l’Agenzia rendere disponibili le informazioni è la norma; consigli e informazioni sono resi largamente fruibili, inclusa la spiegazione di come le decisioni siano state prese. La manifestazione più visibile di questa politica di apertura riguarda le riunioni del Consiglio dell’Agenzia, organismo deputato a prendere decisioni: il Consiglio si riunisce in pubblico e chiunque può assistere alla riunione o guardarla in diretta sul sito Internet.
Il fatto che il Consiglio si riunisca in sessione aperta assicura una trasparenza sulle modalità con cui l’Agenzia effettua la valutazione del rischio, soppesando le considerazioni, e come essa arrivi alla decisione sulla gestione di questo rischio.
Tutto questo ha luogo in sessione aperta. Molti stakeholder interessati partecipano agli incontri, altri li guardano in diretta sul web. In genere circa 50 persone prendono parte fisicamente alla riunione e più di 500 la seguono online. L’Agenzia è sicura che questo impegno per garantire la trasparenza sia la chiave per ottenere la fiducia dei consumatori. E questa fiducia è essenziale per una comunicazione efficace al consumatore stesso.
Un altro esempio di come l’Agenzia dimostri apertura nei confronti del pubblico è il Chief Scientist Andrew Wadge’s blog. Il blog è percepito come un volto amico dell’Agenzia, che può incoraggiare le persone ad avvicinarsi a essa in modi diversi, ed è utile per stimare l’impatto del proprio lavoro sui consumatori.
Spesso il modo migliore per proteggere i consumatori è dare loro informazioni che li rendano sicuri nel momento in cui prendono decisioni in autonomia.
Per esempio, fra i progetti che al momento mirano a conferire potere ai consumatori attraverso l’informazione, vi è quello relativo alla valutazione dell’igiene dei cibi dei ristoranti e di altre imprese di ristorazione. Queste stime si esprimono con un punteggio dato a ciascuna impresa, che potrà essere esposto all’ingresso del locale. L’affissione è volontaria, ma questo porterà comunque i clienti perspicaci a porsi delle domande su quei locali che non la esporranno.
La migliore forma di regolazione non sta in ciò che l’Agenzia in quanto regolatore dice alla gente di fare, ma piuttosto in un sistema che dà alle persone informazioni sufficienti, appropriate e chiare, così che possano fare le proprie scelte in maniera efficace.
Dall’ultimo sondaggio sull’opinione delle persone nei confronti dell’agenzia emerge come il 60% del pubblico che conosce la FSA la consideri un’organizzazione di cui ci si può fidare.
Questa fiducia è guadagnata favorendo la partecipazione del pubblico. Ed è importante ricordare che i dati scientifici a supporto delle indicazioni e dei consigli alimentari forniti dall’Agenzia vengono accolti favorevolmente dai consumatori proprio in ragione della fiducia che essi ripongono nella FSA e nei suoi processi decisionali.
Senza questa fiducia, che presuppone trasparenza e partecipazione, le comunicazioni della FSA, pur scientificamente fondate, non avrebbero seguito.


Sintesi a cura di Luisa Crisigiovanni – Altroconsumo – Associazione Indipendente di Consumatori.

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