Home arrow Internazionali arrow PIANO GEITHNER: LO STATO PUÒ FARE MEGLIO?
PIANO GEITHNER: LO STATO PUÒ FARE MEGLIO? E-mail
Internazionali
di Roberto Tamborini
07 maggio 2009

piano_geithner_tamborini.jpgNella scorsa Newsletter abbiamo visto che il Piano Geithner di acquisto dei titoli tossici delle banche americane con capitali misti pubblici e privati comporta molto probabilmente perdite a carico del capitale pubblico, ossia dei contribuenti. Lo Stato può fare meglio? La causa delle perdite attese a carico dello Stato (Tesoro e Fondo federale di assicurazione dei depositi) sta in uno schema di partecipazione in cui la parte pubblica assume la gran parte del rischio, conferendo sia capitale di rischio vero e proprio (al 50% con l'investitore privato) sia un prestito garantito che viene rimborsato solo nel caso in cui i flussi di pagamenti generati dal titolo tossico lo consentono.


Per comodità del lettore riporto la tabella, pubblicata nella Newsletter precedente, la quale evidenzia il tasso di rendimento atteso dell'investitore privato (TRAp) e dell'investitore pubblico (TRAg) per l'acquisto di un titolo tossico il quale ha il 50% di probabilità di generare pagamenti positivi, e il 50% di generare zero. Il parametro k indica la quota privata e pubblica di capitale di rischio sul valore di acquisto del titolo (7% significa che se un titolo è venduta a 100, il privato e il Tesoro mettono 7 ciascuno, e la differenza è, come detto, coperta dal prestito federale, ecc.); il parametro d indica il tasso di sconto (es. premio di rischio sul valore teorico del titolo: 1 indica una vendita alla pari, 1.01 indica un tasso di sconto del 10% ecc.)


tabella_tamborini.jpg

















In prima approssimazione, si possono concepire due schemi di partecipazione diversi. Uno dove, lasciando tutte le regole invariate, il TRA sia uguale per i due partner. L'altro in cui il Tesoro partecipa con un pareggio atteso (TRAg = 0).

 

Il primo tipo di schema richiede semplicemente di scegliere la quota privata e pubblica del capitale di rischio (k) in modo che TRAp = TRAg. La risposta è semplice: come si vede in tabella k = 50%. Dunque se il Tesoro desidera realmente operare come socio alla pari coi privati deve suddividere a metà l'intero capitale di rischio pari al valore d'asta del titolo, e non erogare alcun prestito. I due partner avrebbero lo stesso TRA esattamente pari al tasso di sconto applicato al titolo. Naturalmente, il TRAp sarebbe drasticamente più basso rispetto al Piano Geithner in ogni circostanza.

 

Il secondo tipo di schema richiede di scegliere la quota di capitale pubblico (kg) in modo che TRAg = 0 in ogni circostanza. In questo schema può avvenire che la quota di capitale pubblico sia diversa da quella privata, e, se il titolo genera pagamenti positivi, ciascun partner ne percepisce una parte proporzionale alla propria quota di partecipazione. Ora i calcoli sono un po' più complicati, ma, in pratica, se i due partner concordano in merito alla probabilità di successo e al tasso di sconto, il Tesoro potrebbe lasciare al privato la facoltà di scegliere la propria quota (kp) e poi mettere la propria quota di break even. E' possibile dimostrare che, in qualunque circostanza, il privato otterrebbe TRAp = (d - 1)/kp (ossia, la sua scelta sarebbe indipendente da quella del Tesoro).

 

In concreto, torniamo all'esempio della volta scorsa, con d = 1.2. E' chiaro che l'investitore privato vorrebbe sempre minimizzare la propria quota di partecipazione. Il Piano Geithner prevede un vincolo minimo del 7.1%, e la tabella 1 indica che il privato avrebbe un TRAp = 450% e lo Stato un TRAg = -12.4%. Con lo schema alternativo in esame, lasciando al privato la quota del 7.1%, il Tesoro dovrebbe entrare con un capitale di rischio del 13.8% e un prestito del 79.1%. Si noti che ora il leverage sarebbe minore di prima, e il Tesoro si approprierebbe della quota maggiore degli eventuali pagamenti generati del titolo. Per le ragioni spiegate sopra, grazie a queste condizioni il TRAg migliora fino al punto di pareggio. In un certo senso, il ruolo del Tesoro sarebbe quello di un azionista di maggioranza benevolente. Di conseguenza, l'investitore privato avrebbe un TRA minore rispetto al Piano Geithner, ma che arriverebbe ad un rimarchevole 285%.

 

Qualche rapida conclusione. Col Piano Geithner, è probabile che i contribuenti americani dovranno sopportare delle perdite nette, tanto più quanto minore sarà il capitale di rischio degli investitori privati e quanto maggiori i prestiti accordati dal Tesoro. Si tratta di un male necessario per riuscire a raccogliere capitale privato e ripulire il sistema bancario? Forse no, o perlomeno non nella dimensione che sembra profilarsi nel Piano Geithner. Ho mostrato un semplice esempio di uno schema in cui i privati hanno un sostanzioso incentivo in termini di TRA, mentre il Tesoro può attendersi di chiudere in pareggio. Questa prospettiva può apparire più equa ed accettabile per l'opinione pubblica, e sarebbe interessante sapere perché, a quanto pare, non sia stata presa in considerazione dal governo americano.

  Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Effettua il logi o registrati.

 
< Prec.   Pros. >