Home arrow Famiglia arrow LE POLITICHE PER LA FAMIGLIA E IL LIBRO VERDE: INTRODUZIONE AL TEMA
LE POLITICHE PER LA FAMIGLIA E IL LIBRO VERDE: INTRODUZIONE AL TEMA
Famiglia
di Claudio De Vincenti
15 ottobre 2008

devincenti_politiche_per_la_famiglia.jpgIl tema della famiglia è il grande desaparecido dall’agenda di governo: se pensiamo alle misure di sostegno dei redditi familiari – la cosiddetta "dote fiscale" per i figli – che erano in corso di approntamento da parte del governo Prodi e al piano nidi impostato dal ministro Bindi, il silenzio postelettorale del governo Berlusconi risulta veramente singolare.

Significative al riguardo l’assenza di misure nell’ambito della manovra di bilancio e, più in prospettiva, la sordina posta sul tema nel DPEF; preoccupanti i segnali forniti con i recenti provvedimenti sulla scuola. Lo stesso riferimento che al quoziente familiare fa di tanto in tanto il Presidente del Consiglio – significativamente silente il ministro dell’economia – appare come un "omaggio" a una parola d’ordine di cui si sa bene l’irrealizzabilità finanziaria, utile quindi come alibi da addurre per rimandare l’azione: ad impossibilia nemo tenetur.

Il Libro Verde del ministro Sacconi non manca di fare riferimento alla famiglia, enfatizzandone il ruolo di "cellula vitale e primaria" della società e deplorando quella che definisce come una "ricorrente negazione del ruolo della famiglia". Sul versante operativo delle politiche, si limita a porre alcune domande sul modo per "incrementare i servizi per l’infanzia e la famiglia in modo sostenibile" e per sviluppare "un connubio virtuoso tra sistema pubblico, famiglia, privato sociale" e volontariato nell’assistenza ai non autosufficienti. Diverse altre domande andrebbero poste – circa il sostegno ai redditi, la conciliazione lavoro-famiglia, il rapporto tra famiglia e scuola, il sostegno alle situazioni di fragilità, l’accoglimento e l’integrazione delle famiglie immigrate – ma è comunque utile che almeno il Libro Verde riproponga in qualche modo il tema.

 

Abbiamo perciò deciso di dedicare questo Dossier a mettere a fuoco alcune delle questioni che si connettono con l’impostazione delle politiche per la famiglia. Le difficoltà in cui versano gli assetti tradizionali dei sistemi di welfare nei paesi avanzati investono in modo particolare il nostro, che presenta almeno due caratteristiche peculiari che appare ormai urgente superare: la categorialità di molti istituti, il fatto cioè che essi assumono caratteristiche ed efficacia diverse in relazione alla condizione professionale di chi ne usufruisce (si pensi, per esempio, agli assegni per il nucleo familiare); il fatto che alla famiglia sia affidato un ruolo di supplenza alle smagliature del sistema di protezione sociale decisamente più esteso che in altri paesi. La retorica sul ruolo centrale della famiglia rischia di far trascurare i problemi reali che, nel quadro dell’assetto del welfare italiano, le famiglie incontrano nel fronteggiare i fenomeni nuovi che le trasformazioni economiche e sociali in corso propongono: il carico crescente che ricade sulla famiglia come ammortizzatore delle cadute di reddito dei suoi membri, le difficoltà dei giovani nell’acquisire autonomia economica e nel formare a loro volta una propria famiglia, i nuovi rischi di povertà che derivano dall’insicurezza lavorativa o dai pesanti costi che insorgono quando un anziano perde la non autosufficienza. Insomma, quella che abbiamo di fronte oggi è una situazione di stress crescente per le famiglie, che richiede un welfare che, invece di appoggiarsi sulla supplenza fornita dalla famiglia, la supporti in termini di servizi, di ammortizzatori sociali, di sostegni al reddito. Ed è bene non dimenticare che quei medesimi problemi si presentano ancor più accentuati per le persone che famiglia non hanno o non hanno più.

 

A fronte di questo quadro, il Dossier si apre con un intervento di Elena Granaglia che ragiona intorno al tema della uguaglianza delle opportunità, all’interno del quale le politiche sono chiamate a fare in modo che la famiglia stessa costituisca una opportunità positiva, non lo standard di buona vita che tutti dovrebbero seguire. Segue l’intervento di Ruggero Paladini su uno dei temi trascurati dal Libro Verde, le politiche di sostegno ai redditi, dove si mette in luce non solo il costo eccessivo di un eventuale passaggio al quoziente familiare ma soprattutto le sue implicazioni redistributive a scapito delle famiglie di reddito basso e medio, cioè di quelle che più necessitano di sostegno; all’opposto, la "dote fiscale" per i figli avrebbe implicazioni distributive virtuose, oltre a essere realizzabile sul terreno finanziario. Sul versante poi dei servizi, il Dossier presenta tre interventi: il primo, di Francesca Bettio, discute l’impostazione da dare alle politiche di sviluppo dei servizi all’infanzia in relazione ad alcune esperienze estere; il secondo, di Luca Beltrametti, ragiona intorno all’utilizzo di buoni-servizio come modalità innovativa di regolazione dei servizi; il terzo, di chi scrive, avanza una proposta operativa per far decollare lo sviluppo dell’assistenza domiciliare integrata ai non autosufficienti. Il Dossier si chiude con l’intervento di Alessandro Rosina, che analizza le implicazioni di un fenomeno demografico nuovo, con il quale dovranno presto misurarsi le politiche economiche e sociali: il tramonto demografico del Mezzogiorno, destinato a diventare una delle aree con peggior rapporto tra anziani inattivi e popolazione occupata.

  Commenti (1)
Libro verde e politiche per la famiglia
Scritto da carmelo lo piccolo, il 03-12-2008 12:16
Ho avuto modo di apprezzare il contenuto dell'articolo, pienamente condivisibile. Esso centra, a mio avviso, la più rilevante contraddizione esistente nelle politiche sociali dell'attuale governo:considerare la famiglia un soggetto produttore di tutela e ammortizzazione e non invece un soggetto destinatario di tutela e interventi. A causa di questa vera e propria distorsione, ritengo molto imporobabile, al netto della retorica declamatoria, che in presenza di un severo ciclo recessivo l'attuale compagine governativa abbia la volontà e la faccoltà di proporre misure strutturali per il sostegno alle famiglie. La stessa riforma dell'istruzione elementare, dettata da ragioni di cassa, inciderà fortemente in maniera negativa sui tempi di vita delle famiglie, sulla conciliazione tra lavoro e mantenimento della prole, sull'assetto delle famiglie monoparentali e con anziani non autosufficienti, ampliando l'area del disagio sociale ed esistenziale.

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Effettua il logi o registrati.

 
< Prec.   Pros. >