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Dossier: Crisi finanziaria E-mail
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BONGINI 30 ottobre 2008
BRESCIA MORRA 30 ottobre 2008
CAVAZZUTI 30 ottobre 2008
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CAVAZZUTI 21 ottobre 2008
CICCARONE-MARCHETTI 21 ottobre 2008

GALLEGATI-PIETRONERO 21 ottobre 2008
GNESUTTA 21 ottobre 2008
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nelMerito.com 9 ottobre 2008
BARUCCI 9 ottobre 2008
BARUCCI 9 ottobre 2008
BRESCIA MORRA 9 ottobre 2008

FERRI 9 ottobre 2008
TAMBORINI 9 ottobre 2008
RIBBA 26 settembre 2008

GUERRIERI 22 settembre 2008
FERRI 7 agosto 2008
BARUCCI 19 agosto 2008
BARUCCI-FERRI 19 agosto 2008

CHIARLONE 19 agosto 2008
COCO 19 agosto 2008
D’APICE 19 agosto 2008

BONGINI 8 agosto 2008
D’APICE 8 agosto 2008

MASCIANDARO 8 agosto 2008
POZZOLO 8 agosto 2008
BARUCCI-MORINI 8 luglio 2008





L'ASSICURAZIONE DEI DEPOSITI IN ITALIA: LA NON CREDIBILITA' DI UN IMPEGNO VIRTUALE
di Paola Bongini
Finanza - 30 ottobre 2008
La maggior parte dei risparmiatori italiani ha scoperto solo in questo ultimo concitato mese di crisi dei mercati finanziari che i propri depositi bancari erano tutelati da uno specifico meccanismo di garanzia, l’assicurazione dei depositi, che in Italia prende il nome di Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD). Ma ciò che ancora (forse) non sanno è che il FITD non dispone tecnicamente delle risorse necessarie per effettuare i suoi interventi. La liquidità può solo essere richiamata "al bisogno" dalle banche aderenti. Ciò pone dei problemi circa la capacità finanziaria del Fondo rispetto a impegni di natura eccezionale quali quelli richiesti da una crisi bancaria sistemica. 

NUOVE REGOLE SULL'OPA: UN PASSO INDIETRO
di Concetta Brescia Morra
Finanza - 30 ottobre 2008
Il Presidente della Consob ha invitato1 il Governo a modificare la legge sull'OPA (offerta pubblica di acquisto) per consentire alle imprese quotate di difendersi meglio da possibili scalate ostili, rese più facili dalla diminuzione dei prezzi delle azioni, registrata nelle ultime settimane a causa dell'instabilità finanziaria. Il Governo ha inserito la proposta all'ordine del giorno dei lavori sulle misure per fronteggiare la crisi. L'intervento dovrebbe riguardare la passivity rule, la regola che vieta agli amministratori delle società-bersaglio di porre in essere atti che possano contrastare il successo di un'offerta di acquisto, senza il consenso di una quota significativa degli azionisti.

SETTEMBRE NERO E IL MINISTRO DELLA PRODUZIONE NELLO STATO COLLETTIVISTA
di Filippo Cavazzuti
Finanza - 30 ottobre 2008
Da notizie di stampa di settembre e ottobre 2008. In principio (febbraio 2008) fu il governo inglese ad avvertire il mondo come fosse stato inevitabile nazionalizzare Northern Rock (Building Society nata per fusione con altre istituzioni finanziarie nel 1965). Seguì (luglio) il salvataggio della danese Roskilde Bank. Dopo poco tempo altri governi seguirono ritenendo che fossero inevitabili alcuni interventi (settembre 2008).

IL DECRETO SALVA-BANCHE: VERSO LO "STATO-SALVATORE" O UN RITORNO ALLO STATO IMPRENDITORE?
di Umberto Tombari
Finanza - 30 ottobre 2008
La crisi globale del sistema finanziario e bancario ha indotto anche il nostro governo ad intervenire a salvaguardia della stabilità delle banche (D.L. n. 155/2008 e n. 157/2008), prevedendo, tra le altre cose, la possibilità che il MEF (Ministero dell’Economia) sottoscriva aumenti di capitale deliberati da banche italiane e venga così ad assumere il ruolo di azionista in un’impresa bancaria (art. 1 D.L. 155/2008).

"COCCI" FINANZIARI E WELFARE STATE
di Filippo Cavazzuti
Finanza - 21 ottobre 2008
Una cautela indispensabile in premessa. Allo stato delle informazioni di oggi i libri che raccontano della nascita e della morte dell’Iri e delle tre Banche di interesse nazionale (Bin) sono ancora negli scaffali. Se fosse necessario consultarli,l’Italia disporrebbe di un invidiabile patrimonio di esperienze da offrire ad altri e l’ultima banca pubblica italiana (Istituto per il credito sportivo-Ics) realizzerebbe il messaggio evangelico: "beati gli ultimi che saranno i primi".

IL PERICOLO DELLA STRETTA CREDITIZIA. COINVOLGERE LE BANCHE NELLA CONCERTAZIONE?
di Giuseppe Ciccarone, Enrico Marchetti
Finanza - 21 ottobre 2008
Alla crisi finanziaria globale potrebbe seguire una severa stretta creditizia da parte delle banche. Data l’attuale difficoltà del sistema finanziario nel valutare correttamente progetti di investimento e valore delle imprese, la risposta di policy appropriata sembra essere un forte impegno della spesa pubblica nel sostegno della domanda. Ma in contesti come quello italiano – dove ciò appare possibile solo in modo molto limitato – è auspicabile un nuovo approccio alla concertazione tra le parti sociali, in cui la presenza delle associazioni bancarie consenta di affiancare ai temi della produttività e della contrattazione la pressante questione creditizia.

PERCHE' I MERCATI FINANZIARI SONO INSTABILI?
di Mauro Gallegati, Luciano Pietronero
Finanza - 21 ottobre 2008
La teoria standard dell’economia ipotizza che i mercati siano sempre in equilibrio. Secondo questa visione, gli scostamenti dall’equilibrio non sono che aggiustamenti ad eventi esterni. Una variazione forte dell’indice di borsa, ad esempio, deve essere conseguenza di cause altrettanto forti. Ci si aspetta in altre parole un rapporto diretto di causa-effetto tra un dato evento e la sua manifestazione. Un punto di vista differente, supportato da studi recenti, è che invece i mercati si possono evolvere spontaneamente verso una situazione instabile.

COME RIVEDERE IL SISTEMA DELLE REMUNERAZIONI DEI MANAGER ALLA LUCE DELLA CRISI FINANZIARIA
di Claudio Gnesutta
Finanza - 21 ottobre 2008
Al tramonto i bonus d’oro. Il crack, occasione per limitare i superstipendi dei manager è il titolo de Il Sole – 24 ore (26.09.2008, p. 6) che esprime una delle tante reazioni dei media e dell’opinione pubblica di fronte alla scoperta delle remunerazioni "esorbitanti" di cui hanno beneficiato e beneficiano i top-manager di imprese che registrano gravi perdite, se non l’insolvenza. Dalle notizie di stampa risulterebbe che le note cinque maggiori investment bank statunitensi (e mondiali) attualmente in sofferenza avrebbero nel 2007 garantito complessivamente ai propri amministratori delegati una remunerazione di oltre 100 milioni di dollari.

LA RECESSIONE E LE STATISTICHE DI TRILUSSA
di Valentino Larcinese
Welfare - 21 ottobre 2008
Il credit crunch in corso da piu’ di un anno e il recente drammatico crollo dei mercati finanziari internazionali avranno pesanti conseguenze per l’economia reale. Il Fondo Monetario Internazionale prevede per l’Italia una decrescita del PIL dello 0.1% per il 2008 e dello 0.2% per il 2009. La Confindustria e’ piu pessimista e stima per il 2009 un calo dello 0.5%.

CINQUE PROPOSTE PER USCIRE DALLA CRISI FINANZIARIA E LENIRE (L'ORMAI PROSSIMA) CRISI DELL'ECONOMIA REALE
di nelMerito.com
Finanza - 9 ottobre 2008
La gravità della crisi finanziaria in corso richiede un intervento immediato, coordinato tra i paesi europei e fondato su cinque misure principali che tengono insieme aspetti finanziari e aspetti reali e che richiedono modificazioni dell’assetto istituzionale in vigore.

ANATOMIA DELLA CRISI I: DALLE CARTOLARIZZAZIONI AI TOXIC ASSETS
di Emilio Barucci
Finanza - 9 ottobre 2008
La drammatica crisi del sistema finanziario sta suscitando molte considerazioni sulle colpe del libero mercato e i benefici della regolamentazione. Tuttavia se si cerca di analizzare, fuori da ogni ideologia, quanto è successo negli ultimi anni, le conclusioni appaiono meno ovvie. Tutti riconoscono che all’origine della crisi ci sia l’introduzione su scala macroscopica di derivati di credito quali i famigerati CDO nell’ambito della "securitization" ovvero la prassi di accorpare, impacchettare e rivendere agli investitori rischi finanziari di vario tipi, e in particolare il rischio mutui.

ANATOMIA DELLA CRISI II: DAI TOXIC ASSETS ALLA CRISI DI SISTEMA
di Emilio Barucci
Finanza - 9 ottobre 2008
Per i motivi ricordati in Anatomia della crisi I, fra tutti una politica monetaria espansiva ed una regolamentazione non efficace, la crisi dei mutui subprime ha portato con sé pesanti svalutazioni per le banche esposte sul fronte delle cartolarizzazioni minando la solidità dei loro attivi. Alcune banche sono state salvate da altri istituti o sono fallite, altre hanno messo in atto operazioni di ricapitalizzazione per ripianare le perdite spesso ricorrendo ad iniezioni di capitali da parte dei fondi sovrani.

INTERVENTI PUBBLICI NELLE CRISI: CHI VIENE SALVATO, CHI VIENE PUNITO
di Concetta Brescia Morra
Finanza - 9 ottobre 2008
Tutti i paesi colpiti dalla crisi finanziaria hanno assunto iniziative ed effettuato interventi di salvataggio. Il piano presentato dal Ministro del tesoro americano è il più importante per la sua entità; anche in Europa si sono registrate diverse iniziative da parte di governi e banche centrali. E' presto per valutazioni sul ruolo dello Stato nell'economia, soprattutto in una prospettiva di lungo periodo.

LUCI ED OMBRE DEL PIANO PAULSON
di Giovanni Ferri
Finanza - 9 ottobre 2008
Del Piano Paulson si parla da un anno. Ma ogni volta che appariva, si stava in realtà parlando di qualcosa di diverso, un qualcosa scivolato via via sempre di più sulle spalle dei contribuenti. A ottobre 2007, giusto tre mesi dopo lo scoppio della crisi subprime, Paulson presentò un primo progetto per riattivare il mercato della finanza strutturata, il Master Liquidity Enhancement Conduit (M-LEC).

BASTERANNO IL PIANO PAULSON E GLI INTERVENTI DEI GOVERNI EUROPEI AD ARGINARE LA CRISI?
di Roberto Tamborini
Internazionali - 9 ottobre 2008
Il crollo delle borse mondiali di lunedì 6 ottobre è frutto solo di panico irrazionale generalizzato o contiene qualche messaggio che possa essere utilmente tradotto in misure efficaci di politica economica? Non è semplice dare una risposta a caldo in questa situazione estramemente tesa e confusa che sembra travolgere operatori professionisti, leader politici e opinione pubblica.

LA RECESSIONE MONDIALE E LE SCELTE DELLE BANCHE CENTRALI
di Antonio Ribba
Internazionali - 26 settembre 2008
Nel mentre si stavano scrutando i segni della incombente recessione statunitense è arrivata la recessione in Europa e così il decoupling, la separazione dei destini macroeconomici europei da quelli americani, sembra rinviato a data da destinarsi. È ora diventato urgente modificare l’orientamento restrittivo della politica monetaria nell’area euro. Per quanto concerne lo spettro dell’inflazione, esso è probabilmente destinato ad evaporare nei prossimi mesi sulla scia dei recenti, forti ribassi del prezzo del petrolio e della stagnazione dell’economia mondiale.

CRISI FINANZIARIA MONDIALE: IL RITORNO DELLA MANO "VISIBILE"*
di Paolo Guerrieri
Internazionali - 22 settembre 2008
La peggiore crisi finanziaria dopo gli anni ’30 ha spinto il Governo americano a proporre un piano di salvataggio del sistema finanziario senza precedenti. Il suo esito finale è tutt’altro che scontato e difficile oggi da valutare. È comunque certo che condizionerà le sorti dei mercati finanziari di tutto il resto del mondo e per un lungo periodo.
*Articolo pubblicato anche su
Affarinternazionali.it

UN ANNO NELLA CRISI SUBPRIME*

di Giovanni Ferri

Internazionali – 7 agosto 2008
Questo speciale di nelMerito.com – che raccoglie i contributi di vari economisti esperti della materia – è dedicato a una crisi finanziaria sistemica di cui non si intravede ancora la fine. Si stanno chiudendo i dodici mesi che rappresentano l’annus horribilis della finanza internazionale. Infatti, è al 9 agosto 2007, ribattezzato giovedì nero, che si data l’esplosione della crisi subprime.

*Articolo pubblicato anche su il Riformista del 7 agosto 2008


LA CRISI FINANZIARIA, LE BANCHE ITALIANE E I RISPARMIATORI

di Emilio Barucci

Finanza – 19 agosto 2008
Di fronte alla tempesta dei mercati finanziari internazionali abbiamo assistito ad un susseguirsi di dichiarazioni da parte delle istituzioni monetarie e di banchieri sul fatto che le banche italiane sono solide e in larga misura al riparo dalle turbolenze dei mercati finanziari internazionali. L’obiettivo era quello di infondere sicurezza al sistema, vediamo se sono anche fondate.


LA FED DAL TRIONFO ALLA CRISI SUBPRIME

di Emilio Barucci, Giovanni Ferri

Finanza – 19 agosto 2008
Ad un anno dallo scoppio della crisi dei mutui subprime, la ricerca dei colpevoli vede la banca centrale americana (Federal Reserve abbreviata in Fed) come indiziato numero uno per almeno due motivi: politica monetaria espansiva e deregulation nei mercati finanziari.


AGLI INVESTITORI PIACCIONO SEMPRE MENO LE BANCHE CHE TRALASCIANO IL CREDITO PER FARE FINANZA

di Paola Bongini

Finanza – 8 agosto 2008
Nel corso degli anni novanta le principali banche sia europee che statunitensi hanno ridimensionamento la propria attività di intermediazione creditizia a favore di un ampliamento dell’offerta di servizi alla clientela privata e alle imprese, quali ad esempio la gestione del risparmio o l’offerta di prodotti di risk management (derivati per la gestione dei rischi di cambio, tasso, etc.).


ARRIVANO I FONDI SOVRANI*

di Stefano Chiarlone

Finanza – 19 agosto 2008
Un fondo sovrano (SWF) è un fondo di investimento creato per diversificare e accrescere il rendimento delle riserve estere o dei proventi della vendita delle materie prime di uno Stato per isolare il bilancio pubblico dalle fluttuazioni economiche e/o perseguire obiettivi di risparmio ed equità intergenerazionale.


REGOLAMENTAZIONE E CRISI

di Giuseppe Coco

Finanza – 19 agosto 2008
La crisi dei mercati finanziari ed in particolare quella dei mutui hanno ricordato a tutti un aspetto basilare della teoria economica: i mercati finanziari soffrono di imperfezioni ineliminabili. Nel trasferire risorse da soggetti in surplus a soggetti in deficit di risorse essi svolgono una funzione preziosa, forse la più preziosa per il funzionamento di una economia capitalistica.

CRISI SUBPRIME: I FATTI SALIENTI

di Vincenzo D’Apice

Internazionali – 8 agosto 2008

Per aver colpito il centro del sistema finanziario internazionale, per gli attori coinvolti e le cifre in gioco, per il suo lento contagio all’economia reale, la crisi finanziaria nata lo scorso agosto dal segmento subprime dei mutui immobiliari statunitensi è la più importante dal dopoguerra ad oggi. Sarà per questo utile ripercorrere brevemente i suoi momenti più importanti.


FANNIE MAE E FREDDIE MAC: COME INTERVENIRE PER USCIRE DALLA CRISI?

di Vincenzo D’Apice

Finanza – 19 agosto 2008
Come si deve comportare lo Stato quando società finanziarie private che detengono (o garantiscono) il 50% dei mutui immobiliari in circolazione stanno per fallire? Se decide di intervenire con un piano di salvataggio, in che modo può ridurre l’incentivo all’azzardo morale?


LEZIONI AMERICANE PER LA REGOLAMENTAZIONE

di Donato Masciandaro

Internazionali – 8 agosto 2008

È trascorso quasi un anno dall’inizio delle perturbazioni sui mercati finanziari originate dalla crisi del settore statunitense dei mutui ad alto rischio. Possiamo già ricavare delle lezioni da quello che è successo in termini di disegno della regolamentazione e della vigilanza finanziaria?


LA FINANZA STRUTTURATA FA (SOLTANTO) MALE?

di Alberto Franco Pozzolo

Finanza – 8 agosto 2008

A poco più di un anno dalla sua esplosione, gli effetti della crisi dei mutui subprime sull’economia reale e sugli stessi mercati finanziari sono ancora difficili da valutare. Nell’aggiornamento del Global Financial Stability Report dello scorso 28 luglio, l’FMI affermava che "i mercati finanziari globali continuano a essere fragili. (…) Allo stesso tempo, l’equilibrio delle politiche economiche tra gli obiettivi di inflazione, crescita e stabilità finanziaria sta diventando progressivamente più difficile".

DERIVATI E AGENZIE DI RATING: SURFANDO SUL RISCHIO DI CREDITO
di Emilio Barucci, Massimo Morini
Finanza - 8 luglio 2008
E’ della scorsa settimana la notizia che Moody’s ha licenziato il capo dei derivati responsabile di avere sbagliato nell’assegnare il rating ad alcuni prodotti strutturati. Questa notizia segue quella riportata sulle prime pagine dei giornali finanziari di un mese fa: Moody’s dichiarava di essersi accorta di aver attribuito ai CPDO (constant proportion debt obligations) un rating sbagliato, forse a causa di un errore informatico.

 
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