| Dossier: Crisi finanziaria |
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CHIARLONE 19 agosto 2008
MASCIANDARO 8 agosto 2008 L'ASSICURAZIONE DEI DEPOSITI IN ITALIA: LA NON CREDIBILITA' DI UN IMPEGNO VIRTUALE di Paola Bongini Finanza - 30 ottobre 2008
La maggior parte dei risparmiatori italiani ha scoperto solo in questo ultimo concitato mese di crisi dei mercati finanziari che i propri depositi bancari erano tutelati da uno specifico meccanismo di garanzia, l’assicurazione dei depositi, che in Italia prende il nome di Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD). Ma ciò che ancora (forse) non sanno è che il FITD non dispone tecnicamente delle risorse necessarie per effettuare i suoi interventi. La liquidità può solo essere richiamata "al bisogno" dalle banche aderenti. Ciò pone dei problemi circa la capacità finanziaria del Fondo rispetto a impegni di natura eccezionale quali quelli richiesti da una crisi bancaria sistemica.
NUOVE REGOLE SULL'OPA: UN PASSO INDIETRO di Concetta Brescia Morra Finanza - 30 ottobre 2008
Il Presidente della Consob ha invitato1 il Governo a modificare la legge sull'OPA (offerta pubblica di acquisto) per consentire alle imprese quotate di difendersi meglio da possibili scalate ostili, rese più facili dalla diminuzione dei prezzi delle azioni, registrata nelle ultime settimane a causa dell'instabilità finanziaria. Il Governo ha inserito la proposta all'ordine del giorno dei lavori sulle misure per fronteggiare la crisi. L'intervento dovrebbe riguardare la passivity rule, la regola che vieta agli amministratori delle società-bersaglio di porre in essere atti che possano contrastare il successo di un'offerta di acquisto, senza il consenso di una quota significativa degli azionisti.
SETTEMBRE NERO E IL MINISTRO DELLA PRODUZIONE NELLO STATO COLLETTIVISTA di Filippo Cavazzuti Finanza - 30 ottobre 2008
Da notizie di stampa di settembre e ottobre 2008. In principio (febbraio 2008) fu il governo inglese ad avvertire il mondo come fosse stato inevitabile nazionalizzare Northern Rock (Building Society nata per fusione con altre istituzioni finanziarie nel 1965). Seguì (luglio) il salvataggio della danese Roskilde Bank. Dopo poco tempo altri governi seguirono ritenendo che fossero inevitabili alcuni interventi (settembre 2008).
IL DECRETO SALVA-BANCHE: VERSO LO "STATO-SALVATORE" O UN RITORNO ALLO STATO IMPRENDITORE? di Umberto Tombari Finanza - 30 ottobre 2008
La crisi globale del sistema finanziario e bancario ha indotto anche il nostro governo ad intervenire a salvaguardia della stabilità delle banche (D.L. n. 155/2008 e n. 157/2008), prevedendo, tra le altre cose, la possibilità che il MEF (Ministero dell’Economia) sottoscriva aumenti di capitale deliberati da banche italiane e venga così ad assumere il ruolo di azionista in un’impresa bancaria (art. 1 D.L. 155/2008).
"COCCI" FINANZIARI E WELFARE STATE di Filippo Cavazzuti Finanza - 21 ottobre 2008
Una cautela indispensabile in premessa. Allo stato delle informazioni di oggi i libri che raccontano della nascita e della morte dell’Iri e delle tre Banche di interesse nazionale (Bin) sono ancora negli scaffali. Se fosse necessario consultarli,l’Italia disporrebbe di un invidiabile patrimonio di esperienze da offrire ad altri e l’ultima banca pubblica italiana (Istituto per il credito sportivo-Ics) realizzerebbe il messaggio evangelico: "beati gli ultimi che saranno i primi".
IL PERICOLO DELLA STRETTA CREDITIZIA. COINVOLGERE LE BANCHE NELLA CONCERTAZIONE? di Giuseppe Ciccarone, Enrico Marchetti Finanza - 21 ottobre 2008
Alla crisi finanziaria globale potrebbe seguire una severa stretta creditizia da parte delle banche. Data l’attuale difficoltà del sistema finanziario nel valutare correttamente progetti di investimento e valore delle imprese, la risposta di policy appropriata sembra essere un forte impegno della spesa pubblica nel sostegno della domanda. Ma in contesti come quello italiano – dove ciò appare possibile solo in modo molto limitato – è auspicabile un nuovo approccio alla concertazione tra le parti sociali, in cui la presenza delle associazioni bancarie consenta di affiancare ai temi della produttività e della contrattazione la pressante questione creditizia.
PERCHE' I MERCATI FINANZIARI SONO INSTABILI? di Mauro Gallegati, Luciano Pietronero Finanza - 21 ottobre 2008
La teoria standard dell’economia ipotizza che i mercati siano sempre in equilibrio. Secondo questa visione, gli scostamenti dall’equilibrio non sono che aggiustamenti ad eventi esterni. Una variazione forte dell’indice di borsa, ad esempio, deve essere conseguenza di cause altrettanto forti. Ci si aspetta in altre parole un rapporto diretto di causa-effetto tra un dato evento e la sua manifestazione. Un punto di vista differente, supportato da studi recenti, è che invece i mercati si possono evolvere spontaneamente verso una situazione instabile.
COME RIVEDERE IL SISTEMA DELLE REMUNERAZIONI DEI MANAGER ALLA LUCE DELLA CRISI FINANZIARIA di Claudio Gnesutta Finanza - 21 ottobre 2008
Al tramonto i bonus d’oro. Il crack, occasione per limitare i superstipendi dei manager è il titolo de Il Sole – 24 ore (26.09.2008, p. 6) che esprime una delle tante reazioni dei media e dell’opinione pubblica di fronte alla scoperta delle remunerazioni "esorbitanti" di cui hanno beneficiato e beneficiano i top-manager di imprese che registrano gravi perdite, se non l’insolvenza. Dalle notizie di stampa risulterebbe che le note cinque maggiori investment bank statunitensi (e mondiali) attualmente in sofferenza avrebbero nel 2007 garantito complessivamente ai propri amministratori delegati una remunerazione di oltre 100 milioni di dollari.
LA RECESSIONE E LE STATISTICHE DI TRILUSSA di Valentino Larcinese Welfare - 21 ottobre 2008 Il credit crunch in corso da piu’ di un anno e il recente drammatico crollo dei mercati finanziari internazionali avranno pesanti conseguenze per l’economia reale. Il Fondo Monetario Internazionale prevede per l’Italia una decrescita del PIL dello 0.1% per il 2008 e dello 0.2% per il 2009. La Confindustria e’ piu pessimista e stima per il 2009 un calo dello 0.5%. CINQUE PROPOSTE PER USCIRE DALLA CRISI FINANZIARIA E LENIRE (L'ORMAI PROSSIMA) CRISI DELL'ECONOMIA REALE di nelMerito.com Finanza - 9 ottobre 2008 La gravità della crisi finanziaria in corso richiede un intervento immediato, coordinato tra i paesi europei e fondato su cinque misure principali che tengono insieme aspetti finanziari e aspetti reali e che richiedono modificazioni dell’assetto istituzionale in vigore. ANATOMIA DELLA CRISI I: DALLE CARTOLARIZZAZIONI AI TOXIC ASSETS di Emilio Barucci Finanza - 9 ottobre 2008
La drammatica crisi del sistema finanziario sta suscitando molte considerazioni sulle colpe del libero mercato e i benefici della regolamentazione. Tuttavia se si cerca di analizzare, fuori da ogni ideologia, quanto è successo negli ultimi anni, le conclusioni appaiono meno ovvie. Tutti riconoscono che all’origine della crisi ci sia l’introduzione su scala macroscopica di derivati di credito quali i famigerati CDO nell’ambito della "securitization" ovvero la prassi di accorpare, impacchettare e rivendere agli investitori rischi finanziari di vario tipi, e in particolare il rischio mutui.
ANATOMIA DELLA CRISI II: DAI TOXIC ASSETS ALLA CRISI DI SISTEMA di Emilio Barucci Finanza - 9 ottobre 2008
Per i motivi ricordati in Anatomia della crisi I, fra tutti una politica monetaria espansiva ed una regolamentazione non efficace, la crisi dei mutui subprime ha portato con sé pesanti svalutazioni per le banche esposte sul fronte delle cartolarizzazioni minando la solidità dei loro attivi. Alcune banche sono state salvate da altri istituti o sono fallite, altre hanno messo in atto operazioni di ricapitalizzazione per ripianare le perdite spesso ricorrendo ad iniezioni di capitali da parte dei fondi sovrani.
INTERVENTI PUBBLICI NELLE CRISI: CHI VIENE SALVATO, CHI VIENE PUNITO di Concetta Brescia Morra Finanza - 9 ottobre 2008
Tutti i paesi colpiti dalla crisi finanziaria hanno assunto iniziative ed effettuato interventi di salvataggio. Il piano presentato dal Ministro del tesoro americano è il più importante per la sua entità; anche in Europa si sono registrate diverse iniziative da parte di governi e banche centrali. E' presto per valutazioni sul ruolo dello Stato nell'economia, soprattutto in una prospettiva di lungo periodo.
LUCI ED OMBRE DEL PIANO PAULSON di Giovanni Ferri Finanza - 9 ottobre 2008
Del Piano Paulson si parla da un anno. Ma ogni volta che appariva, si stava in realtà parlando di qualcosa di diverso, un qualcosa scivolato via via sempre di più sulle spalle dei contribuenti. A ottobre 2007, giusto tre mesi dopo lo scoppio della crisi subprime, Paulson presentò un primo progetto per riattivare il mercato della finanza strutturata, il Master Liquidity Enhancement Conduit (M-LEC).
BASTERANNO IL PIANO PAULSON E GLI INTERVENTI DEI GOVERNI EUROPEI AD ARGINARE LA CRISI? di Roberto Tamborini Internazionali - 9 ottobre 2008
Il crollo delle borse mondiali di lunedì 6 ottobre è frutto solo di panico irrazionale generalizzato o contiene qualche messaggio che possa essere utilmente tradotto in misure efficaci di politica economica? Non è semplice dare una risposta a caldo in questa situazione estramemente tesa e confusa che sembra travolgere operatori professionisti, leader politici e opinione pubblica.
LA RECESSIONE MONDIALE E LE SCELTE DELLE BANCHE CENTRALI di Antonio Ribba Internazionali - 26 settembre 2008
Nel mentre si stavano scrutando i segni della incombente recessione statunitense è arrivata la recessione in Europa e così il decoupling, la separazione dei destini macroeconomici europei da quelli americani, sembra rinviato a data da destinarsi. È ora diventato urgente modificare l’orientamento restrittivo della politica monetaria nell’area euro. Per quanto concerne lo spettro dell’inflazione, esso è probabilmente destinato ad evaporare nei prossimi mesi sulla scia dei recenti, forti ribassi del prezzo del petrolio e della stagnazione dell’economia mondiale.
CRISI FINANZIARIA MONDIALE: IL RITORNO DELLA MANO "VISIBILE"*
di Paolo Guerrieri
Internazionali - 22 settembre 2008 La peggiore crisi finanziaria dopo gli anni ’30 ha spinto il Governo americano a proporre un piano di salvataggio del sistema finanziario senza precedenti. Il suo esito finale è tutt’altro che scontato e difficile oggi da valutare. È comunque certo che condizionerà le sorti dei mercati finanziari di tutto il resto del mondo e per un lungo periodo. *Articolo pubblicato anche su Affarinternazionali.it di Giovanni Ferri
Internazionali – 7 agosto 2008 *Articolo pubblicato anche su il Riformista del 7 agosto 2008
di Emilio Barucci
Finanza – 19 agosto 2008
di Emilio Barucci, Giovanni Ferri
Finanza – 19 agosto 2008
di Paola Bongini
Finanza – 8 agosto 2008 di Stefano Chiarlone
Finanza – 19 agosto 2008 di Giuseppe Coco
Finanza – 19 agosto 2008 di Vincenzo D’Apice Internazionali – 8 agosto 2008 Per aver colpito il centro del sistema finanziario internazionale, per gli attori coinvolti e le cifre in gioco, per il suo lento contagio all’economia reale, la crisi finanziaria nata lo scorso agosto dal segmento subprime dei mutui immobiliari statunitensi è la più importante dal dopoguerra ad oggi. Sarà per questo utile ripercorrere brevemente i suoi momenti più importanti.
di Vincenzo D’Apice
Finanza – 19 agosto 2008
di Donato Masciandaro Internazionali – 8 agosto 2008 È trascorso quasi un anno dall’inizio delle perturbazioni sui mercati finanziari originate dalla crisi del settore statunitense dei mutui ad alto rischio. Possiamo già ricavare delle lezioni da quello che è successo in termini di disegno della regolamentazione e della vigilanza finanziaria?
di Alberto Franco Pozzolo Finanza – 8 agosto 2008
A poco più di un anno dalla sua esplosione, gli effetti della crisi dei mutui subprime sull’economia reale e sugli stessi mercati finanziari sono ancora difficili da valutare. Nell’aggiornamento del Global Financial Stability Report dello scorso 28 luglio, l’FMI affermava che "i mercati finanziari globali continuano a essere fragili. (…) Allo stesso tempo, l’equilibrio delle politiche economiche tra gli obiettivi di inflazione, crescita e stabilità finanziaria sta diventando progressivamente più difficile". |
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