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Il fuoco - 11 luglio 2008
Il fuoco

Il numero è dedicato ad un approfondimento sul federalismo fiscale, una riforma attesa da troppo tempo e un tema sul quale l’opinione pubblica incomincia a manifestare più di uno scetticismo. Le difficoltà di attuazione sono, prima ancora che tecniche, politiche. Il disegno istituzionale previsto dal Titolo V della Costituzione è di forte decentramento di poteri e di gettiti tributari. Come spiega Osculati, è un sistema a ridotta opacità fiscale, vale a dire un meccanismo che, in definitiva, mette in chiaro le responsabilità del governare. Ne trarrebbero vantaggio i governati, non sempre i governanti. Macciotta affronta il merito della questione distributiva, tra aree ricche e povere e tra Regioni a statuto speciale e a statuto ordinario. Tra le prime compaiono situazioni più che di specialità, di privilegio. Comunque il rientro dalla presente situazione ampiamente sperequata si presenta lungo e difficile. Zanardi illustra le possibili alternative tecniche con particolare riferimento alla dinamica della perequazione. Nel Mezzogiorno sorgono timori. Come spiega Pica, nel dibattito italiano sul federalismo fiscale non sempre si tiene nel dovuto conto la differenza tra finanziamenti agli enti territoriali e redditi degli individui. La tutela di una distribuzione di reddito e benessere non troppo sperequata tra cittadini italiani è compito dello Stato, compito che non può essere accantonato neppure in un contesto di federalismo fiscale. Anche in ragione di preoccupazioni di questo tipo, infine, Causi si esprime per un’applicazione graduale del Titolo V e a favore di schemi di perequazione generosa.

 
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