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L’ICI S’È ROTTA. MA CHI (E QUANTO) PAGA?* E-mail
Fisco
di Bruno Caprettini, Corrado Pollastri
05 giugno 2008

iciIl 21 Maggio scorso il Consiglio dei Ministri riunito a Napoli ha approvato un Decreto Legge contenente tra l’altro disposizioni intese ad eliminare completamente l’Ici sulla prima casa. Formalmente, il provvedimento prevede la compensazione del minor gettito attraverso trasferimenti dallo Stato ai Comuni, ma nella sostanza l’intervento potrebbe aprire una complessa partita tra diversi livelli di governo per la corretta determinazione del costo dell’intervento.
* Articolo pubblicato anche su www.cer-online.it

Il quadro è reso ancor più complesso dal fatto che la compensazione del mancato gettito Ici 2008 è costituita da due componenti: la riduzione delle entrate comunali dovute alla manovra del nuovo governo e quelle derivanti dalla riforma introdotta dalla finanziaria per il 2008.

L’articolo intende offrire materiale di riflessione utile ad una accurata valutazione quantitativa dell’intervento, presentando i risultati di elaborazioni compiute sulla base dei bilanci comunali resi pubblici dal Ministero degli Interni.


Il decreto legge approvato istituisce, a beneficio dei Comuni, un fondo di compensazione di 2,5 miliardi di euro, una cifra che include anche il costo della riduzione di aliquota decisa dallo scorso governo nella finanziaria per il 2008. La quantificazione del costo dell’intervento fa riferimento alle stime formulate nella relazione tecnica del provvedimento di riduzione Ici prima casa introdotto con la Legge Finanziaria per il 2008, che stimava il gettito totale Ici prima casa in 2'665 milioni di euro. Sottraendo a quest’ammontare il costo dell’intervento di riduzione dell’Ici prima casa disposto dal Governo Prodi (904 milioni), il gettito residuo è pari a 1'761 milioni di euro. Considerando tuttavia che le agevolazioni non si applicano alle categorie catastali A1, A8 e A9, che apportano un gettito Ici di 61 milioni di euro, il costo dell’intervento disposto dal Governo Berlusconi sarebbe dunque secondo la relazione tecnica di 1'700 milioni di euro. Di stime tuttavia ne sono circolate diverse: prima dell’approvazione del decreto, l’ANCI indicava in circa 3 miliardi il gettito relativo all’Ici prima casa: sottraendo a questa somma il costo derivante dalla riduzione Ici disposta dall’ultima finanziaria, si ottiene un costo di completa abolizione pari a circa 2,2 miliardi. Secondo le stime ANCI dunque, il fondo compensativo stanziato nel decreto risulterebbe sottofinanziato per circa 500 milioni.


Anche in considerazione dell’importanza di questi risultati ai fini della gestione delle finanze comunali, si sente l’esigenza di fare maggiore chiarezza sulle cifre, facendo riferimento a tutte le informazioni disponibili. A tale scopo abbiamo raccolto con molta pazienza e un po’ di ingegno, i dati dei Certificati di Conto Consuntivo dei Comuni relativi al 2006 contenenti, tra l’altro, indicazione esplicita del gettito derivante dall’Ici sull’abitazione principale. Al fine di testare la robustezza delle indicazioni che emergono dall’archivio, soprattutto per quanto riguarda la qualità dell’informazione relativa all’Ici prima casa, sono state condotte due stime alternative, escludendo o meno quei Comuni che dichiarano un’Ici prima casa superiore al 90% del totale. Lo scenario in cui questi Comuni sono esclusi intende individuare una ipotesi di minima riguardo alla stima del gettito Ici attraverso i Certificati di Conto Consuntivo. Sono stati invece comunque esclusi quei Comuni (81) che non riportano la suddivisione del gettito Ici.


La base dati comprende oltre l’86% dei comuni italiani (il 77% se si escludono i Comuni con Ici prima casa superiore al 90% dell’Ici totale); una procedura di post – stratificazione, condotta sull’archivio storico dei Certificati di Conto Consuntivo, consente di riproporzionare all’universo i dati controllando per Provincia e entità del gettito Ici comunale. Al termine del documento è riportata una breve nota metodologica dell’operazione di post – stratificazione.


La tavola 1 riporta un confronto tra le stime del gettito Ici prima casa riportate nelle quantificazioni ufficiali e quelle desumibili dai certificati di conto consuntivo, sia considerando tutte le osservazioni a disposizione, sia in una ipotesi di minima in cui si ritengono inaffidabili le osservazioni dei comuni che riportano una quota Ici prima casa molto elevata.

tabella




















Le stime del gettito Ici prima casa che emergono dai certificati di conto consuntivo risultano in entrambe le ipotesi più elevate di quanto riportato nella relazione tecnica, ed anche del dato ANCI. Questa evidenza conferma il dubbio che vi sia una sottostima della dimensione del fondo compensativo. Secondo i dati desumibili dall’insieme dei certificati di conto consuntivo il fondo risulterebbe sottostimato di circa il 50% (almeno il 25% nell’ipotesi di minima). Rispetto a quanto disposto dal decreto, secondo queste stime risulterebbe necessario che il Governo disponesse un maggior stanziamento (e maggiori coperture) per 1,2 miliardi di euro (600 milioni nell’ipotesi di minima). Le maggiori risorse stanziate andrebbero in parte (300 milioni) a coprire la sottostima del costo dell’intervento del Governo Prodi.


Questa incoerenza tra le stime della relazione tecnica e i dati dei certificati di conto consuntivo, probabilmente originata dal diverso approccio metodologico di stima , sta ad indicare che sul versante delle quantificazioni c’è probabilmente ancora del lavoro da fare. È auspicabile che si pervenga ad una stima condivisa, in un processo che metta a sistema tutte le fonti informative e tutte le risorse conoscitive disponibili, con un più ampio coinvolgimento dei Comuni. Sono infatti questi ultimi che, subendo in due riprese una ingerenza dello Stato Centrale su un tributo proprio, rischiano di vedere perturbata la loro capacità di spesa ed il loro equilibrio finanziario.


Bruno Caprettini e Corrado Pollastri

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