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Aree interne e servizi. La coesione territoriale come criterio dello sviluppo sostenibile E-mail
di Luisa Corazza, Ruggiero Di Pace
25 luglio 2016

Il tema delle aree interne pone una serie di problemi di carattere economico-sociale, in grado di incidere sulla qualità della vita delle popolazioni ivi residenti. Questi problemi sono direttamente collegati al tema dello spopolamento, che ne è al contempo conseguenza e causa, poiché in epoca di contenimento della spesa pubblica, l’offerta di servizi pubblici è spesso modulata sul dato numerico degli utenti di riferimento. Affrontare il tema dei servizi delle aree interne è dunque un aspetto essenziale di qualsiasi strategia che intenda arginare il processo di spopolamento delle aree stesse.


I servizi delle aree interne. Criticità e soluzioni innovative.

Per il raggiungimento degli obiettivi posti dalla Strategia nazionale sulle aree interne è essenziale lo sviluppo razionale ed efficiente dei servizi nelle aree a c.d. domanda debole. Nella sostanza occorre creare adeguati strumenti per superare l’inevitabile fossato che rende non appetibile l’area interna.

L’attenzione delle politiche di sviluppo delle reti di servizi in generale deve essere rivolta non solo ed esclusivamente alle grandi reti ma anche a quelle che si possono definire le micro reti per evitare che la perifericità delle aree interne si tramuti in assoluta marginalità.

Tale tema può essere declinato con riferimento a tutte le categorie di servizi che gli enti pubblici devono assicurare sul territorio: infrastrutture, trasporti, energia, digitalizzazione, servizi socio sanitari, servizi giudiziari, scuola e offerta di istruzione.

Ognuno di questi temi può costituire ambito di specifica ricerca che deve tendere ad analizzare le criticità territoriali e proporre soluzioni innovative per l’effettivo miglioramento delle condizioni di vita in questi territori. Di seguito verranno illustrate alcune proposte di ricerca applicata, da declinare in una politica di razionalizzazione e sviluppo dei servizi delle aree interne (si segnalano al riguardo le attività di Aria – Centro ricerca delle Aree Interne e gli Appennini,  http://aria.unimol.it/ ).

 

1. Infrastrutture e trasporti

Per operare una corretta politica di sviluppo delle delle micro reti di trasporti è necessario un approccio su livelli differenti: strategico e operativo.

Innanzitutto, sul versante strategico, occorre provvedere a una corretta pianificazione e programmazione dei sistemi di trasporto. Si tratta di riprogrammazione e riorganizzazione i servizi di trasporto pubblico locale per consentire un adeguamento della quantità e della qualità dei servizi ai bisogni dei cittadini. A livello operativo è necessario agire per il potenziamento e la riqualificazione della dotazione materiale e immateriale trasportistica, svolgendo azioni mirate ad accrescere l’accessibilità e la qualità dei sistemi di trasporto pubblico locale.

 

2. Energia

Il tema dello sviluppo sostenibile è al centro della strategia delle Nazioni Unite Sustainable Development Goals e della strategia Europa 2020. In tale contesto un ruolo centrale viene svolto dalle fonti rinnovabili di energia che possono svolgere un ruolo di fondamentale importanza nella rigenerazione delle aree interne. Occorre verificare se il contesto normativo e operativo è ancora favorevole ad un razionale sviluppo di queste fonti energetiche e in che modo queste siano effettivamente funzionali ala rigenerazione delle aree interne.

Questo discorso può essere sviluppato sia con riferimento alle strategie europee e ai relativi bandi, sia nel rapporto con le istituzioni locali, in particolare regionali.,

 

3. Digitalizzazione

Il concetto di crescita intelligente e smart fino a questo momento è stato declinato quasi esclusivamente per i contesti fortemente urbanizzati. Ma a maggior ragione deve essere centrale per la strategia delle aree interne. Dove vi è carenza di infrastrutture materiali il fossato può, intanto, essere superato attraverso infrastrutture immateriali come la rete telematica. La rete è strategica non solo per le comunicazione ma anche per l’erogazione di servizi pubblici: basti pensare al ruolo della telemedicina nei territori delle aree interne laddove la riorganizzazione delle strutture sanitarie può comportare può comportare dolorosi tagli.

Il tema presenta forte rilevanza sociale, poiché nell’economia della conoscenza digitale l’accesso alle infrastrutture tecnologiche rappresenta un accesso all’alfabetizzazione.

 

4. Servizi socio sanitari

Il tema dei servizi sociali è cruciale al fine di evitare la marginalizzazione della popolazione residente nelle aree interne. Essenziale in proposito può essere lo sviluppo del sistema a rete: si pensi alla soluzione di complessi problemi sociali quali la cura degli anziani, l’assistenza ai cittadini con disabilità.

Molto più complesso è invece l’approccio al tema della sanità, alla luce della disarticolazione regionale/nazionale e del rilievo assunto dal criterio della compatibilità finanziaria a partire dalle riforme del sistema sanitario degli anni novanta.

 

5. Servizi giudiziari

E’ in atto una riforma degli uffici giudiziari che appare diretta ad incidere anche sulle aree interne, proponendo accorpamenti basati sulla popolazione residente. L’approccio basato sulla densità della popolazione residente deve essere tuttavia oggetto di riflessione, alla luce del significato che il sistema giudiziario riveste sulla popolazione, in termini di accesso alla giustizia, diffusione della cultura dello stato di diritto, presidio della legalità (v. anche Fabiani, Giustizia civile, geografia e infrastrutture, su q. rivista, 9 febbraio 2015, http://www.nelmerito.com/index.php?option=com_content&task=view&id=2122&Itemid=1 ).

 

6. Pianificazione territoriale e tutela del suolo

Il tema delle aree interne è fortemente caratterizzato dal problema dell’abbandono del territorio che comporta notevoli costi sociali ed economici. Tra questi si può annoverare l’aumento del rischio di dissesto idrogeologico derivante dalla assenza di manutenzione territoriale.

Quello della tutela del suolo e del dissesto idrogeologico è ambito paradigmatico nel quale scienza, tecnica e diritto devono necessariamente correlarsi: il dato scientificamente acquisito è base imprescindibile per poter approntare anche dal punto di vista giuridico una efficace politica di prevenzione e mitigazione del rischio.

 

Conclusioni

La ricerca sullo sviluppo razionale dei servizi in territori a domanda debole si inserisce in un contesto normativo in continua evoluzione: è attesa la riforma dei servizi pubblici locali e delle società partecipate, nonché quella dei servizi giudiziari; è stato appena adottato il nuovo codice dei contratti; non è ancora del tutto compiuta la riforma degli enti pubblici locali. Nell’ambito delle riforme in itinere, sarebbe importante tenere conto dell’impatto territoriale delle stesse. Lo sviluppo può definirsi sostenibile anche per la sua capacità di tenere insieme criteri di compatibilità finanziaria e coesione territoriale.

 

 

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