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Cambiamento climatico: il punto di vista degli economisti E-mail
di Mitja Stefancic
18 gennaio 2016

Il dibattito incentrato sul surriscaldamento globale è di grande attualità per gli economisti. La crescita economica, lo sviluppo sociale e il problema del surriscaldamento del pianeta sono infatti strettamente interconnessi. La preoccupazione di fondo è la seguente: qualora non si riuscisse a cambiare rotta, limitando significativamente i fattori alla base del cambiamento climatico generato dagli esseri umani, il surriscaldamento del nostro pianeta potrebbe portare a conseguenze che metterebbero in serio pericolo la nostra sopravvivenza oltre a quella delle specie animali. È perciò opportuno sintetizzare l’opinione di alcune tra le più autorevoli firme sui temi della sostenibilità e del surriscaldamento globale, annotando anche le ragioni che fanno sembrare le conclusioni proposte talvolta difficili da realizzare da un punto di vista pratico.


Le principali analisi economiche sui cambiamenti climatici

La produzione scientifica degli economisti in materia di sostenibilità e dei cambiamenti climatici è ampia. L’intenzione del presente contributo è quella di soffermarsi su alcune pubblicazioni particolarmente interessanti e autorevoli piuttosto che proporre una sintesi esaustiva delle numerose pubblicazioni sviluppate negli ultimi anni. Vediamo quali.  

a) Secondo il modello del “business as usual” di William Nordhaus (2008; 2013), la riduzione delle emissioni dei gas inquinanti dovrebbe essere, rispetto ad oggi, del 15% entro il 2050, e del 25% in seguito. L’economista americano prefigura dunque una cambiamento graduale nella produzione e nei consumi su scala globale, nonché per quel che riguarda l’eventuale introduzione di tecnologie produttive e dei trasporti meno inquinanti rispetto a quelle attuali.

b) Basandosi su un approccio “dei costi e benefici”, Lord Nicholas Stern (2007; 2015) descrive il surriscaldamento della Terra come la peggiore delle esternalità causate dagli uomini, giungendo a conclusioni decisamente drastiche: da quanto emerge dalla sua analisi, la riduzione delle emissione dei gas serra prodotte dall’uso dei combustibili fossili è urgente e non può attendere. Qualora tale cambiamento non si verificasse in tempi rapidi, qualsiasi soluzione futura giungerebbe troppo tardi per salvaguardare il nostro pianeta dagli effetti del surriscaldamento globale.

c) Llavador, Roemer e Silvestre (2015) sviluppano un terzo approccio (il cosiddetto “approccio normativo”) al problema del cambiamento climatico attraverso i modelli economici che si focalizzano sulla sostenibilità, incorporando il tema del “welfare”. Pur basandosi su principi nobili, come ad esempio quello dell’egalitarismo delle future generazioni, questi tre economisti sembrano giungere a conclusioni abbastanza semplicistiche: le due principali potenze economiche mondiali, ovvero gli Stati Uniti e la Cina, dovrebbero quanto prima accordarsi sulla riduzione nelle emissioni dei gas inquinanti, in modo da evitare future catastrofi (Llavador, Roemer e Silvestre, 2015, pp. 264-268). Se ciò fosse supportato da investimenti mirati nell’istruzione, capaci di modificare i gusti e i consumi delle loro popolazioni, ecco che anche il resto del mondo seguirebbe il loro esempio in modo automatico.

d) Infine, ci sono correnti minoritarie, che propongono soluzioni molto radicali, ma che non andrebbero escluse dal dibattito economico sui cambiamenti climatici: una tra queste è la teoria della decrescita e dell’abbandono della società dei consumi, capitanata dall’economista francese Serge Latouche. Questi autori criticano aspramente l’idea in base alla quale coniugare la crescita economica insieme alla sostenibilità ambientale sarebbe ancora possibile.

 

Considerazioni

I suddetti economisti, pur convenendo sull’assoluta rilevanza dell’argomento del cambiamento climatico generato dagli esseri umani, propongono soluzioni distinte al problema del surriscaldamento globale, anche in conseguenza dei diversi metodi adoperati nelle loro ricerche. Si possono osservare delle criticità e alcuni punti deboli riscontrabili in ciascuno degli approcci sopra menzionati. Ad esempio, l’approccio “normativo” al problema del surriscaldamento globale proposto da Llavador, Roemer e Silvestre (2015) trova nelle decisioni delle superpotenze mondiali la via più facile per giungere ai risultati ottimali e riportare l’economia globale sulla via della sostenibilità, dimenticando il bisogno di includere nel processo di negoziazione gli altri Paesi mondiali. Inoltre, se è vero che molti cittadini americani non sono adeguatamente informati sul tema del “global warming”, si prefigura un problema di scelte, decisioni consapevoli e politiche democratiche sul fronte del raggiungimento degli obiettivi sperati (si veda Uscinski, 2015).

Dall’altro lato, le conclusioni di Stern (2007; 2015) sembrano essere piuttosto allarmanti e pertanto non aiutano di certo a creare un clima favorevole a trovare delle soluzioni efficaci al problema del surriscaldamento globale. Infine, la teoria della decrescita serena propone idee originali e interessanti, ma anche molto radicali. Come tale, essa sembra avere poche possibilità di realizzazione da un punto di vista pratico, in quanto richiederebbe un notevole sforzo (e non poco tempo) per cambiare i sistemi produttivi, culturali e consumistici, che sono pur sempre le basi delle economie di mercato contemporanee.     

In sostanza, ci sono diversi modi di concepire il tema della sostenibilità e altrettanti metodi per proporre soluzioni contro il surriscaldamento globale generato dall’uomo. Bisognerà trovare in tempi brevi dei punti d’incontro tra gli economisti che studiano il cambiamento globale, per poter meglio supportare le decisioni politiche in merito, tentando di trovare un equilibrio tra i punti forti di ciascun modello economico da loro proposto.

 

Riferimenti

Llavador, H. Roemer, J.E. e Silvestre, J. (2015) Sustainability for a Warming Planet. Cambridge, MA: Harvard University Press.

Nordhaus, W.D. (2008) A Question of Balance. New Haven, CT: Yale University Press.

Nordhaus, W.D. (2013) The Climate Casino. New Haven: Yale University Press.

Stern, N. (2007) The Economics of Climate Change: The Stern Review. Londra: HM Treasury.

Stern, N. (2015) What Are We Waiting? Cambridge, MA: MIT Press.

Uscinski, J.E. (2015) Why do people reject climate change? Open Democracy, 15 settembre.

 

 

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