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L’Area Metropolitana di Bari tra esigenze locali e vincoli europei E-mail
di Antonio Troisi, Massimo Bianco
18 gennaio 2016

Gli interrogativi sorti sul ruolo effettivo dell’Area Metropolitana di Bari possono trovare una risposta nella Legge di Stabilità 2016 (art. 1, commi da 707 a 715) che, assegnando alle regioni il compito della regionalizzazione dell’equilibrio complessivo di competenza, ha aggiunto un altro vincolo a quello del concorso alla sostenibilità del debito pubblico. Pertanto abbiamo cercato di verificare la funzionalità del nuovo ente di Area Vasta barese rispetto ai predetti vincoli, ricorrendo alla legge n.56/2014 per delineare l’Indice di Declinazione del Concorso alla Sostenibilità del Debito Pubblico (I.D.C.S.D.P.) calcolato come saldo fra i primi due titoli delle entrate e i primi due delle spese) e l’Indice di Declinazione del Pareggio del Bilancio (I.D.P.B), saldo fra i primi 5 titoli delle entrate e i primi 3 delle spese.


A causa della sola disponibilità dei conti 2013 siamo stati costretti ad un’approssimazione mentre, per “simulare “gli effetti dell’entrata in vigore della competenza finanziaria potenziata: abbiamo considerato congiuntamente per le entrate, le riscossioni in conto competenza e le riscossioni in conto residui; per le spese, i pagamenti in conto competenza e i pagamenti in conto residui, riferiti allo stesso esercizio finanziario. Il risultato, pur relativo, ci ha consentito di elaborare un “quadro di sostenibilità” così sintetizzabile.

Il valore procapite dell’I.D.C.S.D.P. dell’Area Metropolitana (-180) è di poco inferiore a quello dei comuni esterni al territorio metropolitano (-179) e a quello di tutti i comuni della regione (-179) (cfr. tabella). Diverso è il risultato dell’altro Indice poiché il valore pro capite di I.D.P.B. dell’Area metropolitana è negativo(-45) superiore a quello di tutti i comuni della regione (-11), mentre quello dei comuni esterni al territorio metropolitano è positivo (3).

Poiché questi risultati, sono influenzati dall’impossibilità di depurare il bilancio del comune di Bari dall’andamento della spesa per investimenti, è necessario integrarli ricorrendo a una “virtuosità” che influenza i valori dei due indici: l’incidenza dei residui attivi sul complesso delle entrate e dei residui passivi sulle spese finali.

In particolare, mentre l’incidenza dei residui attivi sul complesso delle entrate del A.M. non presenta valori di forte discontinuità rispetto a quella dei comuni esterni e di tutti i comuni della regione, il concorso dei comuni del territorio metropolitano non presenta identica notazione: 28 comuni presentano un valore d’incidenza superiore a quello del comune di Bari. Per comprendere la motivazione di questa diversa efficienza non possiamo limitarci al solo profilo quantitativo ma dobbiamo ricorrere a una specificazione di carattere qualitativo rappresentata dall’affidabilità dei residui attivi. Sono 30 i comuni metropolitani che presentano un’affidabilità dei residui attivi superiore a quella del comune capoluogo.

Il valore dell’incidenza dei residui passivi sulle spese dell’A.M presenta differenze con quello dei comuni esterni e del complesso dei comuni di tutta la regione, accentuate se si considera il concorso dei comuni del territorio metropolitano. Sono 27 i comuni metropolitani che presentano un’incidenza superiore a quella del comune capoluogo che è, invece, notevolmente inferiore a quella media.

Il ricorso al profilo qualitativo richiama l’attenzione sulla capacità del Comune di liquidare i debiti accumulati nei confronti di fornitori e di altri soggetti: sono 30 i comuni metropolitani che presentano una capacità superiore a quella del comune capoluogo, in alcuni casi quasi doppia.

I risultati delle analisi condotte evidenziano una “non sostenibilità” dell’Area metropolitana barese rispetto al nuovo schema di politica economica regionale, per non aver garantito il formarsi delle economie di agglomerazione necessarie a generare innovazione e innalzare gli standard di qualità della vita, così come di gestire oltre ad una pianificazione settoriale anche una progettualità complessa di sviluppo urbano.

Questo sottoinvestimento di lungo periodo sul territorio metropolitano è stato in gran parte determinato dagli effetti distorsivi della vecchia regolamentazione dei poteri locali, basata sull’esclusiva attenzione al profilo giuridico/formale della spesa locale.

La legge n. 56/2014 offre la possibilità di superare questi limiti attraverso il piano strategico triennale del territorio metropolitano che non può consistere in analisi che lasciano alla carenza di mezzi finanziari la responsabilità degli insuccessi. La procedura disegnata dai commi 707/712 affida alla regione l’intervento a favore degli enti locali del proprio territorio attraverso la rimodulazione degli obiettivi di saldo dei singoli enti e della regione. Gli spazi finanziari acquisiti da una parte degli enti locali sono compensati dalla regione o dagli altri enti locali della stessa regione. Pertanto, attraverso la flessibilità territoriale, verticale e orizzontale, del pareggio l’Area Metropolitana barese potrà realizzare un saldo non negativo in termini di competenza fra entrate finali e spese finali e diventare lo strumento necessario per la realizzazione della nuova politica economica regionale.

Le coraggiose scelte operate dall’attuale amministrazione comunale di Bari autorizzano a essere ottimisti sulla effettiva realizzabilità di detto schema soprattutto se si istituirà una cabina di regia, per garantire l’osservanza della nuova disciplina di pareggio del bilancio da parte dei diversi livelli di governo locale.

 

Tab.1 Indicatori sintetici relativi ai comuni dell’A.M. di Bari, ai comuni esterni e al complesso dei comuni della Puglia (valori pro capite e %)

 

Territorio

Indice di declinazione del concorso alla sostenibilità debito pubblico (IDCSDP)

Indice di declinazione del pareggio di bilancio (IDPB)

Inc.% residui lato spesa IDCSDP

Inc.% residui lato entrata IDPB

Puglia

-179

-11

36,46%

26,50%

AM Bari

-180

-45

34,15%

27,28%

Com. est. A.M.

-179

3

37,49%

26,21%


Fig. 1- IDCSDP


fig_1_trosi.jpg

















































Fig. 2- IDPB

fig_2_trosi.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Ns. elaborazione su consuntivi comuni (forniti da Eupolis Lombardia).

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