L’effetto della religione sulla partecipazione femminile al mercato del lavoro nel corso del tempo. E-mail
di Justina AV Fischer, Francesco Pastore
01 ottobre 2015

Molti studi empirici hanno mostrato che la religione e il modello tradizionale di divisione dei ruoli fra donne e uomini che è insito in essa influenzano in modo significativo la partecipazione femminile al mercato del lavoro. Tuttavia, nessuno si è chiesto mai se tale influenza cambi nel corso del tempo, come le altre strutture sociali ed economiche. Come notava una locuzione latina ben conosciuta dal XVI secolo “Tempora mutantur, nos et mutamur in illis” - i tempi cambiano ed anche noi cambiamo con loro.  Ma l‘influenza della religione cambia anche?

 

La religione in fondo ha una dimensione anche sociale ed economica e come tale la sua influenza sul comportamento umano può cambiare. Una società in mutamento può comportare sia cambiamenti nei valori etici che nelle attitudini degli individui o anche un mutamento nella tecnologia usata per fare crescere i figli e svolgere i lavori domestici – entrambi possono porre restrizioni interne ed esterne diverse alla partecipazione delle al mercato del lavoro.  


Cosa si sa sul tema?

Diversi studi precedenti (anche nostri) sul ruolo della religione sulle scelte di partecipazione al mercato del lavoro delle donne hanno confermato che i valori conservatori trasmessi attraverso la religione sono fattori importanti. La religione influenza, ad esempio, le convinzioni riguardo la divisione dei ruoli all’interno della famiglia e il concetto che si ha della capacità degli uomini di partecipare al lavoro di cura dei figli. In genere, le religioni tendono a riconoscere una sorta di “vantaggio comparato” alla donna nelle attività riproduttive a casa e agli uomini nelle attività produttive sul mercato. La chiesa cattolica parla spesso di una “vocazione femminile” per i lavori di cura. Queste credenze possono anche influenzare il modo in cui si strutturano le istituzioni di un paese che regolano l’accesso delle donne al mercato di lavoro.  

Non mancano le differenze fra religioni, peraltro. In particolare, un fatto stilizzato emerge dagli studi precedenti, vale a dire che la religione Cattolica, quella Cristiana-Ortodossa e quella Musulmana tendono ad essere associate ad una minore partecipazione femminile della religione Protestante.

Presumiamo che le differenze fra denominazioni religiose sono legate proprio al passare del tempo. Il grado di secolarizzazione della religione, ad esempio, può influenzare il carattere più o meno tradizionale della religione e quindi anche il suo impatto sulle scelte delle donne. Cambiamenti improvvisi, grandi trasformazioni sociali ed economiche (come la transizione dal comunismo ad una società piu liberale) possono anche generare mutamenti profondi nell’influsso della religione sulla vita sociale.

 

Le due figure seguenti forniscono uno scatter relativo all’occupazione femminile (asse delle ordinate) e alla percentuale di cattolici (asse delle ascisse) nei paesi con una percentuale di almeno il 5% di cattolici. La Figura 1 si riferisce al periodo 1981-1996 e la Figura 2 al periodo 1997-2013. Le figure sono  ottenute usando i dati della World Values Survey relativa al periodo 1981-2013. Il campione è costituito da 44'000 donne sposate e conviventi appartenenti a circa 40 paesi di cui 20 dell’Europa occidentale e altrettanti circa dell’Europa orientale. È possibile vedere chiaramente come il segno della relazione da negativo nel periodo 1981-1996 diventa nullo in seguito.


Figura 1: Religione e occupazione femminile, donne sposate, 25-40 anni, 1981-1996


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Nota: Paesi europei con una quota di cattolici maggiore del 5%.

 

Figura 2: Religione e occupazione femminile, donne sposate, 25-40 anni, 1997-2013

 

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Nota: Paesi europei con una quota di cattolici maggiore del 5%.

 

I risultati

In un nostro recente articolo disponibile in bibliografia, ci chiediamo se l’impatto di una denominazione religiosa sull’occupazione delle donne sposate in Europa cambi a seconda: a) del periodo; b) del ciclo di vita femminile; c) della regione culturale d’Europa nella quale vivono le donne. La nostra analisi si concentra sulle donne in età di lavoro, per gli obblighi familiari che hanno e per evitare che si crei confusione con le scelte di fertilità. Distinguiamo fra paesi OCSE e non-OCSE per tener conto del diverso grado di modernizzazione e di democratizzazione tipico dei paesi OCSE.

I risultati

L’analisi econometrica mostra che nei paesi OCSE l’impatto della religione sulle donne sposate non è persistente, ma svanisce di recente. Le differenze comportamentali fra donne di diversa religione scompaiono negli anni dopo il 1996, sia per le più giovani che per le adulte (eccezion fatta per le donne Musulmane che discutiamo sotto). 

Nei paesi non-OCSE, però, anche di recente, la religione influenza ancora la partecipazione femminile. Questo effetto sembra essere dovuto soprattutto alle donne prima dei 40 anni, ma non dopo. Una possibile spiegazione di questo risultato è la vecchia concezione comunista sull’allevamento dei figli, una concezione che tendeva a promuovere la partecipazione femminile per motivi ideologici.

Solo le donne Musulmane sono tanto costanti da mostrare una stessa bassa propensione alla partecipazione al lavoro, per tutto il periodo considerato, in tutte le regioni e per qualunque classe di età.

In conclusione, le differenze culturali in Europa possono spiegare alcuni risultati contraddittori degli studi precedenti. In una prospettiva più ampia, i nostri risultati suggeriscono che l’impatto della religione sulla partecipazione femminile al mercato del lavoro cambia con la storia e le istituzioni di un paese.

 

Bibliografia

Fischer, JAV e F. Pastore (2015), “Tempora mutantur, nos et mutamur in illis: religion and female employment over time”, IZA discussion paper, forthcoming.

 

 

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