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Il Comprehensive Assessment e i rischi delle banche europee E-mail
di Emilio Barucci, Roberto Baviera, Carlo Milani
26 gennaio 2015

Il Comprehensive Assessment (CA), completato nel mese di ottobre del 2014 da parte della Banca Centrale Europea  (BCE) e della European Banking Authority (EBA), rappresenta un passo importante verso la Banking Union ed in particolare verso il Single Supervisory Mechanism (SSM). L’assessment ha riguardato 130 banche per l’Asset Quality Review (AQR) per un totale di 22 trilioni di assets e risk weighted assets per 8.5 trilioni, una quantità che è pari all’ 81.6% del sistema bancario all’interno del SSM.

IL CA intendeva raggiungere due obiettivi: definire un level playing field armonizzando i differenti approcci nazionali alla supervisione bancaria, quantificare i rischi delle banche europee. 


Il primo obiettivo è stato perseguito tramite l’AQR, il secondo tramite l’analisi di Stress Test (ST) basata su due diversi scenari su un orizzonte di tre anni: un Baseline Scenario (BS) e un Adverse Scenario (AS).


Figure 1. Capital shortfall per paese 

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Source: our elaborations on ECB data.


I due esercizi hanno prodotto uno Shortfall (SF) in termini di capitale se il Common Equity Tier 1 ratio della banca scendeva sotto l’8% dopo l’AQR o sotto l’8% dopo lo ST nello scenario BS e sotto il 5.5% nello scenario AS. Nel suo insieme il CA ha prodotto uno SF per 24.6 miliardi di euro per 25 banche (Figure 1). L’AQR si è concentrato principalmente sull’attività creditizia tradizionale piuttosto che sulla parte dei titoli finanziari: soltanto 1.4 miliardi di euro dello SF dell’AQR è dovuto ad aggiustamenti nella valutazione degli assets, 3.1 provengono dalla revisione del Credit Value Adjustments (CVA) e  43 da aggiustamenti sui crediti.

In un recente working paper (Barucci, Emilio, Baviera, Roberto and Milani, Carlo (2014) Is the Comprehensive Assessment really comprehensive?), abbiamo analizzato il risultati dell’AQR e degli  ST. Dai risultati possono essere tratte alcune considerazioni:

1. l’approccio della BCE alla supervisione si colloca in continuità con quello delle autorità nazionali: il CET1 ratio continua a rappresentare il punto di riferimento, banche con una forte posizione in termine di CET1 sono caratterizzate da un modesto aggiustamento nell’AQR. Il risultato non è confermato sul fronte dei rischi delle banche secondo l’analisi degli ST: le banche con un elevato CET1 ratio non conoscono un minore SF nello ST, l’indicatore di capitale più significativo è rappresentato dal grado di leverage: risk density (risk weighted assets rapportati ai total assets) e il leverage ratio (common equity rapportato alla total exposure). Banche con elevati rapporti di leverage sono caratterizzate da aggiustamenti significativi a seguito dello ST. Sembra di poter dire che l’approccio BCE è allineato con quanto previsto da Basilea III che pone proprio un limite di leverage alle banche.

2. Il risultato del CA sembra risentire di alcuni fattori che non rappresentano necessariamente una proxy di rischio. Sembra che l’AQR sia stata particolarmente severa nel caso di banche localizzate in paesi non core piuttosto che nei paesi europei core, nel complesso guardando a indicatori quali l’esposizione creditizia e il coveregare ratio sembra che la BCE abbia valutato come più solidi i bilanci di banche appartenenti a paesi core. Le banche di dimensione media (grandi ma non troppo) sono quelle caratterizzate dagli aggiustamenti di capitale più significativi; le banche di notevoli dimensioni che presentano un rischio sistemico significativo sono state (relativamente) meno penalizzate. Quest’ultimo risultato è comune all’AQR e allo ST, potremmo concludere che le banche grandi sono meno rischiose, valutano e gestiscono i rischi in modo più appropriato. Lo SF che emerge dallo ST non sembra invece risentire dell’appartenenza di una banca ad un paese core-non core.

3. Quanto all’adozione di modelli interni per la valutazione del rischio si osserva che lo SF dell’AQR è negativamente influenzato dall’utilizzo di modelli interni ma il risultato non è confermato dagli ST. C’è qualche evidenza che le banche non fortemente capitalizzate utilizzano il modello interno per ridurre i risk weighted assets. Dal CA emerge che i criteri per la computazione dei risk weighted assets e per la validazione dei modelli interni rappresentano un punto critico del modello di supervisione.

4. Il dibattito sul CA ha messo in evidenza che le banche dei diversi paesi hanno beneficiato di aiuti di stato in misura diversa. Questo può avere influito sui risultati? Utilizzando misure diverse di intervento dello stato emerge che gli aiuti di stato non hanno influenzato significativamente lo SF dell’AQR. Soltanto l’iniezione diretta di capitale ha influenzato negativamente lo SF. Lo SF dello ST invece risente negativamente degli aiuti di Stato vuoi per effetto del moral hazard o per il vincolo a finanziare l’economia reale collegato agli aiuti di stato. 

Nel complesso possiamo affermare che il CA ha sicuramente fornito una rappresentazione più omogenea dei bilanci bancari, rimangono però aree da approfondire soprattutto con riferimento al fatto che l’AQR e gli ST hanno riguardato principalmente l’attività creditizia tradizionale.

 

   

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