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Fondo di solidarietÓ per i mutui prima casa: problemi e proposte di soluzione. E-mail
di Francesco Pastore, Francesca Tessitore
07 novembre 2014

Aumenta sempre di più il numero di famiglie che hanno difficoltà a pagare regolarmente le rate del mutuo acceso in momenti non sospetti per acquistare la casa d’abitazione. A causa della crisi economica degli ultimi anni, infatti, molti più che in passato hanno perso il proprio posto di lavoro e non hanno potuto evitare di cadere in sofferenza, rischiando di perdere, così, dopo il lavoro, anche la casa. Secondo l’ultimo rapporto statistico della Banca d’Italia, le sofferenze delle banche italiane hanno raggiunto un valore pari a 160 miliardi di Euro e di questi 32,3 miliardi sono imputati alle famiglie; dato decisamente in crescita rispetto al 2010 quando il valore si attestava intorno a 17 miliardi di Euro.

 

Per andare incontro alle famiglie che, a causa della perdita del posto di lavoro, perdano importanti fonti di reddito, il legislatore ha istituito il Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa tramite la Legge n. 244 del 2007 (la legge 244/2007 è stata modificata dalla legge n. 92/2012 recante "disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita” e dal D.M. 21 giugno 2010, n. 132). Il provvedimento prevede la possibilità per i titolari di un mutuo contratto per l'acquisto della prima casa di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate per un massimo di 18 mesi al verificarsi di situazioni di temporanea difficoltà, destinate ad incidere negativamente sul reddito complessivo del nucleo familiare.

Per ovvi motivi, il ricorso alla sospensione del pagamento del mutuo ha subito un’accelerazione negli ultimi mesi. Secondo il rapporto ABI sono state più di 10 mila le domande accolte dalla Consap da maggio 2013 a gennaio 2014 e dati recenti confermano l’inoltro di circa 80 domande al giorno. Ma non è semplice accedere al Fondo. C’è un doppio imbuto da superare. In primo luogo, non sempre le banche informano la clientela dell’esistenza del Fondo statale e, in secondo luogo, sono davvero tanti i requisiti previsti dal regolamento per essere ammessi all’agevolazione. 


I requisiti di accesso al Fondo di solidarietà e la società che lo gestisce: la Consap Spa.


Si accede al Fondo se l’intestatario del mutuo o uno degli intestatari, in caso di contratto di mutuo cointestato, perde il posto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, determinato o parasubordinato (art. 409 n. 3 del c.p.c.), ovvero nei confronti del quale sia sopraggiunta morte e/o riconoscimento di handicap grave, ai sensi della legge 104/1992, o di invalidità civile non inferiore all'80 per cento. La possibilità di sospensione, inoltre, riguarda i mutui accessi per acquisto di case non di lusso, per i mutui non superiori a 250.000,00 Euro e il cui piano di ammortamento sia cominciato da almeno un anno.

Al momento della domanda deve essere presentato l’attestato ISEE (Indicatore di situazione economica equivalente) che dichiari un reddito familiare non superiore a 30.000,00 Euro.

È necessario, inoltre, che i richiedenti non abbiano usufruito di altre misure di sospensione del pagamento delle rate del mutuo per un periodo superiore a 18 mesi, che non si avvalgano di agevolazioni pubbliche e che non abbiano stipulato assicurazioni a copertura degli eventi previsti dal Fondo stesso.

Per finire, se il richiedente la sospensione non sia in regola con il pagamento delle rate questo ritardo non deve essere superiore a 90 giorni consecutivi.

Dopo una prima verifica della sussistenza dei requisiti, la banca provvederà ad inviare la domanda alla società che gestisce il fondo. La Consap Spa, Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici S.p.A., costituita nel 1993 per scissione dall'Istituto Nazionale delle Assicurazioni (INA), è interamente partecipata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Il ruolo della Consap è di "assicuratore pubblico" che si pone come indispensabile supplemento al comparto assicurativo tradizionale e svolge numerose altre attività e funzioni d’interesse pubblico.


Che cosa offre effettivamente il Fondo

 

Dal momento in cui la Consap accoglie la domanda di sospensione, sul Fondo graveranno le spese e parte degli oneri finanziari maggiorati per effetto della sospensione del mutuo. Infatti, il mutuatario posticiperà per il tempo della sospensione la data di estinzione del finanziamento prevista nel contratto di mutuo originario. Il tasso d’interesse complessivo (tasso d’interesse annuo) previsto nel contratto di mutuo è il risultato della somma di due componenti: la componente tasso Euribor o IRS rispettivamente per i mutui a tasso variabile e a tasso fisso e la componente spread che è la percentuale stabilita dalla banca al momento della stipula del contratto di mutuo.  La legge prevede che Il Fondo paghi tutte le spese e con riferimento agli oneri finanziari solo la quota dovuta alla componente Euribor o IRS. La differenza legata allo spread bancario sarà pagata dal mutuatario attraverso un piano di rimborso concordato con la banca al momento dell’invio della domanda.

L’importanza del Fondo di solidarietà sta soprattutto nel voler obbligare le banche ad accettare in certe circostanze la richiesta di sospensione del pagamento delle rate del mutuo.

 

Il paradosso dei diritti negati dalle banche

 

Tuttavia, nonostante il contributo del Fondo, le banche non sono molto propense a sospendere i pagamenti delle rate dei finanziamenti, anche di quelli ipotecari, come sono i mutui per l’acquisto della prima casa. Ci sono casi in cui alla richiesta di sospensione da parte del mutuatario la banca risponde con un nulla di fatto, talvolta senza neppure valutare eventualmente la possibilità per il mutuatario di rientrare nei requisiti previsti dal Fondo di solidarietà. Sembra un paradosso giacché la legge riconosce dei diritti, che altri sono autorizzati a negare.

In questa sede è giusto anche ricordare situazioni che hanno vissuto imprenditori e famiglie che per mezzo di terremoti e/o alluvioni hanno visto andare in rovina i propri beni; disastri naturali che hanno messo in ginocchio tessuti produttivi importanti per l’economia del paese. Per fronteggiare queste situazioni, il legislatore in seguito al terremoto di Reggio Emilia nel maggio 2012 varò provvedimenti che prevedevano la moratoria sui mutui stipulati dai cittadini per comprare una casa o a sostegno di investimenti nella propria impresa che a seguito dell’evento naturale erano andati perduti. Anche in questo caso non tutti gli istituti di credito recepirono la moratoria e alcuni continuarono a pagare regolarmente le rate, altri non potendolo fare, hanno perso tutto. Episodi di questo tipo sono stati denunciati spesso dai media e da diversi comitati (si vedano, ad esempio, i seguenti articoli di giornale: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/20/terremoto-caossu-mutui-e-pignoramenti-qui-e-il-far-west-banche-fanno-cio-che-vogliono/992314/; http://www.sulpanaro.net/2014/04/mutui-negati-ce-lista-nera-delle-banche/).

Si percepisce la necessità di introdurre misure vincolanti e retroattive per tutte le banche affinché chi speculi sui terremotati o su coloro che per congiunture sfavorevoli perdono il posto di lavoro prendendo i loro beni e mettendoli all’asta non possa più farlo.

Sarà anche vero che per le banche avviare procedure di sospensione del mutuo sopra descritte quando le richieste sono numerose, è alquanto costoso. Si tratta di rinunciare a forme di liquidità importanti e dichiarare che quel debito è in sofferenza con tutte le conseguenze del caso sui parametri di Basilea III.  In seguito alla crisi finanziaria 2007-2008 e agli effetti negativi che provocò sui livelli di liquidità di molti istituti creditizi, il comitato di Basilea ha introdotto l’obbligo di due standard di liquidità che dovranno essere rispettati dagli intermediari del credito: l’LCR (LiquidityCoverage Ratio) e l’NSFR (Net StableFunding Ratio). A differenza del NFSR che andrà in vigore a gennaio 2018, l’LCR è lo standard cui le banche hanno dovuto adeguarsi già dal primo gennaio di quest’anno. Ha come obiettivo il rafforzamento della resilienza a breve termine del profilo di liquidità della banca. L’obiettivo è di assicurare che la banca abbia sufficienti assets altamente liquidi al fine di fronteggiare gli impegni dal lato delle uscite in uno scenario di stress su un orizzonte temporale di un mese. È calcolato come rapporto tra lo stock dei cosiddetti HQLA (High Quality Liquid Assets) – composti da contanti e attività che possano essere convertite in contanti con una perdita modesta o nulla – e il totale dei deflussi di cassa netti (deflussi di cassa attesi al netto degli afflussi di cassa attesi nell’arco di 30 giorni). Tale rapporto deve essere mensile e pari al 60% per l’anno 2014 e aumenterà del 10% ogni anno fino al 2018, anno in cui inizierà il pieno regime dello standard pari al 100%. Si capisce che se la banca attua una misura di sospensione delle rate del mutuo e la moltiplica con un numero elevato di operazioni gli afflussi di cassa diminuiscono con conseguenze sull’LCR.

 

Alcune proposte di modifica dell’istituto

 

Sarebbe opportuno rivedere certi meccanismi al fine di trovare soluzioni che al tempo stesso siano convenienti e per gli istituti di credito e per i mutuatari. Prima di tutto basterebbe obbligare le banche ad informare la propria clientela di queste opportunità legislative, magari con una legge che imponesse delle affissioni in ogni filiale o sulle home page dei propri siti internet, un po’ come succede per gli avvisi assembleari ai soci, prevedendo delle sanzioni o delle possibili azioni legali da parte di chi subisce gli effetti di default dovuti alla mancanza di pubblicità e trasparenza. In realtà, basterebbe stabilire l’obbligo per la banca di comunicare la possibilità di attingere al fondo per tutti coloro che sono in sofferenza. In caso di mancata informazione del soggetto interessato, questi potrebbe allora adire le vie legali per recuperare i danni subiti.

Dall’altro lato, sarebbe anche opportuno rafforzare le disponibilità del Fondo, ad esempio facendo confluire nello stesso quote contributive obbligatorie anche da parte dei mutuatari e/o della banca e farlo funzionare come uno strumento assicurativo aggiuntivo di fronte agli elevati costi delle sospensioni o addirittura all’inadempimento. La disponibilità di maggiori risorse finanziarie potrebbe offrire incentivi economici alle banche che, andando incontro alle difficoltà del mutuatario, decidano di sospendere il pagamento delle rate del mutuo. Inoltre, funzionando da garanzia, il fondo farebbe diminuire il rischio dell’esposizione creditizia della banca evitando effetti negativi sulle coperture patrimoniali previste da Basilea III.

 

 

 

 

 

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