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LA POLITICA ╚ FATTA DI SIMBOLI E-mail
Politica e Istituzioni
di Marco Leonardi
08 marzo 2013
simboli politicaQuesta tornata elettorale si è giocata su tre fronti: “fottiamo i tedeschi”, “restituiamo l’IMU” e “abbasso i comunisti”. Tutti e tre li ha aperti e vinti Silvio Berlusconi. L’elettore è entrato in cabina ed ha pensato ai tre simboli di Silvio Berlusconi: ha pensato male dei tedeschi, dell’IMU e dei comunisti.

Ma come poteva fare il PD a vincere sui tre fronti aperti da Silvio Berlusconi? Su tutti e tre il PD poteva fare meglio, e meglio di tutto sarebbe stato non farglieli proprio aprire.
Al netto delle stupide dichiarazioni del leader del SPD, la Germania ha già capito il messaggio forte chiaro che è arrivato dall’Italia: cari tedeschi non sopportiamo più la vostra prepotenza. Il messaggio l’hanno mandato Berlusconi e Grillo ma paradossalmente questa situazione la può utilizzare a suo vantaggio solo il PD. Certo non si può chiedere ai tedeschi di pagare il conto in Europa (non lo farebbero) ma il compromesso va comunque trovato e dopo Monti lo può trovare solo una forza politica responsabile e competente come il PD. Non guasterebbe personale politico che conosca la Germania, ci serviva già da tempo ora ci serve ancor di più.
L’IMU è una tassa inevitabile e del resto c’e’ in tutti i paesi. Ma l’IMU di quest’anno è stata eccezionalmente alta a causa della crisi finanziaria. Si doveva promettere di restituire l’IMU in eccesso del valore normale della tassa che deve andare direttamente ai Comuni per finanziare i servizi. Si doveva fare come fece Prodi con la tassa per l’Europa nel 1996, mise la tassa per entrare in Europa e poi la restituì almeno in parte. Il governo tecnico di Monti non ci ha pensato.
Infine “abbasso i comunisti”. In questo caso il vantaggio lo abbiamo regalato a Berlusconi dopo le primarie. Certo il PD non è il partito comunista ormai da tempo ma il simbolo del PD di Bersani in campagna elettorale è stata l’alleanza con Vendola. Pensare di vincere in Lombardia, Veneto e Sicilia (le regioni che decidono la maggioranza in Senato) con l’alleanza Bersani-Vendola era ed è impossibile. Con Renzi sarebbe stata un’altra storia, certo molti di destra non ci avrebbero comunque votato, ma il centro sarebbe stato occupato, né Monti né Berlusconi sarebbero scesi personalmente in campo. L’alleanza a sinistra sarebbe sempre stata possibile prima o dopo il voto.
Ora è inutile ripensare al passato e del resto il meccanismo delle primarie spesso premia i candidati più radicali invece che quelli più centristi. Eppure il PD deve trarre le conclusioni di un errore strategico che ha vanificato tutti gli sforzi e tutto lo slancio di partecipazione delle primarie. La politica è fatta di una linea politica e di partecipazione ma la partecipazione con una linea sbagliata non porta da nessuna parte. Ora si deve aprire una fase nuova nel PD, abbiamo bisogno di tutti e dell’esperienza e competenza di molti, ma chi deve guidare la fase nuova non possono essere gli stessi che hanno guidato la fase precedente. Ci vogliono simboli nuovi.
  Commenti (1)
Scritto da Romano Scaffardi, il 12-03-2013 11:23
Non sono molto d'accordo con l'analisi del prof.Leonardi. Parliamo innanzitutto del Movimento 5 stelle: Grillo avrebbe vinto comunque, magari in maniera non cosi' eclatante, anche con Renzi al posto di Bersani ( e i sondaggi dicono che dal giorno delle elezioni i 5 Stelle ha nno guadagnato un altro 4%).Quando in un Paese la classe poltica ha un gradimento pari al 3% della popolazione, Ŕ chiaro che non si tratta pi¨ di un voto "politico", razionale, ma di un 
voto "antropologico": di rabbia, di disprezzo, se non di odio,verso i partiti. 
In quanto alla destra, che, non dimentichiamolo, ha perso oltre sei milioni di voti,penso che siamo ormai arrivati al suo "nocciolo duro" che lo voterÓ sempre.Nocciolo duro composto da due gruppi: di chi ha interessi personali (condoni di vario genere, evasori fiscali,benefici sulle successione,tutte le persone cha dal suo sistema di potere durato 17 anni hanno avuto e hanno ancora vantaggi,comprese le zone grigie vicino alla malavita organizzata).E di quei gruppi sociali bassi e medio bassi e di cultura limitata che ogni volta si fanno convincere che un asino possa volare. 
Che fare?(parlo da iscritto al PD).Al momento appoggiare Bersani e fidarsi di Napolitano.In seguito cambiare classe dirigente del partito (Ŕ ovvio che chi ha perso deve lasciare il posto a gente nuova)e mettere alla prova Renzi.

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