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SEGNALI CONTRASTANTI DALL’IVA E-mail
Fisco
di Roberto Convenevole
26 ottobre 2012
ivaSul fronte dell'Iva sarebbero in atto tendenze contrastanti che andrebbero esplicitate con trasparenza ed accuratezza al fine di fornire al Governo informazioni precise e soprattutto utili per i futuri interventi di politica fiscale. Due sono i fatti importanti che vanno interpretati congiuntamente: il calo dell'Iva a livello di sistema complessivo e la controtendenza in settori specifici.

Il contesto macroeconomico…
Partiamo dai dati macroeconomici. I conti ISTAT trimestrali hanno mostrato come la recessione in atto sia più forte di quanto si pensasse. Conseguentemente anche i valori monetari delle principali grandezze flettono nel primo semestre del 2012 e ciò attenua la caduta dell'Iva interna lorda che nel periodo gennaio-agosto 2012 è risultata pari al -1,61% rispetto al 2011. Tuttavia, se si tiene conto del fatto che l'Iva incassata sulle imposte di fabbricazione e di consumo, che colpiscono i derivati del petrolio, l'energia elettrica, gli alcolici ed i tabacchi, è cresciuta del +19,35% e che rimborsi e compensazioni sono cresciuti del +0,58%, il calo che ne risulta per l'Iva netta di competenza del settore interno di riferimento (Sir) arriva al -4,97% (tabella 1) nei primi otto mesi. E questo senza tenere conto della crescita di un punto dell'aliquota normale, passata dal 20 al 21% a settembre del 2011, che avrebbe dovuto far lievitare il gettito di almeno 3 miliardi di euro su base annua, coeteris paribus. Con riferimento al primo semestre 2012 (gennaio-giugno) nella parte terminale della tabella 1 l'Iva è rapportata ai consumi interni. Mentre l'Iva interna lorda cala solo di 15 punti base, quella del settore di riferimento cala di 29 punti base e l'Iva netta Sir di 35 punti base.

Tabella 1: il gettito IVA nei primi 8 mesi del periodo 2008/2012
tabella1
Fonte: ns. elaborazioni su Bollettino delle entrate, Rapporto sulle entrate ed ISTAT

…e gli andamenti nel commercio al dettaglio

Tabella 2: più lavoro per i registratori di cassa: il dettaglio sull'andamento del gettito IVA
Differenza % tra il 2012 e il 2011 (periodo gennaio-luglio)
tabella2
Fonte: Il Sole 24 Ore del 19 agosto 2012, pag. 7

L'esistenza di una tendenza contrastante emerge invece dall'episodio seguente. Il 19 agosto scorso  l'Agenzia delle Entrate ha fatto pubblicare sul quotidiano Il Sole 24 Ore un dettaglio sull'andamento dell'Iva lorda nel periodo gennaio-luglio del 2012 rispetto all'anno precedente, riportato nella tabella 2.

La tabella mette in luce un calo marcato dell'Iva lorda in alcuni settori (commercio di autoveicoli, costruzioni, manifattura) ed una crescita  in controtendenza nei servizi privati ed in particolare nel commercio al dettaglio (+9,20%). Vedendo questi dati alcuni commentatori si sono mostrati scettici, ad esempio Mariano Bella della Confcommercio su RAI 1 ha esortato l'Agenzia delle Entrate a “finirla con l'aneddotica e le battute” ed a “lavorare seriamente per l'emersione di massa”1. Al contrario per l'Agenzia delle Entrate la tendenza in atto sarebbe la diretta conseguenza degli interventi tipo “Cortina” avvenuti a fine 2011 e reclamizzati oltre ogni misura in televisione e sulla stampa. A questo punto è indispensabile che l'Agenzia delle Entrate pubblichi un'analisi dettagliata con i valori assoluti del gettito lordo dell'Iva nei diversi settori mostrando che essi non sono in contraddizione con quelli del Bollettino delle entrate pubblicato dal Ministero.

Accessi brevi dell'Agenzia delle Entrate
grafico1

La crescita dell'Iva nel commercio al dettaglio è tanto più sorprendente se si tiene conto del fatto che dal secondo semestre del 2008 in poi i cosiddetti “controlli strumentali” (accessi brevi per gli studi di settore, emissione e registrazione degli scontrini, analisi del rischio delle partite Iva, ecc.) sono in netto calo rispetto agli anni precedenti ed il calo è continuato nel 2011 (si veda la figura sottostante). Nell'ultimo biennio si sono mediamente fatti il 26% dei controlli strumentali eseguiti nel triennio 2005-07. La stessa tendenza si sarebbe verificata per i controlli strumentali della Guardia di Finanza anche se è difficile reperire i dati. Siamo dunque in presenza di un'evidenza empirica imbarazzante: il calo dei controlli si accompagna ad una crescita dell'Iva versata proprio dai settori più rischio, quelli che operano con i consumatori finali.

L’esigenza di chiarezza
A questo punto si impone un'operazione di trasparenza che consenta di collegare i dati settoriali con quelli macro. In altri termini, invece di parlare di tassi di crescita l'Agenzia dovrebbe pubblicare sul suo organo ufficiale -il giornale telematico FiscoOggi- un'analisi con i valori assoluti dell'Iva versata nei singoli settori di modo che si possa capire se il +9,20% del commercio al dettaglio valga per l'erario 100 milioni oppure 1.000 milioni di euro. Non solo, ma il commercio al dettaglio andrebbe ulteriormente suddiviso perché si tratta di un comparto molto grande. In particolare si dovrebbero fornire i dati relativi alla branca “alberghi e pubblici esercizi” considerata da sola dal momento che è verso questa tipologia di attività economiche che si sono indirizzati i cosiddetti “blitz” dell'Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. Senza dimenticare che fino al 2008 gli oltre 330.000 pubblici esercizi (bar, ristoranti, pizzerie, alberghi ecc.) nel loro complesso esponevano un'Iva netta negativa proprio in virtù della grande sottofatturazione delle loro vendite. L'inversione di tendenza nei controlli strumentali fu voluta a metà del 2008 dal ministro Tremonti in un'ottica di dividendo politico, senza incontrare resistenze da parte dell'Agenzia delle Entrate.  Si ricorderà, infatti, che nei 12 mesi a cavallo tra il 2006 ed il 2007 le direzioni regionali delle Entrate avevano chiuso, per un minimo di tre giorni, oltre un migliaio di esercizi commerciali sanzionati ripetutamente per mancata emissione degli scontrini: era la prima volta che si applicavano leggi esistenti da molti anni. Dal 2009 in poi nessun esercizio commerciale è stato più chiuso dall'Agenzia delle Entrate. Se ipotizziamo per un attimo che quanto sostiene oggi l'Agenzia delle entrate sul commercio al dettaglio sia vero, ci si deve porre la domanda di come mai con un numero di controlli così declinante nel tempo ed in assenza di qualsiasi istruzione scritta impartita agli uffici territoriali, per le operazioni tipo “Cortina”, da parte della direzione centrale accertamento, i risultati siano stati così straordinari. Ciò dipende da due fattori diversi tra loro: la metodologia degli interventi ed il mutato contesto politico. Mentre la campagna del 2006-07 era incentrata sulla sanzione amministrativa della mancata emissione di scontrini e ricevute fiscali, gli interventi tipo “Cortina” sono caratterizzati dalla presenza di funzionari negli esercizi commerciali per un certo numero di ore durante le quali essi si limiteranno ad effettuare due operazioni fondamentali: 1) la rilevazione del personale presente al momento dell'accesso; 2) il monitoraggio degli incassi giornalieri. Questi ultimi saranno poi confrontati con gli incassi registrati in giornate analoghe precedenti (settimana, mese, anno). E' per questo motivo che nei suoi comunicati stampa l'Agenzia delle Entrate ha potuto parlare di raddoppio o triplicazione degli incassi grazie alla presenza dei suoi funzionari. Quello che era difficilmente prevedibile è che tramite l'enfasi mediatica dei risultati dei controlli ci fosse addirittura un effetto generalizzato nella crescita dei ricavi dichiarati e quindi dell'Iva versata nei mesi successivi. Certamente questo esito, inatteso nella sua ampiezza, è stato favorito anche dai successivi interventi della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Entrate in alcune grandi città (Milano, Napoli, Roma, Palermo, Firenze) oltre che in centri minori  (Monza, Crotone, Rimini e Sassari) anch'essi reclamizzati come mai era accaduto prima. Insomma, con il “presidio” della cassa degli esercizi commerciali si è posto un freno al fenomeno quotidiano dell'evaporazione dell'Iva mettendo contestualmente un'ipoteca sul gettito futuro delle imprese controllate.Per tutti questi motivi è importante che l'Agenzia delle Entrate pubblichi i dati Iva relativi al comparto “alberghi e pubblici esercizi” e così si potrà forse constatare che la crescita dell'Iva lorda sia stata in quel settore maggiore di quella del commercio al dettaglio2. Una volta verificato questo esito l'Agenzia delle Entrate si potrà forse porre la domanda se sia stata improvvida la sua decisione nel marzo del 2009 di rifiutare una sperimentazione pilota in un quartiere di Roma per un'operazione tipo “Cortina” condotta con criteri scientifici e soprattutto monitorata nei risultati a valle nei mesi successivi. L'Agenzia non la volle condurre per non irritare il ministro Tremonti. Sennonché l'operazione pilota avrebbe dovuto essere condotta in assoluto silenzio stampa ed il successivo monitoraggio del comportamento delle imprese controllate avrebbe fugato ogni dubbio sulla bontà dell'iniziativa. Con il senno di poi si potrebbe sostenere che il rifiuto del 2009 abbia causato un  pregiudizio erariale rappresentato dalla rinuncia ad incassi maggiori di quelli che poi si sono spontaneamente realizzati. Come sappiamo le cose sono andate diversamente e si deve ad alcuni valorosi dirigenti periferici dell'Agenzia delle Entrate se le iniziative estive o invernali per il presidio della cassa nei locali pubblici siano state prese qua e là per l'Italia negli ultimi due anni.

Conclusioni
Per concludere si possono rilevare due aspetti. Il primo è che è giunto il momento di passare dal pressapochismo alla pianificazione seria di questo tipo di attività di controllo arrivando anche ad un coordinamento operativo tra le diverse componenti dell'amministrazione finanziaria, coordinamento che fin'ora non c'è mai stato3. Il secondo aspetto è che senza una effettiva trasparenza è difficile che il Ministro dell'Economia o il Governo possano prendere le decisioni appropriate per restringere progressivamente l'area dell'evasione, come è nell'interesse di tutto il Paese e come va ripetendo instancabilmente il presidente Monti.

1. L'esponente della Confcommercio si riferiva al fatto che nei mesi passati alcuni dirigenti di vertice dell'Agenzia delle Entrate avevano parlato di una crescita nella vendita di blocchetti di ricevute fiscali e di rotoli di scontrini fiscali nei negozi specializzati del tipo Buffetti. In un'intervista prima dell'estate su Famiglia cristiana il presidente Monti ha confermato l'aneddoto. Recentemente il sottosegretario Vieri Ceriani ha affermato che la crescita dell'Iva sui servizi alle persone e nel commercio al dettaglio compenserebbe il calo registrato sui beni durevoli. Questa affermazione è stata poi ripresa con grande enfasi da Massimo Giannini su La Repubblica.
2. Un esito contrario -l'IVA cresce nei comparti non controllati- sarebbe ancora più paradossale.
3. E' opportuno precisare che la Guardia di Finanza si limita a sanzionare la mancata emissione di scontrini, sottoutilizzando le risorse di cui dispone, senza avere la certezza che le multe siano alla fine incassate dall'erario.

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