Home arrow Politica e Istituzioni arrow IL PREMIO NOBEL 2012 A SHAPLEY E ROTH
IL PREMIO NOBEL 2012 A SHAPLEY E ROTH E-mail
Politica e Istituzioni
di Emilio Barucci
19 ottobre 2012
premio nobelIl premio Nobel assegnato a Shapley e Roth è una bella notizia. Lo dico da economista che ha bazzicato poco le loro teorie, anzi le ho sempre trovate di scarso interesse. E’ una bella notizia per due motivi.
 
Oramai è da molto tempo che gli economisti che vanno per la maggiore ci propalano la tesi della fine della storia delle idee economiche: l’economia si governa tramite il mercato, l’iniziativa privata  e regole certe per neutralizzare l’intervento della politica. Più o meno le stesse persone continuano ancora oggi a pontificare sui giornale e nei salotti televisivi sostenendo che le loro idee sono giuste e che è la realtà ad essere  ‘‘sbagliata’’ perlopiù per colpa della politica (non dei banchieri). Fanno questo senza curarsi di fare autocritica circa il fatto di non essere stati in grado di predire la crisi economica più tragica dagli anni ’30 in avanti e soprattutto senza impararne la lezione. Il premio Nobel assegnato questo anno ha molto da insegnare loro. I due vincitori non sono dei veri economisti, sono più propriamente dei matematici applicati che si sono interessati di un problema concreto: l’accoppiamento di individui (marito e moglie), aziende o istituzioni (università-studenti, ospedali-pazienti).
Mettiamo che io, come molti altri, esprima la volontà di andare a studiare all’università di Harvard, Harvard farà le sue scelte. Avendo un numero limitato di posti, è assai probabile che non accetti la mia richiesta ritenendo altri studenti più di valore. Il problema è che al secondo giro potrei essere fatto fuori anche da una università subito sotto Harvard in quanto la stessa potrebbe avere esaurito i posti disponibili al primo giro con candidati di qualità inferiore alla mia che hanno fatto direttamente domanda a questa università senza puntare in alto. Il risultato è che questa università si troverà uno studente peggiore di quello che avrebbe potuto avere e che io andrò a studiare in una università al di sotto delle mie possibilità. Un risultato inefficiente.
La ricerca di Shapley e Roth è un bell’esempio di avanzamento scientifico: gli autori hanno sviluppato una teoria astratta partendo dalla realtà quotidiana avendo come obiettivo quello di risolvere un problema, non come molti economisti di oggi che spesso desiderano imporre le loro tesi basandosi su evidenze  lacunose. Il problema sopra formulato è complesso, i due premiati hanno proposto un algoritmo di presentazione delle domande sequenziale per risolverlo, hanno dimostrato che funziona, che conduce ad un risultato buono per tutti (studenti e università): ciascuno otterrà il miglior risultato possibile stante le condizioni. Non contenti, lo hanno anche applicato nella vita reale con risultati soddisfacenti: i pazienti alla ricerca di un trapianto nel New England ne usufruiscono e ne hanno tratto beneficio.
In secondo luogo, il premio Nobel segna un riconoscimento a due studiosi che hanno dedicato la loro ricerca a comprendere come l’attività economica si possa organizzare fuori dal mercato. La grande forza della ‘‘mano invisibile’’ è che gli individui coordinandosi tra di loro in un mercato tramite i prezzi dei beni sono in grado di raggiungere un risultato ottimo per l’intera economia: nessuno può stare meglio senza far star peggio qualcuno. Il problema è che i mercati e i prezzi intermediano solo una parte delle nostre scelte, molte passano per rapporti bilaterali tra individui o tramite strutture gerarchiche. I due novelli premi Nobel hanno dimostrato che anche fuori dal mercato si può raggiungere un risultato valido per tutta la società. Quindi, il mercato non è l’unico ‘‘intermediario’’ efficace dell’azione economica degli individui.      
E’ un risultato importante che non deve essere utilizzato a sproposito ‘‘contro’’ il mercato. Mostra piuttosto come sia possibile conciliare le scelte degli individui con il benessere della società anche fuori dal mercato con istituzioni (meccanismi di accoppiamento in questo caso) che sono in grado di produrre un risultato efficiente. Possiamo dunque dire che il mercato non è l’unico luogo che garantisce l’efficienza della società, anche altri meccanismi permettono di raggiungerla. Si tratta di una prospettiva interessante che potrebbe portare all’apertura di quasi mercati (sistema dei vouchers ad esempio) nei servizi alla persona.
Dunque, due lezioni: una di stile che permette alle discipline economiche di riappropriarsi di connotati scientifici fuori dai dibattiti di policy che cadono spesso nell’ideologia, una di contenuti che ci induce ad avere fiducia nella capacità degli economisti di risolvere i problemi. Per questi motivi il premio Nobel di questo anno è una bella notizia.
  Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Effettua il logi o registrati.

 
< Prec.   Pros. >