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UNA MAGGIOR EQUITÀ NELLA DISTRIBUZIONE DEI REDDITI PER SOSTENERE LA CRESCITA NELL’AREA EURO E-mail
Europa
di Carlo Milani
28 settembre 2012
redditi e crescitaIl premio Nobel Joseph Stiglitz, nel suo ultimo libro, The Price of Inequality (Il prezzo della disuguaglianza), ha ben posto in evidenza come l’aumento delle dispersione nella distribuzione dei redditi delle famiglie sia alla base delle difficoltà economico-finanziarie che gli Stati Uniti stanno vivendo negli ultimi 20 anni circa.

Stiglitz sottolinea, infatti, come la ricchezza statunitense sia andata accumulandosi soprattutto a favore dell’1% più ricco della popolazione, mentre per il restante 99% sia rimasta sostanzialmente stabile. Lo stile di vita del ceto medio americano, in termini soprattutto di propensione al consumo, è stato preservato fino agli anni 2000 dalla bolla della New Economy, e dopo l’esplosione di quest’ultima dalla bolla sul mercato immobiliare. In entrambi i casi le famiglie americane si sono indebitate, per consumare, facendo affidamento sul maggior valore e della ricchezza finanziaria e di quella reale. Con l’esplosione anche della bolla immobiliare, nel 2007, i nodi però sono venuti al pettine ed ora l’onda d’urto della deflagrazione di questa nuova e più rilevante “bolla” sta ancora percuotendo i mercati globali.
E in Europa la situazione qual è? Si può affermare che anche nel Vecchio Continente, in cui lo stile di vita delle famiglie è ben più morigerato rispetto a quello statunitense, le disuguaglianze nella distribuzione dei redditi hanno inciso negli ultimi anni sulle capacità di crescita?
Per rispondere a queste domande è utile fare riferimento all’indice di Gini, elaborato dall’Eurostat, attraverso cui è calcolato il livello di eterogeneità nella distribuzione dei redditi. Un valore più elevato di questo indicatore segnala una maggiore concentrazione dei redditi in capo ad una fetta ristretta della popolazione. Questo indicatore è riportato nel Grafico 1 per gli anni relativi al 2005, 2008 e 2010 (ultimo dato disponibile). Si rileva che tra i paesi dell’Area euro i cosiddetti PIIGS sono quelli che evidenziano le maggiori disuguaglianze nella distribuzione dei redditi. Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia sono in testa a questa classifica negativa. L’Italia viene subito dopo, evidenziando un livello di eterogeneità dei redditi ben più elevato degli altri paesi del Nord Europa, seppur in flessione rispetto al livello del 2005.

Grafico 1 - Indice delle disuguaglianze nella distribuzione dei redditi nei paesi dell'Area euro
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Fonte: elaborazione dell'autore su dati Eurostat

Per valutare quali siano gli effetti dell’eterogeneità nella distribuzione dei redditi nei diversi paesi dell’Area euro nel Grafico 2 è riportata la relazione tra l’indice di Gini medio nel periodo 2005-2010 e il tasso di crescita cumulato reale del Pil registrato tra il 2004 e il 2010.  Dal grafico si riscontra che la relazione tra le disuguaglianze nella distribuzione dei redditi e la crescita è negativa: in altri termini, al crescere delle sperequazioni reddituali la crescita tende a diminuire. Particolarmente interessanti sono i casi della Spagna e dell’Italia. Nonostante il livello medio nel periodo dell’indice di Gini molto simile, la Spagna si posiziona ben al di sopra della retta di regressione, mentre in Italia si è verificato l’esatto opposto. Una possibile spiegazione per il caso spagnolo può essere ricercata nell’analisi che Stiglitz fa per gli Usa. Infatti, anche la Spagna ha vissuto una fase al di sopra delle proprie possibilità grazie alla crescita della bolla immobiliare. La sua recente esplosione, però, sta compromettendo notevolmente le capacità di sviluppo iberiche e quindi c’è da attendersi che nel tempo il profilo di crescita in Spagna sarà sostanzialmente più basso. Per l’Italia, invece, la spiegazione della forte performance negativa in termini di crescita (è l’unico paese che dal 2004 al 2010 ha registrato nel complesso una variazione negativa) è probabilmente legata ad altri fattori strutturali che hanno inciso negativamente, come ad esempio l’inefficiente allocazione della spesa pubblica che, nonostante la sua ingente mole, ha destinato in questi anni pochissime risorse al sostegno delle famiglie in difficoltà.

Grafico 2 - Relazione tra disuguaglianze nella distribuzione dei redditi e crescita reale nei paesi dell'Area euro
grafico2
Fonte: elaborazione dell'autore su dati Eurostat

In conclusione, in Italia una maggiore attenzione alle politiche economiche basate sull’equità dovrebbe trovare il favore non solo, e ovviamente, dei ceti meno abbienti, ma anche di quelli più benestanti. La possibilità di poter spartirsi una “torta” più grande farebbe si che a tutti spetterebbero fette più grandi, anche chi dovrà rinunciare ad una percentuale della torta stessa.

Nota dell’autore: una precedente versione dell’articolo è stata pubblicata in lingua inglese su Social Europe Journal con il titolo Income Inequality in the Eurozone: What are the Effects on Growth?
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