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E SE L’EVASIONE NON FOSSE UN PROBLEMA FISCALE? E-mail
Fisco
di Giuseppe Marino
09 marzo 2012
evasione fiscaleL’idraulico, simbolo di tutti i padroncini nazionali, è da tempo al centro dell’attenzione mediatica come archetipo dell’evasore. Il Corriere si è più volte interrogato sul perché il professor Monti non pensasse ad introdurre un po’ di contrasto di interessi, tipo se chiamo l’idraulico posso scaricarmi la fattura?

Anche i professori Giavazzi ed Alesina hanno avanzato la stessa proposta. Alberto Brambilla ha offerto una rimodulazione delle aliquote IVA, accompagnata da una parziale deduzione delle spese dal proprio reddito imponibile.  Lorenzo Salvia ha analizzato tutti i numeri dell’evasione, lasciando intendere che essa si annida tra i lavoratori autonomi e gli imprenditori. Infine Attilio Befera ha promesso di battere i furbi potendo ora leggere (in realtà poteva già da qualche anno) i loro conti e patrimoni.  
Quando, nel 2013, si tireranno le somme su questa rinforzata lotta all’evasione, per scoprire (credo che sia una facile previsione) che è rimasta ancora lì dov’è ora, se non addirittura cresciuta, che succederà? L’Agenzia delle Entrate rinnoverà le accuse agli italiani sulla loro scarsa onestà fiscale mentre gli italiani se la prenderanno con un’Amministrazione inefficiente ed incapace di fare il proprio dovere nonostante una batteria di strumenti di contrasto che non ha pari al mondo.  
Ma se l’evasione non fosse un problema fiscale ? Se cioè invece di discutere sempre intorno alle stesse categorie (onestà/disonestà, deducibilità per contrasto di interessi, redditometro, spesometro, anagrafe bancaria, condoni etc.) si provasse a cercare altrove la causa di questo cancro tutto italiano ? Difficile dimostrarlo senza rischiare di passare per uno scaricabarile e politicamente scomodo tanto a destra che a sinistra.
Vorrei partire affermando che non mi sento di crocifiggere il cliente che, dopo avere pagato tutte le sue imposte personali, di fronte all’opzione che gli offre l’idraulico di pagare 750 euro in contanti oppure 907,50 euro in fattura, decide di risparmiare 157,50 euro. Dovrei essere in buona compagnia al riguardo, se è vero che già Cesare Beccaria nel suo “Dei delitti e delle pene”, a proposito del delitto di contrabbando (di natura analoga all’evasione fiscale), interrogandosi sul perché mai esso non cagiona infamia al di lui autore, essendo un furto fatto al principe e per conseguenza alla nazione medesima, risponde affermando “che ogni essere sensibile non s’interessa che per i mali che conosce”.
Tornando al caso dell’idraulico, intanto c’è un risparmio almeno di 157,50 euro (che potrebbe essere anche maggiore se l’idraulico accettasse di condividere con il suo cliente il risparmio sulla sua imposta sul reddito non pagata) e solo sullo sfondo i messaggi “pagare tutti per pagare meno”, “chi vive alle spese degli altri danneggia tutti”, l’”evasore offre pane avvelenato ai propri figli” e “chi evade è un peccatore”. Non che non siano importanti, per la carità, ma essendo il loro valore assorbito nell’avere il cliente già pagato le proprie imposte personali, rischiano di essere percepiti piuttosto come una beffa. Insomma, l’idraulico sarà anche un peccatore, ma il suo cliente ne ha tratto un beneficio immediato.
E non ci si illuda che la cosa si possa risolvere con missioni impossibili quali le quattro che seguono.
 1) Creare un conflitto di interessi consentendo al cliente di scaricarsi la fattura dell’idraulico: al di là della inevitabile perdita di gettito erariale, l’idraulico offrirà sempre un euro in meno e subito rispetto al risparmio di imposta di cui il cliente beneficerà l’anno successivo;
2) Abbassare l’aliquota Iva (perdita di gettito) e contemporaneamente abbassare ulteriormente la soglia per l’utilizzo del denaro contante come strumento di pagamento per scoraggiare il cliente dal beneficiare del risparmio Iva. Si arriverà a togliere i bancomat dalle strade?;
 3) Introdurre imposte sul patrimonio, nell’inconfessato presupposto che esso sia costruito con redditi non dichiarati. Risultato: un’inevitabile doppia imposizione in capo a coloro che hanno invece un patrimonio costruito con redditi tassati;
4) Last but not least, eliminare tutti gli idraulici e affini.
In conclusione, non conviene agire sul lato del cliente e si è già fatto l’impossibile nei confronti dell’idraulico, in termini di strumenti di contrasto, senza sortire effetto alcuno in termini di grandi numeri: è antieconomico per l’Agenzia delle Entrate disporre dei controlli su tutti gli idraulici: si porterebbero a casa pochi euro rispetto a quelli che costano i verificatori. Come trasformare allora l’abnorme, patologica micro evasione in pochi casi di grande evasione ? La risposta non può che arrivare da un approfondimento della attuale struttura del tessuto economico italiano, patologicamente frammentato in tante realtà di piccole e medie dimensioni; le stime elaborate da Cambridge Econometrics per il 2010, basate sui dati relativi al periodo 2002/2007 della banca dati sulle statistiche strutturali d’impresa, indicano che su un totale di 3.765.825 imprese, ben 3.557.818 sono micro, e non è un caso che esse tendono a concentrarsi maggiormente nei servizi, in particolare nel commercio (anche al dettaglio) e sempre più nel settore immobiliare. Una soluzione quindi che non ha nulla a che fare con il diritto tributario. Quel fiore all’occhiello della tradizione italiana di fare impresa potrebbe essersi trasformato nel peggiore difetto.
Se invece di trovarsi di fronte all’idraulico padroncino il cliente si trovasse di fronte al dipendente di una impresa di idraulica che opera su tutto il territorio nazionale e auspicabilmente anche all’estero, non potrebbe mai sentirsi dire “750 in contanti o 907,50 in fattura”, poiché l’idraulico dovrebbe rendere conto al suo capo area, il capo area al direttore regionale e via dicendo, esattamente negli stessi termini in cui i verificatori devono rendere conto del loro operato all’interno dell’Agenzia.
Negli stessi termini, il ragionamento è esteso a tutte le altre categorie di padroncini. Insomma, è dalla capitalizzazione e conseguente crescita dimensionale delle imprese in ogni settore della vita quotidiana che arriva la soluzione al problema dell’evasione fiscale. Solo una tassazione attraverso tutti i possibili intermediari/informatori fiscali (aziende, banche, intermediari finanziari e assicurazioni) può rappresentare lo strategia di lungo periodo per aggredire un fenomeno in cui, fuori dal coro, tutti hanno ragione e torto allo stesso tempo. E le programmate liberalizzazioni del Governo si tradurranno in ulteriori polverizzazioni settoriali invece che in competitive concentrazioni, con buona pace della cara evasione fiscale.
  Commenti (5)
Scritto da Massimo B., il 21-03-2012 18:31
Come al solito, si vede il dito e si perde di vista la luna.... 
Io sono dell'avviso che, anzichè recuperare gettito fiscale, mediante l'utilizzo di metodi più penetranti di contrasto all'evasione fiscale, sarebbe più immediato e produttivo di effetti ridurre le esigenze finanziarie dello stato. Abbiamo solo bisogno di uno stato molto più snello! 
Ricordiamo che la scelta di evadere è frutto, prima ancora che di una necessità, di un processo logico maturato nella mente della persona. Ora, o tutti quelli che evadono (e ne sono tanti!) sono stolti, oppure se lo fanno è perchè ci sono validi motivi (parliamo di logicità di un processo) che li inducono a farlo. Inutile che Vi elenchi tali motivi.....
Scritto da Andrea Scalia, il 19-03-2012 14:56
Ma si rende conto che l'impresa grande non esiste più? Si rende conto che il futuro è artigiano? Venerdì scorso a Roma ne hanno parlato gli esperti a Worlwideweb. Provare per credere, anche la FIAT come modello produttivo della fabbrica è finita!!
Professore Scienza delle finanze
Scritto da Luigi Bernardi website, il 10-03-2012 10:06
Molta mitologia sul conflitto di interessi. Anzitutto non è vero che negli Stati Uniti sia applicato: le detrazioni concesse sono +/- come le nostre. Si può poi dimostrare (Santoro, L'evasione fiscale, il Mulino) che la detrazione per conflitto di interessi è del tutto uguale allo sconto, in fattura, certo preferito dai contraenti.
Scritto da Maurizio Benetti, il 09-03-2012 18:38
In pratica l'autore suggerisce di lasciar stare e tenersi l'evasione. Come si fa ad eliminare tutti gli artigiani? 
Sul primo punto non si capisce perchè ci sarebbe una perdita di gettito. Se l'offerta dell'idraulico è accettata per lo stato non cambia nulla, il cliente non detrae, se invece è respinta il cliente scarica, ma l'idraulico oltre a versare l'Iva paga più Irpef e più contributi.
Scritto da Luca, il 12-03-2012 11:09
L'articolo apre gli occhi. Ma allora nulla serve, se non l'aumento dimensionale delle imprese. 
Siamo sicuri?

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