E DOPO L'EXPO? E-mail
Politica e Istituzioni
di Franco Mirabelli
13 maggio 2011
e dopo expo?Indubbiamente Letizia Moratti ha fatto perdere alla città molti mesi che peseranno sull’esito di expo.  Il tema del contendere è stato il nodo delle aree su cui si svolgerà l’evento. Questo è il primo Expò nella storia che è destinato a svolgersi su aree originariamente di proprietà privata e non pubblica, da qui il problema di acquistarle quanto piuttosto di altre soluzioni.

Il consiglio regionale, sicuramente le opposizioni ma anche il presidente Formigoni hanno sempre sostenuto la soluzione più chiara: l’acquisto. Il sindaco ha sostenuto altre soluzioni molto meno trasparenti: il comodato d’uso o le varianti urbanistiche. Ora la scelta sembra finalmente fatta: l’acquisizione delle aree di Expo da parte di una società “pubblica” Newco.  Il valore delle aree verrà determinato, a norma di legge, garantendo l’interesse pubblico, da un osservatorio del mercato imparziale. È stato riconosciuto che l’acquisto al prezzo determinato da un ente terzo è l’unica strada perseguibile, politicamente e legalmente. Se verrà confermata questa scelta si tratta evidentemente di una sconfitta e di una sconfessione di una strategia sbagliata  che Letizia Moratti ha perseguito facendo perdere alla città tempo e denaro e all’expo credibilità.
 Anche la scelta di una società interamente formata da soggetti pubblici per l’acquisto delle aree che sembra profilarsi, va nella giusta direzione e consente ora di aprire una discussione dai contorni ben definiti sull’Expo ma, soprattutto, sul dopo Expo. Se sarà così, infatti, saranno le istituzioni pubbliche e prima di tutto il Comune di Milano, a decidere in piena autonomia che fare.  In presenza di una proprietà pubblica diventa anche meno probabile che il dopo Expo venga trasformato in una nuova enorme occasione per la speculazione e il consumo di suolo. Infine recentemente è stata approvata la legge regionale bipartisan contro la criminalità che mette in campo tutte le misure possibili per evitare le infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti.
Ora viene la parte operativa ed è il compito di tutti dire con grande chiarezza che vogliamo che l’Expo sia una straordinaria opportunità per Milano, i comuni dell’area metropolitana e il Paese, che non va persa e che deve coinvolgere tutta la città, che dovrà vivere per sei mesi non solo nel sito espositivo e non solo in centro ma in tutti i quartieri, valorizzando il commercio, la cultura, la socialità, la storia di cui è ricca la nostra città. L’obiettivo è ricostruire la credibilità dell’Expo presso l’opinione pubblica dopo che anni di discussioni incomprensibili su organigrammi, poteri, terreni e interessi di pochi, l’hanno fatta apparire distante e lontana dall’interesse di chi vive a Milano.
Un altro grande tema è il dopo-Expo, al di là di ciò che resterà in termini di infrastrutture e servizi, si gioca un pezzo del futuro di Milano, di come sarà Milano, di quali vocazioni economiche e attrattive avrà Milano, è stato così a Genova con le Colombiadi, a Torino con le Olimpiadi, deve essere così anche a Milano. C’è una parte che sta già nel progetto dell’expo del 2015, è la parte che riguarda l’alimentazione, le biodiversità, quella che regalerà un patrimonio che non andrà disperso: dal parco delle biodiversità, al museo dell’alimentazione, al centro di ricerca sull’alimentazione. Tutto ciò può fare di Milano un punto di riferimento su questi temi e produrre anche, in rete con le vicine zone agricole lombarde un volano economico e occupazionale importante. Ma accanto e a fianco a ciò occorre pensare ad un'altra grande funzione pubblica che può essere realizzata lì e produrre a sua volta scelte urbanistiche che rendano Milano più vivibile e meno congestionata. Sono state avanzate proposte diverse: la cittadella della giustizia, quella dell’informazione con il trasferimento della sede Rai. Il dibattito è aperto su queste scelte e c’è l’occasione di fare ciò che non si è fatto con il Piano di Governo del Territorio che il sindaco ha imposto senza consultazione.
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