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NON TUTTO IL DIRITTO APPARTIENE AGLI AVVOCATI E-mail
Regolazione
di Francesco Clementi
11 marzo 2011
diritto avvocatiIl tema della concorrenza è sempre un argomento che “funziona”, dialetticamente e sui giornali, facendo riscuotere a tutti coloro che se ne fanno portatori, generalmente, positività e consensi.  Tuttavia, quando l'argomento viene affrontato nel merito, non di rado,  esso diviene molto divisivo, scatenando in genere la reazione difensiva e protezionistica dei soggetti che vogliono resistere alla concorrenza.

Queste dinamiche, come noto, si vengono a produrre, peraltro, nonostante una ormai ventennale attività - considerata dai più positiva - dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
Un ulteriore esempio di questa resistenza alla concorrenza, e dunque al cambiamento, la si può trovare, ad esempio, nel dibattito intorno alla "Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense", testo originato dal Senato (A.S. 601-711-1171-1198, rispettivamente sen. Giuliano; sen. Casson ed altri; sen. Bianchi ed altri; sen. Mugnai), poi approvato in un testo unificato, e in questo momento alla prima lettura della Camera (A.C. 3900).
Questo testo rappresenta, a mio avviso, un chiaro esempio di limitazione del mercato, in particolare riguardo ai commi 5 e 6 dell’art. 2 (rubricato "disciplina della professione di avvocato") nei quali si riserva in via esclusiva all’avvocato, con alcune limitate eccezioni (ad es. per i professori universitari di ruolo e i ricercatori confermati), tutte le attività di consulenza legale e di assistenza legale stragiudiziale.
Queste attività invece, costituiscono, da sempre, una prestazione di opera intellettuale che viene svolta - non di rado, come noto, in modo molto brillante- anche da coloro che non sono iscritti all’albo forense. Anzi. Ancora di recente, la giurisprudenza della Corte di Cassazione ha ricordato che l’intervento dell’avvocato come consulente deve essere posto in essere esclusivamente “nei limiti della rappresentanza, assistenza e difesa delle parti in giudizio, e comunque, di diretta collaborazione con il giudice nell’ambito del processo”, per cui, rileva la stessa Corte, al di fuori di questi limiti, “l’attività di assistenza e consulenza legale non può considerarsi riservata agli iscritti negli albi professionali” (Cass. Civ. sez. II, 30 maggio 2006, n. 12840).
Si aggiunga, inoltre, che a sottolineare gli effetti dannosi riguardo all’ampliamento delle attività riservate in via esclusiva agli avvocati, sono intervenute in modo assai critico e davvero inusuale ben tre Autorità: l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (segnalazione al Parlamento, luglio 2009), l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (segnalazione al Parlamento, 20 novembre 2009) e l’Autorità per l’energia elettrica e il gas (segnalazione al Parlamento, 2 dicembre 2010).
E tuttavia il testo è uscito dal Senato indenne sul punto, e non sembra -al momento- alla Camera dei Deputati che vi sia piena consapevolezza da parte del Legislatore dello "shock" che, sul piano del mercato delle idee, oltre che su quello del lavoro, potrebbe produrre una norma del genere, anche pensando semplicemente a tutti i giovani delle nostre Università che, specializzandosi nei vari settori del diritto, in Italia e all'estero, confidano nella possibilità di entrare nelle mercato delle attività di  consulenza legale e di assistenza legale stragiudiziale .
Peraltro, questa proposta, in quest'ottica in qualche modo da "maso chiuso", sembra voler apparire a fortiori completamente impermeabile anche allo stesso ordinamento comunitario, che fa invece della libertà di concorrenza e di accesso al mercato cardini rilevantissimi, sul piano dei principi e delle norme, della sua struttura ordinamentale.
Che fare? Non ci resta che confidare nella saggezza del legislatore e nella sua capacità di cogliere, a conferma della (giusta) necessità di dare un nuovo e più adeguato ordinamento alla disciplina forense, dove risiede il significato profondo della salvaguardia dell'ordinamento forense (...oppure - come extrema ratio - confidare nell'intervento della Corte costituzionale, se non della Corte di Giustizia delle Comunità europee...).
  Commenti (2)
Quanto ci costano le scuole coraniche
Scritto da Salvatore Rapisarda, il 08-04-2011 17:43
Multiscienza senza intelligenza (nella nozione latina). Alle parole concorrenza e liberalizzazione viene attribuito un valore magico e positivo a priori che tende a giustificare qualsiasi sciocchezza,senza entrare nel merito. 
Aboliamo la specializzazione del lavoro (facendo rivoltare nella tomba perfino A. Smith), aboliamo il valore legale del titolo e facciamoci costruire le centrali nucleari dal macellaio politico, costruire le case dall'avvocato, risolvere i problemi giuridici dall'ingegnere etc. Mi piacerebbe tanto parlare e confrontarmi sugli effetti delle liberalizzazioni nelmercato assicurativo.
Scritto da herr doktor website, il 11-03-2011 21:59
sperare nella saggezza del legislatore, specie in periodo di (probabile) campagna elettorale Ŕ vano. 
 
Che gli avvocati non si occupino di consulenza (e talvolta nemmeno di diritto ... preferendo fare i faccendieri) Ŕ noto 
 
del resto: 
- se hai bisogno di consulenza societaria, vai dal commercialista o dal notaio 
- se hai bisogno di consulenza su contratti, vai dal commercialista 
- se hai un problema di diritto tributario, vai dal commercialista (quanti avvocati tributaristi conoscete, oltre a Tremonti?) 
- se hai un problema di diritto urbanistico vai da un geometra; 
- se hai un problema di marchi e brevetti vai da un ingegnere 
- se hai un problema di privacy, spesso ti rivolgi ad un informatico (o a un commercialista ...) 
 
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e questi vogliono la consulenza riservata per legge????

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