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AL DI L└ DEL QUOZIENTE FAMILIARE. DUE PROPOSTE A CONFRONTO: NENS E FORUM FAMIGLIE1 E-mail
Fisco
di Claudio De Vincenti, Ruggero Paladini
28 ottobre 2010
quoziente familiareUn recente documento del Forum delle associazioni familiari, sostanzialmente recepito dall’Osservatorio nazionale per la famiglia, presenta una proposta di modifica dell’Irpef che costituisce una svolta importante rispetto alle precedenti proposte del Forum.

Infatti, il quoziente familiare viene abbandonato (pertanto l’imposta rimane su base individuale), riconoscendo che esso determinerebbe dei cospicui vantaggi per i redditi alti mentre lascerebbe inalterato o peggiorerebbe il trattamento fiscale dei redditi medi e bassi. Viene anche abbandonata la proposta subordinata del Basic Income Family (BIF), consistente in una deduzione indipendente dal reddito e parametrata alla numerosità del nucleo familiare: si riconosce che anche in questo caso, sebbene in misura meno accentuata che nel quoziente, ad avvantaggiarsi in misura maggiore sarebbero coloro che hanno aliquote marginali più alte, ossia i redditi elevati.
La nuova proposta, denominata “Fattore famiglia” (FF), determina un risparmio d’imposta indipendente dal reddito e crescente con la numerosità del nucleo familiare. Questo risultato viene ottenuto introducendo un livello di reddito non imponibile oltre il quale l’imposta viene calcolata partendo dall’aliquota dello scaglione cui comunque appartiene il reddito dichiarato. Qualora il livello di reddito non imponibile superi il reddito dichiarato, si dà luogo a un’imposta negativa sotto forma di assegno o di credito d’imposta. Il livello della “no tax area” - ossia il minimo imponibile differenziato in base alla composizione del nucleo - è parametrato a una scala di equivalenza, più generosa rispetto all’attuale scala Isee. Le attuali detrazioni da lavoro e pensione scompaiono, sostituite da un reddito non imponibile che spetta anche al contribuente single indipendentemente dalla tipologia di reddito: rispetto agli attuali minimi imponibili da lavoro e pensione, il livello di questo nuovo minimo risulta inferiore per dipendenti e pensionati e superiore per gli autonomi.

La formula di calcolo dell’imposta è piuttosto complessa, in quanto nel caso il reddito non imponibile cada oltre il primo scaglione, lo sconto d’imposta va calcolato in funzione dei limiti degli scaglioni inferiori al livello non imponibile e in funzione del differenziale di aliquote per essi previste2. La proposta del Forum ottiene così, in modo un po’ contorto, un risultato – risparmio d’imposta indipendente dal reddito – che si può ottenere più semplicemente con un sistema di detrazioni in cifra fissa anch’esse parametrate alla composizione del nucleo familiare. Lo stesso discorso vale per l’imposta negativa ove le detrazioni siano rimborsabili come assegno o credito d’imposta. Vi sono peraltro due differenze importanti: (i) mentre l’ammontare della detrazione resta, per definizione, indipendente da modifiche della struttura dell’imposta, ovvero delle aliquote e degli scaglioni, il beneficio fiscale del FF cambia ogni volta che vengono modificati le aliquote o i limiti di reddito degli scaglioni, creando un discutibile meccanismo di feed-back; (ii) lo sconto d’imposta fornito dal FF non rispetta la scala di equivalenza sottesa alla “no tax area”, oscurando così la trasparenza del meccanismo, laddove detrazioni in cifra fissa parametrate alla scala di equivalenza assicurano un beneficio fiscale sempre corrispondente alla scala stessa.

Infine, il Forum propone di mantenere, a fianco del FF, il sistema degli Assegni al nucleo familiare (Anf), resi linearmente decrescenti – oggi seguono ancora una “spezzata” - in funzione del reddito familiare (o meglio di un Isee migliorato) e generalizzati anche agli autonomi.
L’idea di rendere il risparmio d’imposta indipendente dal reddito e rimborsabile agli incapienti e di combinarlo con Anf universalizzati e con decrescenza lineare riprende, senza peraltro segnalarlo, una impostazione già formulata nel Libro Bianco su Irpef e sostegno alle famiglie elaborato nell’inverno 2007-08 da una Commissione di studio MEF-SSEF3 e sviluppata di recente dal documento del Nens “Prospettive di riforma fiscale in Italia” (ottobre 2010; http://www.nens.it/_public-file/DOCUMENTO%204.10.pdf). Nel documento Nens viene introdotta l’imposta negativa e le attuali detrazioni da lavoro, pensione e carichi familiari vengono riformulate in cifra fissa, queste ultime combinate con gli assegni in un nuovo istituto di sostegno alle famiglie che il Libro Bianco aveva chiamato Dote fiscale per i figli.
La svolta operata dal Forum abbandonando il quoziente familiare è sicuramente positiva: mentre il quoziente implica che la nascita di un figlio produce un risparmio d’imposta tanto maggiore quanto più alto è il reddito – col corollario paradossale di un risparmio d’imposta nullo per i redditi bassi – l’approccio del risparmio d’imposta costante implica, come con la proposta Nens, che l’obiettivo sia quello di garantire a tutte le famiglie un uguale sostegno alle spese di mantenimento ed educazione dei figli.

Peraltro, tra la proposta del Forum e la linea indicata nel Libro Bianco e sviluppata nel documento Nens, vi sono differenze importanti su aspetti di rilievo: semplicità, struttura dell’imposta, effetti redistributivi. Circa il primo aspetto, è evidente che un sistema a detrazione in cifra fissa è molto più semplice rispetto alla complessa procedura di calcolo del risparmio d’imposta proposta dal Forum, con effetti rilevanti sulla controllabilità e sulla trasparenza del sistema.
Con riferimento alla struttura dell’imposta, due le questioni più importanti. La prima, cui abbiamo già accennato, riguarda il discutibile feed-back che, nella proposta del Forum, provoca cambiamenti nel risparmio di imposta ogni volta che cambiano aliquote o scaglioni. La detrazione invece assicura un risparmio indipendente da variazioni nel profilo dell’imposta, offrendo così la possibilità di manovrare in modo indipendente i due strumenti con, ancora una volta, un guadagno di semplicità, trasparenza e controllabilità degli effetti distributivi. La seconda differenza dal punto di vista della struttura dell’imposta è forse anche più importante. La proposta Nens mantiene una caratteristica che l’Irpef, come l’imposta personale di gran parte dei paesi avanzati, ha avuto fin dalla sua nascita: un trattamento in termini di detrazione più favorevole ai percettori di redditi da lavoro rispetto ai rentier e, tra i lavoratori di diverso tipo, più favorevole ai dipendenti – che non hanno modo di dedurre i costi di produzione del reddito – rispetto agli autonomi – che invece deducono i costi a monte della dichiarazione dei redditi. La sostituzione proposta dal Forum delle detrazioni per tipologie di reddito con un minimo esente uguale per tutti viola questo principio, con effetti negativi dal punto di vista dell’equità ma anche dal punto di vista degli incentivi al lavoro.

Riguardo agli effetti redistributivi, infine, le due proposte differiscono in misura molto significativa. Sintetizzando al massimo: rispetto alla proposta del Forum, quella Libro Bianco-Nens avvantaggia i lavoratori dipendenti e i pensionati in genere nonché le famiglie, anche numerose, in cui ambedue i genitori lavorano; quella del Forum avvantaggia i lavoratori autonomi e i rentier, nonché tra i dipendenti le famiglie monoreddito con figli o altri familiari a carico (non i dipendenti senza figli, per i quali è più vantaggiosa la proposta Nens). Questi risultati dipendono principalmente dal fatto che il minimo esente uguale per tutti è collocato a 7.000 euro, un livello più basso dell’attuale minimo esente da lavoro dipendente (8.000) e pensione (7.500) e più alto dell’attuale minimo esente degli autonomi (4.800) e dei rentier (per questi ultimi il minimo oggi è zero). In questo modo, rispetto alla proposta Nens, il Forum ricava risorse da lavoratori dipendenti, famiglie in cui ambedue i genitori lavorano e pensionati, per sostenere di più le famiglie monoreddito, in particolare adottando una scala di equivalenza generosa, nonché autonomi e rentier. La proposta Nens invece premia maggiormente il lavoro, in particolare quello femminile.
Due ultime notazioni sugli effetti redistributivi. In primo luogo, rileva il fatto che, con la proposta del Forum, dipendenti e pensionati che si collocano tra 7.000 e 11.000 euro di reddito si troverebbero addirittura a pagare una maggiore imposta rispetto a quella attuale. In secondo luogo, lascia perplessi il fatto che nella proposta del Forum vengano messi sullo stesso piano, in termini di sostegno, i figli e gli altri componenti del nucleo familiare (a parità ovviamente di condizioni specifiche, come inabilità, ecc.): i costi di mantenimento ed educazione dei figli sono maggiori di quelli di adulti a carico, come pure le rispettive potenzialità di procurarsi reddito autonomamente.

In conclusione, l’impianto della proposta Nens appare più generale – in termini di semplicità, struttura dell’imposta e ricadute redistributive - di quello della proposta del Forum, in quanto guarda alla riforma dell’Irpef in un’ottica più ampia, sia dal punto di vista dell’equità che dell’efficienza, entro la quale va collocato anche il problema, pur importante, del sostegno alle famiglie.

1. Una versione più ampia di questo articolo è stata pubblica sul sito Nens.
2  Chi non ha paura di un po’ di algebra, può consultare l’appendice dell’articolo sul sito Nens.
3. Pubblicato come Supplemento n. 1/2008 della rivista Tributi, scaricabile dal sito della Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze.

  Commenti (1)
I servi del mercato contro le famiglie
Scritto da Diego Alloni website, il 29-10-2010 16:27
Osserviamo come la posizione della sinistra sia passata dal fumo negli occhi per il forum delle famiglie (family day) al compiacimento appena lo stesso Forum si sposta sulle posizioni fiscali per la famiglia di Visco e compagnia. Anche il forum ignora che il passaggio dalle deduzioni (timidamente introdotto ex-novo dal precedente governo Berlusconi) alla re-introduzione delle detrazioni (finanziaria Prodi 2007) ha determinato un incremento sensibile della povertÓ delle famiglie con figli. Per es, nel Nord Est le famiglie con almeno 3 figli sotto la soglia della povertÓ assoluta sono passate dal 8% al 18% in un solo anno. Sia il Forum che la sinistra fanno finta di ignorare che il sistema delle detrazioni tassa di pi¨ il reddito singolo che due redditi di pari importo, seguendo la logica anti-padre lavoratore giÓ anticipata dai tribunali della famiglia da 40 anni. D'altro canto, nel Forum le famiglie numerose sono un'eccezione ed inesistenti nella sinistra borghese, conservatrice e salottiera asservita al capitalismo di stato e di mercato.

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