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LA FIAT E IL MODELLO TEDESCO DI CONTRATTAZIONE E-mail
Lavoro
di Marco Leonardi
17 settembre 2010
modello contrattuale tedesco fiatIl caso Marchionne a Pomigliano ci mette di fronte alla necessità di ripensare il modello di contrattazione e di relazioni industriali? C’e’ chi sostiene di sì, in quanto Marchionne chiede sostanzialmente una deroga dal contratto nazionale per attuare il suo piano industriale e il sistema italiano non è attrezzato per concedere deroghe.

C’e’ chi dice di no e sostiene che tutto si risolverà con un contratto specifico dell’auto all’interno del contratto dei metalmeccanici che possa risolvere ad hoc il caso FIAT (che è sostanzialmente l’unica produttrice di auto in Italia). I sindacati e Confindustria vogliono la pace sociale e credo si orienteranno verso questa seconda soluzione. Ma la cosa più interessante è commentare i riflessi del caso FIAT sul sistema di contrattazione che interessa tutte le imprese. In quanto la FIAT per risolvere i suoi problemi ha prima minacciato di uscire da Federmeccanica per poter disapplicare il contratto nazionale, e poi ha indotto l’intera Federmeccanica a disdire il contratto del 2008, l’ultimo firmato anche dalla FIOM. In questo modo i problemi della FIAT sono diventati il segnale di quel che non va nell’intero sistema di contrattazione nazionale.
L’esigenza - già da tempo esplicita - è quella di poter avere delle deroghe al contratto nazionale di settore per poter attuare dei piani industriali specifici d’impresa. Il secondo intento è quello di spostare più contrattazione e una parte maggiore del salario dal contratto nazionale a quello d’azienda. A questo proposito si cita spesso il modello tedesco. Il sindacato vorrebbe il modello tedesco di relazioni industriali perché esso permette maggiore coinvolgimento del sindacato nelle decisioni aziendali e nella divisione dei proventi. Il modello tedesco è però fatto anche di tutt’altro. Mi spiego.
Il sistema tedesco è fatto da un contratto nazionale di settore (con maggiore articolazione regionale del nostro), dal contratto aziendale e dal contratto individuale. Diversamente che in Italia, il contratto nazionale e quello aziendale sono mutuamente esclusivi: se riesco a trovare un accordo con il sindacato in azienda applico solo il contratto aziendale e non quello nazionale. Diversamente che in Italia le imprese tedesche possono anche uscire dalla loro federazione d’impresa (la loro Confindustria) se vogliono disapplicare il contratto nazionale e contrattare su base individuale con i loro dipendenti.
L’esigenza di rendere meno strette le maglie del contratto nazionale di settore in Germania si fece molto forte all’indomani della riunificazione. Molte imprese dell’est non riuscivano a mantenere gli standard del contratto nazionale (esattamente come molte imprese del nostro sud). A questo punto si introdusse la possibilità di derogare dal contratto nazionale con l’intento di mantenere le imprese nel sistema di contrattazione nazionale e di spostare possibilmente un po’ della contrattazione dal livello nazionale a quello aziendale. All’inizio le deroghe potevano essere sull’orario in seguito anche sul salario. Tipicamente sono deroghe a termine e si basano su un accordo con il sindacato in azienda. Sono frequenti anche nelle piccole imprese e possono derogare al ribasso solo se dimostrano che altrimenti ci sarebbero dei licenziamenti.
Le deroghe però non sono state un gran successo almeno negli ultimi 5 anni. La ragione è che le imprese tedesche preferiscono non iscriversi alla Confindustria tedesca e non applicare nessun tipo di contratto piuttosto che utilizzare le clausole di deroga e di rimanere nell’ambito della contrattazione nazionale o firmare un contratto aziendale. Nel 2010 la situazione è questa: 50% delle aziende e poco più del 50% dei lavoratori sono coperti da un contratto nazionale (il 40%) o d’azienda (solo il 10%). Il 50% dei lavoratori e delle imprese in Germania contrattano il loro salario su base individuale. Alla fine molte di queste imprese applicano il contratto nazionale nei fatti ma sta al loro buon cuore, non è legalmente vincolante.
Il sistema tedesco è molto più flessibile sulla contrattazione di quel che si pensi, ed è opinione prevalente che le deroghe (o l’uscita tout court dal contratto nazionale) abbiano avuto un ruolo determinante nel favorire la convergenza tra Est e Ovest. Tuttavia non so quanti in Italia vorrebbero un sistema davvero tedesco. Questo per dire che ogni volta che si prende ad esempio un sistema straniero bisogna tener presente che importarlo integralmente non si può e che nessun sistema risolve tutti i problemi.
  Commenti (2)
la storia sindacale non finisce con il n
Scritto da Ettore Combattente, il 19-09-2010 19:05
Giusto:un sistema straniero non si può importarlo integralmente. Ma intestardirsi sul contratto nazionale porta a non risolvere i vecchi problemi del nostro paese ( i bassi salari, la bassa produttività, l'occupazione dei giovani, specialmente nel Mezzogiorno, e il rispetto del merito) e non affrontare i nuovi problemi dell'economia globale. Non bisogna esaltarci sulla originalità del sindacalismo italiano,buona per il novecento e per un Italia uscita dal fascismo e sviluppatasi in una guerra fredda; in sostanza, nonostante questa originalità siamo il paese con i salari e le pensioni più bassi e la disoccupazione giovanile più alta, e con un divario territoriale che non ha simile in uno stato unitario ( vedi l'unificazione tedesca) e una borghesia abituata al sostegno dello Stato. La camorra trova il terreno nelle condizioni dell' economia e nell'assistenzialismo , nelle casse integrazioni, nelle liste di mobilità , nel lavoro nero, nell'assenza di formazione seria dei disoccupati e dell'obbligo di accettare i "lavori realmente utili" e le occasioni lavorative disponibili, sia produttive che sociali. Il welfare è arretrato. Giusto difendere i diritti conquistati ma la storia non finisce con il novecento. e poi i diritti non si sommano, ma si destrutturano e si ristrutturano per rispondere alla nuova realtà. Comunque c'è sempre da fare per il sindacato se non vuole vivere di burocrazia.
non disincarnare i contratti dal sistema
Scritto da andrea stroscio, il 17-09-2010 17:15
pur concordando sostanzialmente con l'analisi, trovo che sia piuttosto fuorviante comparare il sistema dei contratti al di fuori del sistema delle relazioni industriali. sostanzialmente in germania i lavoratori e le imprese sono rappresentati da un unico soggetto forte, il che constente di defezionare ma non di organizzare la voice e soprattutto non consente di fatto a coloro che defezionano, cioè soprattutto alle imprese, di scostarsi troppo dal contratto nazionale. il che non è poco. credo che in italia l'appplicazione di un sistema dei contratti sul modello tedesco sarebbe molto diverso negli esiti e piuttosto complicato da gestire non solo per i sindacati ma anche per confindustria. se non ho capito male, credo che questo argomento rafforzi le conclusioni.

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