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REFERENDUM: LA GEOGRAFIA DELL'ASTENSIONISMO E-mail
di Francesco Ramella
08 luglio 2009

referendum_2009_ramella.jpgChi ha vinto il referendum? Ancora una volta quelli che hanno disertato le urne. L'analisi provinciale della partecipazione al voto mostra che il 21 e il 22 giugno si sono intrecciati tre tipi diversi di astensionismo: uno strutturale, uno congiunturale ed uno strategico. Ad uscire sconfitto dalla consultazione è soprattutto l'istituto referendario, che andrebbe riformato.

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IL SEQUESTRO DEI BENI DELLE ORGANIZZAZIONI TERRORISTE: NOVITÀ E PUNTI CRITICI E-mail
di Rosario Di Legami
25 giugno 2009

sequestro_beni_dilegami.jpgUn recente decreto legislativo (n. 54 del 2009) ha modificato quello del 2007 che rappresenta la prima disciplina organica in materia di aggressione patrimoniale ai beni o ai servizi che tendono a qualunque titolo a finanziare le associazioni terroristiche. Si tratta di una disciplina apprezzabile nelle intenzioni, ma di dubbia efficacia e problematica in termini di garanzia del sospettato.

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PROSPETTIVE PER IL PD DOPO IL VOTO* E-mail
di Luciano Fasano, Marco Leonardi
19 giugno 2009

pd_leonardi1.jpgQuali prospettive si aprono per il PD, all’indomani del voto del 6 e 7 giugno? La differenza di risultati tra europee (ancora sopportabili) e amministrative (disastrosi) mette in luce che il PD tiene come progetto di opinione ma ha crescenti difficoltà a mantenere un radicamento nel territorio. Il PD come progetto di opinione tiene, in un contesto bipolare, non tanto per l’affermarsi di una sua chiara identità, quanto perché l’idea del ritorno ad un partito socialdemocratico tradizionale, dopo il fallimento dei partiti socialdemocratici in Europa e delle liste comuniste in Italia, sembra oggi improponibile.
*Articolo pubblicato anche su Le nuove ragioni del socialismo

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STATUTO DEL PDL: PARTITO LIQUIDO O STRUTTURATO? E-mail
di Roberto Cerreto
12 giugno 2009

statuto_pdl_cerreto.jpgIn genere, quando si pensa ai partiti leggeri, elettorali, alla "americanizzazione" e personalizzazione della vita politica italiana, il pensiero corre subito al 1994 e alla comparsa di Forza Italia. Considerati i tempi strettissimi e le modalità che hanno segnato la nascita del Popolo delle Libertà, era lecito aspettarsi che la nuova formazione politica fosse ispirata allo stesso modello. Anzi, secondo alcuni (Massari), la strutturazione dei partiti politici (che non vuol dire burocratizzazione) è essenziale nei partiti di sinistra, mentre quelli di destra, a determinate condizioni, possono farne a meno, per ragioni storiche, culturali, sociali.

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AGGIORNARE – E NON AGGIRARE – LO STRUMENTO REFERENDARIO E-mail
di Francesco Clementi
05 giugno 2009

referendum_clementi.jpg1. Anche sulla scia di quanto scritto di recente per nelMerito dall’economista Guido Ortona – che ravvisa grandi pericoli per la democrazia con l’approvazione del referendum elettorale proposto dai proff. Guzzetta e Segni – forse è opportuno alcune puntualizzazioni, di tipo propriamente giuridico, rispetto al lungo e assai dettagliato intervento che si conclude con un appello all’astensione.

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UN REFERENDUM CONTRO LA DEMOCRAZIA E-mail
di Guido Ortona
21 maggio 2009

ortona_referendum.jpg1. Referendum e sistema maggioritario. Come è noto, l'ormai prossimo referendum sulla legge elettorale propone che il premio di maggioranza venga assegnato alla lista, e non alla coalizione, di maggioranza relativa. A detta dei promotori, lo scopo è l'introduzione di una struttura parlamentare tipica di un sistema maggioritario.

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LA DATA DI SVOLGIMENTO DEL REFERENDUM FRA DEROGHE E RINVII E-mail
di Massimo Rubechi
24 aprile 2009
referendum_legge_elettorale_rubechi2.jpgUno dei temi su cui di recente si è maggiormente discusso e su cui si continua a discutere è la scelta della data per il referendum abrogativo in materia elettorale che si terrà nella prossima primavera. A prescindere dal merito dei quesiti referendari, qui ci si limiterà a commentare la praticabilità tecnica delle varie soluzioni che sono state proposte.
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QUANDO LA “FORMA PARTITO” SOMIGLIA TROPPO ALLA “FORMA DI GOVERNO” E-mail
di Roberto Cerreto
20 marzo 2009

pd_cerreto.jpgLa costruzione di un partito è una grande impresa culturale e organizzativa. Spesso questi due aspetti si condizionano a vicenda, concorrendo a definire la "forma partito". Questo vale per il Partito democratico, ma anche, mutatis mutandis, per il Popolo della libertà. Qui si cercherà di illustrare la cultura politica insita nelle scelte organizzative del PD. Per capire se questa possa spiegare alcune delle difficoltà in cui il PD sembra dibattersi. Le dimissioni di Veltroni e il modo in cui si è arrivati alla scelta del suo successore offrono molti spunti di riflessione sulla "forma partito" del PD e, in prospettiva, sulle possibili analogie con quella del costituendo Popolo della Libertà.

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UN PARTITO APERTO, DI STRUTTURA SOLIDA E-mail
di Francesco Clementi
20 marzo 2009

pd_clementi.jpgL’inizio dell’anno ha portato il nostro sistema partitico ad essere nuovamente scosso. Da un lato, le dimissioni di Walter Veltroni; dall’altro, la creazione del partito unico che unirà a breve Forza Italia e Alleanza nazionale. E come un leit-motiv che ci accompagna da anni (se non ormai da decenni…) anche il dibattito intorno alla forma e alla natura dei partiti politici (sia intorno a quelli appena nati ma già in crisi, sia intorno a quelli nascituri ma già nel pieno del travaglio) riprende volume e quota. Tuttavia, in attesa del partito unico del PdL, ritengo sia importante, di fronte alla crisi, ragionare del Partito democratico.

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MODELLO DI PARTITO MAGGIORITARIO E PARTITOCRAZIA E-mail
di Cesare Pinelli
20 marzo 2009

pdl_pd_pinelli.jpgDella tenuta del modello di "partito a vocazione maggioritaria", si parla di solito in riferimento alle vicende politiche e organizzative del Partito Democratico. Qui vorrei però prescinderne il più possibile, e guardare piuttosto ai propositi e alle implicazioni strutturali del modello in quanto tale. Esso si propone come alternativa ai partiti italiani della prima fase della Repubblica, con le loro oligarchie correntizie al centro, coi loro apparati autoreferenziali a livello locale, in definitiva con la loro strutturale incapacità di includere, di esprimere qualcosa di diverso dall’autoperpetuazione del ceto politico.

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IL PARLAMENTO NELLA TENAGLIA DEGLI ESECUTIVI: IL FEDERALISMO FISCALE E LA RIFORMA DEL SENATO E-mail
di Raffaele Bifulco
05 marzo 2009

riforma_senato_bifulco.jpgL’attuazione dell’art.119 Cost. è un obbligo costituzionale. La realizzazione del federalismo fiscale non deve però avvenire a scapito del Parlamento. Gli aspetti procedimentali e organizzativi del disegno di legge approvato dal Senato mostrano un pericoloso rafforzamento del potere esecutivo dello Stato e delle Regioni, che è necessario compensare con una riforma del bicameralismo perfetto. Nelle costituzioni federali la materia del riparto della funzione finanziaria tra centro e periferia non è mai chiara e univoca.

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IL DIFFICILE MESTIERE DI PRESIDENTE DELLE CAMERE NEL PARLAMENTO BIPOLARE E-mail
di Eduardo Gianfrancesco
04 luglio 2008

presidenti camera e senatoNel momento in cui si redigono queste brevi osservazioni, nubi sempre più minacciose si addensano attorno alla prospettiva di riforme dei regolamenti parlamentari condivise tra Maggioranza ed Opposizione, così come di elaborazione comune e bipartisan di prassi, convenzioni, consuetudini, in grado di integrare e sorreggere i numerosi punti deboli della vita delle nostre assemblee legislative.

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PER AVVIARE UN CONFRONTO SULLA NECESSARIA RISCRITTURA DELLE REGOLE PARLAMENTARI E-mail
di Nicola Lupo
04 luglio 2008

regolamentiLa necessità di scrivere regole del gioco condivise tra le forze di maggioranza e quelle di opposizione è giustamente stata evidenziata come imprescindibile per superare la fase che si è aperta nel 1993. In un sistema ad impostazione bipolare, infatti, le regole del diritto costituzionale e quelle del diritto parlamentare hanno bisogno di essere concordate da ambedue i poli e, soprattutto, di divenire più pervasive e più stringenti rispetto al passato.

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