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La Grillonomics: back to disaster! E-mail
di Francesco Pastore
25 luglio 2016

In un’intervista concessa da Luigi Di Maio a Manuela Perrone su Il Sole 24 ore del 22 giugno 2016, l’esponente di punta del M5S ha enunciato i punti cardine della proposta di politica economica del suo partito.

Il primo punto è già una svolta epocale. Il M5S non è contro l’Unione Europea, ma vuole un’Europa più solidale, e fin qui siamo perfettamente d’accordo. Il Movimento, però, è più drastico e proporrà un referendum di indirizzo per l’uscita dell’Italia dall’area euro e il ritorno ad una moneta nazionale. Collegato a questo tema del ritorno alla lira sarebbe “ripubblicizzare” Bankitalia, togliendo alle banche private le quote di capitale da esse possedute. Una quota degli utili netti destinati a riserve (il 4%) dovrebbe essere impegnata per finanziare un Fondo per il reddito di cittadinanza. La somma destinata sarebbe di poco inferiore al miliardo. 

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Un parlamento virtuale per una democrazia efficiente: una paradossale riforma costituzionale E-mail
di Sebastiano Fadda
04 giugno 2015

1. Un radicale cambiamento istituzionale si sta realizzando in questi ultimi tempi nel sistema di governance italiano. E’ finito il tempo in cui i processi decisionali degli organi del potere esecutivo e del potere legislativo erano rallentati e condizionati da forme più o meno definite (spesso più da prassi operative piuttosto che da istituzioni formali) di consultazione e di partecipazione dei cosiddetti “corpi intermedi”: organizzazioni di lavoratori, associazioni imprenditoriali, associazioni culturali, centri di ricerca, stake-holders, portatori di interessi organizzati in una pluralità di formazioni sociali. A tutti questi era attribuita non solo libertà di esprimersi nel merito delle scelte politiche di competenza degli organi legislativi ed esecutivi, ma anche una qualche possibilità di influire su di esse attraverso processi decisionali “partecipativi”, caratterizzati da complesse e spesso estenuanti negoziazioni e mediazioni tendenti a raggiungere un consenso su scelte per quanto possibile “condivise”. Tutto questo era causa di tortuosità, lentezza e inefficienza dei processi decisionali.

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Decretazione d’urgenza: il declino di una fonte E-mail
di Simona Di Maria
18 maggio 2015

La riforma costituzionale in divenire, tra le altre cose, consolida gli argini e chiarisce i confini dei limiti di legittimità della decretazione d’urgenza, eretti esegeticamente dalla giurisprudenza costituzionale, con l’intento di rimediarne l’abuso; dal diritto vivente al diritto positivo. Al contempo offre al Governo strumenti di intervento sui lavori parlamentari, alternativi alla decretazione e meno dirompenti. L’obiettivo è di ri-bilanciare i rapporti fra gli organi dello Stato che, di fatto, si sono squilibrati in modo sempre più evidente a favore dell’Esecutivo (e della maggioranza che lo sostiene). Mediare fra governabilità e tutela della rappresentatività parlamentare, disciplinando i casi e i modi della decretazione, è una delle necessità primarie.

La questione è l’idoneità degli strumenti approntati a perseguire lo scopo e se si assisterà, finalmente, al declino della fonte decretizia.

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Il Senato “che sarà”? E-mail
di Giovanni Piccirilli
28 aprile 2014
palazzo_madama1_50x70.jpgIl percorso parlamentare di discussione del disegno di legge costituzionale presentato dal Governo Renzi (A.S. 1429) è appena iniziato presso la Commissione Affari costituzionali del Senato, e dunque potrebbe apparire prematuro qualsiasi tentativo di analisi su un testo ancora modificabile in ogni sua parte, anche in maniera significativa. Eppure, alcuni punti della riforma del bicameralismo sembrano costituire elementi condizionanti per la positiva conclusione dell’iter nel suo complesso e, dunque, può forse accennarsi qualche considerazione proprio a partire da questi. fb

 
La riforma (della riforma) del Titolo V e il diritto privato: il centro legifera meglio? E-mail
di Alberto Maria Benedetti
14 aprile 2014
titolo_v.jpgIl Governo Renzi, tra gli annunziati pilastri delle sue riforme costituzionali, ha annunziato una riforma del Titolo V che, a quanto è dato sapere, corregga le storture di un regionalismo troppo spinto e apparso, soprattutto negli ultimi tempi, come uno schermo dietro al quale si celavano interessi privati, arricchimenti e, uscendo dall’area dei reati, che ha protetto un mondo di sprechi che hanno interessato tutti i livelli delle amministrazioni regionali. fb

 
Il segretario del partito di maggioranza, il premier e l’inutilità dei partiti E-mail
di Ilenia Massa Pinto
03 marzo 2014
palazzochigi_50x70.jpegLa recente vicenda che ha visto l’ex Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, “sfiduciato” dal suo stesso partito, e il conseguente incarico affidato al neosegretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, certifica definitivamente la deriva presidenzialista della nostra forma di governo e il venir meno di un ruolo culturale autonomo dei partiti politici. fb

 
Il premio di maggioranza: le ragioni (e la ragionevolezza) di modelli alternativi E-mail
di Luca Imarisio
24 febbraio 2014
vote.pngL’istituto del premio di maggioranza, che caratterizzava la legge elettorale del 2005, e che è stato uno degli oggetti dell’intervento della Corte costituzionale, si ripropone come elemento caratterizzante il progetto di legge elettorale frutto degli accordi del gennaio 2014 tra Partito Democratico e Forza Italia. E’ possibile immaginare modelli alternativi di tale strumento alla luce della giurisprudenza costituzionale?  fb

 
Gli accordi politici del gennaio 2014 sulla nuova legge elettorale italiana E-mail
di Marco Olivetti
17 febbraio 2014
ital.jpgNei giorni fra il 18 ed il 20 gennaio 2014, il nuovo Segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi (vincitore delle elezioni primarie dell’8 dicembre 2013), e il Presidente di Forza Italia (rifondata nel novembre 2013) Silvio Berlusconi, hanno raggiunto un accordo su una bozza di legge elettorale. fb

 
C’ERA UNA VOLTA LA LEGGE: IL PREDOMINIO DEGLI ATTI GOVERNATIVI NELLA DEFINIZIONE DELLE POLITICHE PU E-mail
di Giovanni Di Cosimo
29 marzo 2013
legge.jpgI dati della legislatura che si è appena conclusa mostrano che il Governo decide le politiche più importanti per mezzo degli strumenti del decreto legge e del decreto legislativo e che il ruolo del Parlamento risulta piuttosto marginale. fb

 
DIMEZZARE IL NUMERO DEI PARLAMENTARI: UN ARGOMENTO RILEVANTE? E-mail
di Leonzio Rizzo
16 marzo 2013
dimezzamento parlamentariMercoledì 6 marzo la direzione del PD ha approvato un’agenda di programma articolata in otto punti da sottoporre al Presidente della Repubblica e quindi al Parlamento dopo un eventuale incarico.
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VOTO DEL SUD: TRA GRILLOECONOMICS E BERLUSCONOMICS E-mail
di Mario Centorrino, Pietro David, Margherita Billeri
08 marzo 2013
elezioniNei commenti relativi ai risultati elettorali, scritti, come si dice in gergo giornalistico, a “caldo”, l’attenzione è concentrata sull’aumento considerevole di voti conseguito dal Movimento 5 Stelle.
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AUSTERITÀ E CASTA NEL SEGRETO DELL'URNA E-mail
di Roberto Tamborini
08 marzo 2013
votoLe elezioni del 2013 sanciscono, a dispetto delle previsioni, il fallimento del primo tentativo di fondare una nuova repubblica post-berlusconiana. Cosa è successo, ed era imprevedibile?
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LA POLITICA È FATTA DI SIMBOLI E-mail
di Marco Leonardi
08 marzo 2013
simboli politicaQuesta tornata elettorale si è giocata su tre fronti: “fottiamo i tedeschi”, “restituiamo l’IMU” e “abbasso i comunisti”. Tutti e tre li ha aperti e vinti Silvio Berlusconi. L’elettore è entrato in cabina ed ha pensato ai tre simboli di Silvio Berlusconi: ha pensato male dei tedeschi, dell’IMU e dei comunisti.
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