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VECCHIA E NUOVA CORRUZIONE ITALIANA E-mail
di Alberto Vannucci
26 marzo 2010
corruzionePer sua natura il tema della corruzione ha un andamento carsico: ciclicamente riemerge in superficie, in corrispondenza di denunce e scandali che attirano l’attenzione dei mezzi di comunicazione. 
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UN INCENTIVO AGLI ABUSI DEL PROCESSO E-mail
di Aniello Nappi
18 novembre 2009

processo_nappi.jpgLa durata abnorme dei processi dipende da carenze organizzative e culturali, che non consentono di disincentivare i frequenti abusi dei diritti delle parti, non solo private, le cui strategie dovrebbero invece incontrare un limite nel principio costituzionale della ragionevole durata del processo. La previsione della prescrizione del procedimento, in aggiunta alla prescrizione del reato, esaspera queste carenze del sistema giudiziario, perché offre un ulteriore traguardo premiale per le abusive tattiche dilatorie di chi al processo vuole sottrarsi.

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IL CODICE DI PROCEDURA PENALE COMPIE VENT'ANNI E-mail
di Aniello Nappi
06 novembre 2009

codice_procedura_penale_nappi.jpgA vent'anni dall'entrata in vigore del codice di procedura penale del 1989, la situazione del processo penale è sconfortante. Non per carenze del testo originario del codice. Ma soprattutto perché la pur radicale riforma non interruppe, anzi incrementò, il ripetersi di interventi legislativi mossi solo dall'esigenza di inseguire la cronaca giudiziaria. Sono stati settantanove i provvedimenti di modifica del codice; sei solo in questo anno non ancora concluso. La politica ha così privato di un ruolo autonomo i giuristi, ridotti, da interpreti delle norme, a consulenti a disposizione del legislatore.

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IL "LODO ALFANO" ALLA CONSULTA: LE RAGIONI DI UNA SCELTA E-mail
di Tommaso F. Giupponi
06 novembre 2009
corte_costituzionale_giupponi.jpgAlla fine, come previsto da molti, la Corte costituzionale ha bocciato il "lodo Alfano", che aveva reintrodotto (con alcuni correttivi) la sospensione dei processi penali per le alte cariche dello Stato, già dichiarata incostituzionale nel 2004, ai tempi del precedente "lodo Schifani". A differenza della precedente occasione, però, la Corte ha oggi espressamente affermato che eventuali ulteriori prerogative immunitarie, rappresentando una deroga al principio costituzionale di eguaglianza (art. 3 Cost.), devono essere introdotte con lo strumento della legge costituzionale (art. 138 Cost.), non essendo sufficiente l'adozione in materia di una legge ordinaria.
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OLTRE IL "LODO" V'E' DI PIU' E-mail
di Saulle Panizza
06 novembre 2009

lodo_alfano_panizza.jpgCon la recente sentenza n. 262 del 2009 la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale, come già fece nel 2004 in relazione al precedente tentativo, la legge che differenziava la posizione delle più alte cariche dello Stato davanti alla giurisdizione penale. E se nelle motivazioni la Corte pare essersi spinta anche "oltre", con considerazioni di sistema, non sembra essere da meno il Governo, il quale ha di fatto preannunciato – mediante un comunicato stampa del Presidente del consiglio a commento della pronuncia – una prossima riforma della giustizia costituzionale.

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LA CONCILIAZIONE: MODELLI ED ESPERIENZE* E-mail
di Cesare Vaccà
30 ottobre 2009

cdm_n.3_2009.jpg1. La litigiosità in cifre

La pubblicazione Istat Italia in cifre, ed. 20081, conferma un quadro inquietante dell’amministrazione della giustizia civile: il raffronto fra il 2001 ed il 2005, gli anni cui si riferiscono le rilevazioni di questa ultima edizione della sintesi annuale, mostra un incremento delle cause sopravvenute che aumentano in primo grado da 1.361.774 a 1.426.080, e di circa il 50% in secondo grado, passando da 100.614 a 142.942. A fronte del progressivo aumento delle cause sopravvenute rimane, invece, sostanzialmente stabile il numero di quelle che giungono a sentenza: 1.483.185 in primo grado nel 2001, 1.491.507 nel 2005, che diventano – in secondo grado, 103.159 nel 2001 e 114.066 nel 2005.
*Anticipazione da Consumatori, Diritti e Mercato

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IL FUTURO DELLA CORTE DI CASSAZIONE E-mail
di Aniello Nappi
31 luglio 2009

cassazione_nappi.jpgUna nuova riforma del giudizio civile di cassazione è stata varata il 18 giugno 2009, ad appena tre anni dalla precedente riforma del 2 febbraio 2006, in parte abrogata. La sezione filtro, istituita dalla nuova legge, potrebbe effettivamente risolvere gli annosi problemi della Corte suprema, le cui sezioni civili sono oggi gravate da un arretrato imponente. Ma tutto dipenderà da come la legge sarà attuata sul piano organizzativo. Nella crisi ormai insostenibile del sistema giudiziario italiano, la Corte di cassazione, con i suoi centomila ricorsi civili arretrati, ne è anche in questo senso il vertice.

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“VITA” DELL’EMBRIONE E SALUTE DELLA DONNA:BREVISSIME NOTE SULLA RECENTE GIURISPRUDENZA COSTITZIONALE E-mail
di Dario Simeoli
31 luglio 2009

embrione_fecondazione_assistita_simeoli.jpgLa sentenza 8 maggio 2009 n. 151 della Corte costituzionale ha dichiarato costituzionalmente illegittima la legge in materia di procreazione medicalmente assistita nella parte in cui (art. 14, comma 2, della legge 19 febbraio 2004, n. 40) prescrive "un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre, degli embrioni nonché nella parte in cui (art. 14, comma 3, della legge n. 40 del 2004) "non prevede che il trasferimento degli embrioni, da realizzare non appena possibile, come stabilisce tale norma, debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna".

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PACCHETTO SICUREZZA: MOSTRO GIURIDICO O PANACEA DI TUTTI I MALI? E-mail
di Rosario Di Legami
24 luglio 2009

pacchetto_sicurezza_dilegami.jpgIl 15 luglio il Presidente della Repubblica ha promulgato la legge recante "Disposizioni in materia di pubblica sicurezza", approvata il 2 luglio scorso dal parlamento. È impossibile commentare tutto il corpo della normativa, la quale certo non si caratterizza per chiarezza e semplicità.

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UNA RIFORMA PER LA GIUSTIZIA E-mail
di Aniello Nappi
03 aprile 2009

giudice_di_pace.jpgSe si vuole una riforma che renda efficiente il sistema giudiziario, anziché depotenziarlo, non è più possibile considerare il settore della giustizia penale separatamente da quello della giustizia civile. Occorre puntare perciò sulla magistratura onoraria, inglobandola nel tribunale, giudice effettivamente unico di primo grado, e attribuendole un ruolo integrativo, non sostitutivo, di quella togata. Al giudice di pace andrebbe affidato un procedimento speciale premiale, applicabile in particolare a tutti gli illeciti minori, sia amministrativi sia penali.

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IL FALLIMENTO DEL SISTEMA GIUDIZIARIO: LE RESPONSABILITÀ DELLA POLITICA E DELLA GIURISPRUDENZA E-mail
di Aniello Nappi
13 marzo 2009

giurisprudenza_nappi.jpgIl sistema giudiziario italiano è ormai in uno stato di dissesto conclamato, tra una velleità di supplenza alla rovescia, della politica rispetto alla giurisdizione, e una giurisprudenza che è troppo spesso venuta meno ai suoi compiti. Da questa situazione non si uscirà con modifiche normative più o meno radicali, se i giuristi tutti non sapranno riaffermare e imporre una moderna cultura della giurisdizione. Non si tratta infatti di regolare i conti tra politica e giustizia, ma di restituire dignità alla funzione giurisdizionale.

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ABUSO DELLE INTERCETTAZIONI E DIRITTO ALL’INFORMAZIONE E-mail
di Aniello Nappi
26 febbraio 2009

intercettazioni_nappi.jpgLa pur condivisibile indignazione per gli abusi delle intercettazioni è all'origine di una proposta di radicale e inaccettabile limitazione del diritto all'informazione pubblica, che renderebbe impossibile una tempestiva conoscenza di vicende giudiziarie di rilievo sociale o politico. Quegli abusi sono però dovuti a un'applicazione scorretta delle norme vigenti. La responsabilità di questa degenerazione non può essere dunque addebitata solo alla "casta" politica. E' l'intera classe dirigente di questo paese a rivelare una sconfortante inadeguatezza.

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