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di Domenico Dalfino
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24 dicembre 2012 |
Il 24 ottobre 2012 l’Ufficio Stampa della Corte costituzionale rendeva
noto, attraverso un comunicato stampa, che «La Corte costituzionale ha
dichiarato la illegittimità costituzionale, per eccesso di delega
legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010, n.28 nella parte in cui ha
previsto il carattere obbligatorio della mediazione». Il testo della
sentenza (la n. 272) è stato depositato soltanto il 6 dicembre.
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di Daniela Marchesi
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02 dicembre 2011 |
Gli effetti negativi che l’inefficienza della giustizia civile può produrre sull’economia sono molteplici e la letteratura ha individuato ed evidenziato empiricamente l’esistenza di numerosi di essi: compromettere la crescita dimensionale, impedire lo sviluppo dei mercati finanziari, distorcere il mercato del credito e quello del prodotto, ostacolare la crescita dell’economia.
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di Angelo Converso
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02 dicembre 2011 |
Per iniziare è necessario che si renda chiaro di che cosa si sta parlando quando ci si riferisce alla “mediazione”, di cui oggi si parla troppo, perché sta diventando un affare. Il significato stesso di “mediazione” è ambiguo, se non è analizzato e chiarito.
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di Maria Martello
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02 dicembre 2011 |
L’articolo presenta le competenze e la sensibilità che devono caratterizzare chi è chiamato a dirimere controversie non mediante una decisione, bensì guidando le parti verso una composizione negoziata rispetto alla quale centrale è il soddisfacimento dei loro, solo loro, interessi e bisogni.
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di Rosario Di Legami
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29 luglio 2011 |
Il Governo ha presentato uno schema di decreto legislativo, in
attuazione della delega contenuta nella legge n. 136 del 2010, in
materia di normativa antimafia. Prima della sua definitiva approvazione,
si possono evidenziare alcune criticità, in parte riconducibili alla
stessa legge delega, la cui correzione potrebbe consentire una maggiore
efficacia della lotta contro la criminalità economica.
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di Rosario Di Legami, Vania Contrafatto
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22 aprile 2011 |
Dopo l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del disegno di
riforma costituzionale della giustizia, è in atto un ampio ed acceso
dibattito sugli effetti che tale riforma avrà sul processo penale.
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di Rosario Di Legami, Vania Contrafatto
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10 dicembre 2010 |
Con il decreto legge n. 187 del 2010, il Governo ha introdotto alcune
novità finalizzate al rafforzamento dei poteri della Agenzia nazionale
dei beni confiscati alla mafia, ma anche norme interpretative della
Legge n. 136 del 2010 in materia di tracciabilità dei flussi finanziari
negli appalti pubblici, nonché in materia di sicurezza negli stadi e
tutela sui luoghi di lavoro.
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di Rosario Di Legami
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17 settembre 2010 |
La Legge n. 136 del 2010, definita “Piano straordinario contro le Mafie”
e nata con il dichiarato obiettivo di “sconfiggere definitivamente la
criminalità organizzata entro tre anni” (così si è espresso il Ministro
dell’interno), aspira a razionalizzare l'intera normativa antimafia con
riguardo alle misure di prevenzione, alle operazioni sotto copertura e
alla certificazione antimafia, disciplinando poi la creazione delle
stazioni uniche appaltanti e introducendo regole di tracciabilità dei
flussi finanziari.
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di Klaus Viitanen
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02 aprile 2010 |
Le controversie collettive sono senza dubbio uno dei problemi più rilevanti nella società contemporanea. Recentemente una notevole attenzione è stata dedicata alle azioni collettive risarcitorie (group action for compensation) come mezzo per rafforzare l’accesso dei cittadini alla giustizia nei litigi di natura collettiva.
* Anticipazione da Consumatori, Diritti e Mercato
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di Alberto Vannucci
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26 marzo 2010 |
Per sua natura il tema della corruzione ha un andamento carsico: ciclicamente riemerge in superficie, in corrispondenza di denunce e scandali che attirano l’attenzione dei mezzi di comunicazione.
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di Aniello Nappi
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18 novembre 2009 |
La durata abnorme dei processi dipende da carenze organizzative e culturali, che non consentono di disincentivare i frequenti abusi dei diritti delle parti, non solo private, le cui strategie dovrebbero invece incontrare un limite nel principio costituzionale della ragionevole durata del processo. La previsione della prescrizione del procedimento, in aggiunta alla prescrizione del reato, esaspera queste carenze del sistema giudiziario, perché offre un ulteriore traguardo premiale per le abusive tattiche dilatorie di chi al processo vuole sottrarsi.
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di Aniello Nappi
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06 novembre 2009 |
A vent'anni dall'entrata in vigore del codice di procedura penale del 1989, la situazione del processo penale è sconfortante. Non per carenze del testo originario del codice. Ma soprattutto perché la pur radicale riforma non interruppe, anzi incrementò, il ripetersi di interventi legislativi mossi solo dall'esigenza di inseguire la cronaca giudiziaria. Sono stati settantanove i provvedimenti di modifica del codice; sei solo in questo anno non ancora concluso. La politica ha così privato di un ruolo autonomo i giuristi, ridotti, da interpreti delle norme, a consulenti a disposizione del legislatore.
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