|
di Klaus Viitanen
|
|
02 aprile 2010 |
Le controversie collettive sono senza dubbio uno dei problemi più rilevanti nella società contemporanea. Recentemente una notevole attenzione è stata dedicata alle azioni collettive risarcitorie (group action for compensation) come mezzo per rafforzare l’accesso dei cittadini alla giustizia nei litigi di natura collettiva.
* Anticipazione da Consumatori, Diritti e Mercato
|
|
|
di Alberto Vannucci
|
|
26 marzo 2010 |
Per sua natura il tema della corruzione ha un andamento carsico: ciclicamente riemerge in superficie, in corrispondenza di denunce e scandali che attirano l’attenzione dei mezzi di comunicazione.
|
|
|
di Aniello Nappi
|
|
18 novembre 2009 |
La durata abnorme dei processi dipende da carenze organizzative e culturali, che non consentono di disincentivare i frequenti abusi dei diritti delle parti, non solo private, le cui strategie dovrebbero invece incontrare un limite nel principio costituzionale della ragionevole durata del processo. La previsione della prescrizione del procedimento, in aggiunta alla prescrizione del reato, esaspera queste carenze del sistema giudiziario, perché offre un ulteriore traguardo premiale per le abusive tattiche dilatorie di chi al processo vuole sottrarsi.
|
|
|
di Aniello Nappi
|
|
06 novembre 2009 |
A vent'anni dall'entrata in vigore del codice di procedura penale del 1989, la situazione del processo penale è sconfortante. Non per carenze del testo originario del codice. Ma soprattutto perché la pur radicale riforma non interruppe, anzi incrementò, il ripetersi di interventi legislativi mossi solo dall'esigenza di inseguire la cronaca giudiziaria. Sono stati settantanove i provvedimenti di modifica del codice; sei solo in questo anno non ancora concluso. La politica ha così privato di un ruolo autonomo i giuristi, ridotti, da interpreti delle norme, a consulenti a disposizione del legislatore.
|
|
|
di Tommaso F. Giupponi
|
|
06 novembre 2009 |
Alla fine, come previsto da molti, la Corte costituzionale ha bocciato il "lodo Alfano", che aveva reintrodotto (con alcuni correttivi) la sospensione dei processi penali per le alte cariche dello Stato, già dichiarata incostituzionale nel 2004, ai tempi del precedente "lodo Schifani". A differenza della precedente occasione, però, la Corte ha oggi espressamente affermato che eventuali ulteriori prerogative immunitarie, rappresentando una deroga al principio costituzionale di eguaglianza (art. 3 Cost.), devono essere introdotte con lo strumento della legge costituzionale (art. 138 Cost.), non essendo sufficiente l'adozione in materia di una legge ordinaria.
|
|
|
di Saulle Panizza
|
|
06 novembre 2009 |
Con la recente sentenza n. 262 del 2009 la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale, come già fece nel 2004 in relazione al precedente tentativo, la legge che differenziava la posizione delle più alte cariche dello Stato davanti alla giurisdizione penale. E se nelle motivazioni la Corte pare essersi spinta anche "oltre", con considerazioni di sistema, non sembra essere da meno il Governo, il quale ha di fatto preannunciato – mediante un comunicato stampa del Presidente del consiglio a commento della pronuncia – una prossima riforma della giustizia costituzionale.
|
|
|
di Cesare Vaccà
|
|
30 ottobre 2009 |
|
1. La litigiosità in cifre
La pubblicazione Istat Italia in cifre, ed. 20081, conferma un quadro inquietante dell’amministrazione della giustizia civile: il raffronto fra il 2001 ed il 2005, gli anni cui si riferiscono le rilevazioni di questa ultima edizione della sintesi annuale, mostra un incremento delle cause sopravvenute che aumentano in primo grado da 1.361.774 a 1.426.080, e di circa il 50% in secondo grado, passando da 100.614 a 142.942. A fronte del progressivo aumento delle cause sopravvenute rimane, invece, sostanzialmente stabile il numero di quelle che giungono a sentenza: 1.483.185 in primo grado nel 2001, 1.491.507 nel 2005, che diventano – in secondo grado, 103.159 nel 2001 e 114.066 nel 2005.
*Anticipazione da Consumatori, Diritti e Mercato
|
|
|
di Aniello Nappi
|
|
31 luglio 2009 |
|
Una nuova riforma del giudizio civile di cassazione è stata varata il 18 giugno 2009, ad appena tre anni dalla precedente riforma del 2 febbraio 2006, in parte abrogata. La sezione filtro, istituita dalla nuova legge, potrebbe effettivamente risolvere gli annosi problemi della Corte suprema, le cui sezioni civili sono oggi gravate da un arretrato imponente. Ma tutto dipenderà da come la legge sarà attuata sul piano organizzativo. Nella crisi ormai insostenibile del sistema giudiziario italiano, la Corte di cassazione, con i suoi centomila ricorsi civili arretrati, ne è anche in questo senso il vertice.
|
|
|
di Dario Simeoli
|
|
31 luglio 2009 |
|
La sentenza 8 maggio 2009 n. 151 della Corte costituzionale ha dichiarato costituzionalmente illegittima la legge in materia di procreazione medicalmente assistita nella parte in cui (art. 14, comma 2, della legge 19 febbraio 2004, n. 40) prescrive "un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre, degli embrioni nonché nella parte in cui (art. 14, comma 3, della legge n. 40 del 2004) "non prevede che il trasferimento degli embrioni, da realizzare non appena possibile, come stabilisce tale norma, debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna".
|
|
|
di Rosario Di Legami
|
|
24 luglio 2009 |
|
Il 15 luglio il Presidente della Repubblica ha promulgato la legge recante "Disposizioni in materia di pubblica sicurezza", approvata il 2 luglio scorso dal parlamento. È impossibile commentare tutto il corpo della normativa, la quale certo non si caratterizza per chiarezza e semplicità.
|
|
|
di Aniello Nappi
|
|
03 aprile 2009 |
Se si vuole una riforma che renda efficiente il sistema giudiziario, anziché depotenziarlo, non è più possibile considerare il settore della giustizia penale separatamente da quello della giustizia civile. Occorre puntare perciò sulla magistratura onoraria, inglobandola nel tribunale, giudice effettivamente unico di primo grado, e attribuendole un ruolo integrativo, non sostitutivo, di quella togata. Al giudice di pace andrebbe affidato un procedimento speciale premiale, applicabile in particolare a tutti gli illeciti minori, sia amministrativi sia penali.
|
|
|
di Aniello Nappi
|
|
13 marzo 2009 |
Il sistema giudiziario italiano è ormai in uno stato di dissesto conclamato, tra una velleità di supplenza alla rovescia, della politica rispetto alla giurisdizione, e una giurisprudenza che è troppo spesso venuta meno ai suoi compiti. Da questa situazione non si uscirà con modifiche normative più o meno radicali, se i giuristi tutti non sapranno riaffermare e imporre una moderna cultura della giurisdizione. Non si tratta infatti di regolare i conti tra politica e giustizia, ma di restituire dignità alla funzione giurisdizionale.
|
|
|