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Il dilemma della redistribuzione dei rifugiati E-mail
di Alessandro Toppeta
11 aprile 2016
Il 2015 è stato segnato dall’arrivo di 900mila rifugiati, secondo i dati EUROSTAT. E’ stato un numero senza precedenti che ha spinto Ungheria e Bulgaria a innalzare muri per bloccarne l’arrivo, a mettere in discussione il trattato di Schengen, introducendo controlli ai confini, e ha portato al potere un partito populista e contro gli immigrati in Polonia. La cancelleria tedesca Angela Merkel ha avuto un ruolo fondamentale all’interno della crisi, aprendo i confini ai rifugiati siriani, che si dirigevano verso la Germania. Ha sottolineato la necessità di una cooperazione a livello europeo, per poter dar vita ad un piano di ripartizione equa dei rifugiati fra i paesi partecipanti all’Unione. 
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I “poveri” digitali. A proposito dell’Universal Credit in UK E-mail
di Michele Faioli
21 dicembre 2015
E’ diventato più profondamente europeo il discorso sul collegamento tra politiche attive e politiche assistenziali? Quel collegamento presuppone una generazione di “poveri” digitalmente competenti? Già nei Memorandum of Understanding, stipulati nel periodo della crisi tra autorità europee e Stati, si vedevano i primi segnali di questa tendenza alla razionalizzazione di schemi assistenziali e di introduzione di condizionalità anche per l'assistenza. Il caso dell’Universal Credit inglese permette di osservare come il collegamento tra politiche attive e politiche assistenziali si porrà nella dinamica tra "stick and carrots” nei piani del governo che attengono alla lotta alla esclusione sociale e se il “simply digital” sarà adottato nel futuro anche da altri paesi europei.
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Efficienza fisica e produttività in età avanzata. E-mail
di Emiliano Mandrone, Davide Colombo
13 ottobre 2014


Molteplici interventi normativi, decreti, circolari, finestre, gradini e gradoni hanno procrastinato l’età di ritiro dal lavoro. Tale fase riformatrice – motivata, soprattutto, dalla insostenibilità finanziaria (troppe pensioni, troppo alte, poca crescita) e dall’aumento costante della speranza di vita (79,8 per gli uomini e 84,6 per le donne, rispettivamente + 2,6 e +1,8 anni nell’ultimo decennio, con una speranza di vita a 65 anni di 18,5 e 22 anni, Istat 2013), in particolare di quella libera da malattie (il DALY dell’Italia è 118‰ v/s 127‰ dei paesi più avanzati) – rischia di essere per i più giovani e per gli anziani attivi un gioco a perdere. Pertanto va cercato un nuovo equilibrio, che vada oltre le regolazione di un impianto istituzionale obsoleto, ma rappresenti un vero nuovo patto sociale in linea con il mutato “ciclo di vita”. 

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Il “favore” delle indennità per maternità e puerperio. Una proposta di riforma E-mail
di Francesco Pastore, Francesca Tessitore
29 settembre 2014

I dati ISTAT pubblicati nel rapporto annuale 2014 sul mercato del lavoro dimostrano che le criticità rispetto al mercato del lavoro legate alla nascita di un figlio si sono accentuate nel corso degli ultimi nove anni. Nel 2012, il 22,3 per cento delle donne che lavoravano al momento della gravidanza non lavoravano più a due anni dalla nascita del figlio, fenomeno in peggioramento rispetto al 2005 quando lo stesso valore era pari al 18,4 per cento. Ciò suggerisce che le problematiche legate alla occupazione femminile in Italia sono ancora tutte aperte, così come lo è il fenomeno in continua crescita dall’inizio della crisi economica che vede molte neo mamme in serie difficoltà a recuperare le somme a titolo d’indennità sostitutiva della retribuzione che sono pagate alle lavoratrici assenti dal servizio per gravidanza e puerperio, difficoltà dovuta principalmente all’attuale sistema di norme nazionali il quale prevede che il pagamento delle somme suddette sia indirizzato al datore di lavoro per conto dell’INPS, piuttosto che direttamente alla beneficiaria finale.

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Diritti al JobsCompact europeo.Cosa può fare il diritto del lavoro a sostegno dell’Europa che cambia E-mail
di Michele Faioli
10 settembre 2014

Alcuni studi dimostrano quanto sia urgente costruire un sistema pan-europeo armonizzato di sostegno al reddito per disoccupazione (Dullien, 2008 e 2013; Dolls, 2013; Enderlein, 2013; Gross, 2014; Sutherland, 2012; ) che, al di là dei regimi nazionali, anche in via integrativa, regoli per i lavoratori europei una comune prestazione previdenziale, nella fase di accesso e in quella di beneficio, nonché la medesima obbligazione contributiva a carico dei datori di lavoro. Definirò questo modello “Jobs Compact” europeo, mutuando riferimenti nordamericani (Kochan, 2013). 

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La “trappola della diseguaglianza” per Piketty E-mail
di Renata Targetti Lenti
10 settembre 2014

Il “Capitale nel XXI secolo” di Thomas Piketty è stato pubblicato in francese nel 2013 e, subito dopo, in inglese negli USA. Numerosi quotidiani e settimanali, soprattutto americani, hanno ospitato recensioni, quasi sempre molto positive. Alle poche critiche e contestazioni, l’autore ha successivamente replicato in modo convincente.  Molti sono gli aspetti interessanti ed innovativi di questa ampia e documentata analisi dal punto di vista dell’indagine empirica, dell’interpretazione storica, ma anche da quello analitico. 

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Povera Italia. E poverissimo Sud. E-mail
di Rosamaria Alibrandi, Mario Centorrino,
07 agosto 2014

Oggi in Italia sei milioni di persone vivono in povertà assoluta e più di dieci milioni in povertà relativa. Sono questi i dati allarmanti appena forniti dall’ISTAT, che attestano, altresì, come, facendo riferimento ai nuclei familiari, le famiglie in povertà assoluta siano due milioni e quelle che vivono in povertà relativa tre milioni e 230mila. Tocchiamo ormai cifre da record: un italiano su dieci è diventato povero. L’emergenza è particolarmente drammatica al Sud, ove alla più vasta diffusione della povertà si associa la maggiore gravità del fenomeno. 

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L’economia della falsa povertà: il caso Sicilia E-mail
di Rosamaria Alibrandi, Mario Centorrino, Pietro David, Antonella Gangemi
14 luglio 2014

La lettura e l’ascolto quotidiano dei media ci offrono numerosi materiali di conoscenza sulla povertà in Italia. Descritta con abbondanza di dati statistici grazie alla documentazione puntuale fornita dall’Istat, sia con inchieste di taglio sociologico condotte sul campo.

Non è frequente, invece, imbattersi in ricostruzioni della “falsa” povertà, di casi cioè quantitativamente numerosi nei quali dietro un’attestazione di povertà, significativa ai fini delle tipologie Istat e della  percezione di sussidi, si nascondono truffe. Nel senso che risorse erogate per sostenere condizioni di povertà affluiscono a soggetti che non si ritrovano in queste condizioni. 

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Il voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia: alcuni aspetti critici E-mail
di Elena Granaglia
23 giugno 2014

Provare a fare proposte concrete, in particolare, in ambiti che coinvolgono vere e proprie emergenze è sempre meritorio. Per chi le critica, invece, il rischio è sempre in agguato del “benaltrismo” o, quanto meno, della divagazione in sterili cavilli. Accetto questo rischio e vorrei provare a indicare quelli che a me paiono seri limiti della proposta bipartisan di legge a favore dell’Istituzione del Voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia presentata, alla Camera dei Deputati, lo scorso 11 giugno.

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Mobilità ed equità intergenerazionale: chi pensa ai giovani in Italia? E-mail
di Federica Roccisano
22 aprile 2014
giov_1_50x70.jpgI recenti dati sulla situazione economica dell’Italia evidenziano la drammatica situazione dei giovani: bassi tassi di occupazione, alti livelli di precariato, perdita di fiducia, predisposizione alla fuga dall’Italia. Insomma, i giovani stanno affrontando un periodo davvero delicato. Di recente anche il Fondo Monetario Internazionale ha manifestato una certa preoccupazione per le condizioni di vita dei giovani in Italia e sulle ripercussioni di questa diseguaglianza nella politica fiscale nazionale. fb

 
Recuperare la dimensione assicurativa del Welfare State E-mail
di Michele Grillo
24 marzo 2014
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Al Welfare State sono attribuite due funzioni: una funzione redistributiva, volta a rimuovere le disuguaglianze economiche, e una funzione assicurativa, volta a garantire protezione dai rischi di malattia, di vecchiaia e di disoccupazione. Negli ultimi decenni si è però sempre più identificato il Welfare State nella funzione redistributiva, anche con riferimento a istituti con intrinseche finalità assicurative.
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I vincoli delle risorse, l’Italia e il welfare state che abbiamo conosciuto E-mail
di Elena Granaglia
03 marzo 2014
solidariet_50x70.jpgNella discussione pubblica, spesso sentiamo affermare che i vincoli delle risorse renderanno non più sostenibile il welfare state che abbiamo conosciuto. Il che richiederà tagli a molte prestazioni sociali oggi fornite dal settore pubblico. Un’affermazione simile, ad esempio, è stata anche espressa dal governatore della Banca Centrale Europea. fb

 
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