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RIFORMA DELLA CONTRATTAZIONE, ATTO SECONDO: CHI HA PAURA DELLA CONTRATTAZIONE DECENTRATA? E-mail
di Luisa Corazza
09 ottobre 2008

corazza_presidente_confindustria.jpgLa bozza di accordo presentata da Confindustria apre il secondo round del sincopato confronto tra le parti sociali sulla riforma della contrattazione collettiva, avviato dal documento proposto dalle confederazioni sindacali nello scorso mese di maggio (v. i contributi del dossier sulla riforma della contrattazione).

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CONTRATTAZIONE:IMPEGNO DEI LAVORATORI, TECNOLOGIA, PREZZI PER SUPERARE LA TRAPPOLA DELLA STAGNAZIONE E-mail
di Giuseppe Ciccarone, Enrico Saltari
09 ottobre 2008

innovazione_ciccarone_saltari1.jpgIn questo intervento, che accompagna quello pubblicato sullo stesso numero di nelMerrito.com contenente la nostra proposta per riavviare il confronto sulla riforma della contrattazione, limitiamo la nostra attenzione a una questione specifica, sintetizzabile in due semplici domande.

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UNA PROPOSTA PER RIPRENDERE IL CONFRONTO SULLA RIFORMA DELLA CONTRATTAZIONE E-mail
di Giuseppe Ciccarone, Enrico Saltari
09 ottobre 2008

ciccarone_saltari_tavolo_confindustria_sindacati.jpgL’incipit dell’ipotesi di riforma della contrattazione presentata da Confindustria conferma l’analisi della crisi dell’economia italiana da noi sostenuta in diversi contributi apparsi su nelMerito.com: "L’economia italiana soffre di bassa crescita (…) La vera emergenza è la produttività (…)".

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STAGFLAZIONE E-mail
di Paolo Bosi
19 agosto 2008

stagflazione_bosi1.jpgIn tutto il mondo l’inflazione sta rialzando la testa e nei paesi europei essa assume esclusivamente la natura di inflazione da costi delle materie prime importate, in primis del petrolio. Questo tipo di inflazione è alla base della scarsa performance delle nostre economie: prezzi del petrolio più elevati si diffondono attraverso il meccanismo di formazione dei prezzi a tutti i beni; l’aumento dei prezzi riduce il potere di acquisto, la domanda aggregata reale e quindi la produzione e l’occupazione.

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AUTONOMIA COLLETTIVA E LIBERTÀ ECONOMICHE: QUALE FUTURO PER IL SINDACATO IN EUROPA? E-mail
di Maria Cristina Cimaglia
29 luglio 2008

sindacati_ue.jpgQual è la lettura che la Corte di Giustizia europea sta dando dell'azione collettiva, quando questa contrasta con le libertà economiche fondamentali ispiratrici dei trattati comunitari? E soprattutto, è l'unica possibile? No, secondo la lettura che qui si propone. Ma occorre attivare a livello comunitario un processo che, come nelle tradizioni nazionali, porti ad affermare che le azioni sindacali vanno considerate come espressione dell'autodeterminazione che caratterizza l'autonomia collettiva, e questa è la finalità che deve essere loro attribuita; senza dimenticare, però, che occorre ragionare sulla transnazionalità dei conflitti a livello locale.

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INFLAZIONE PROGRAMMATA, INFLAZIONE IMPORTATA E INFLAZIONE EFFETTIVA: QUALE CRESCITA? E-mail
di Agostino Megale
25 luglio 2008

inflazione_programmata.jpgUna pressione inflazionistica sorge ogni qual volta i vari percettori dei redditi monetari (salari, profitti, interessi, rendite) cercano, ciascuno, di aumentare la propria quota nella distribuzione del reddito a scapito degli altri (F. Caffè, 1981). Se gli altri resistono, questa gara competitiva spinge l’insieme dei redditi monetari al di sopra della produzione possibile, portando all’effetto ultimo di un aumento dei prezzi.

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RIFORMA DELLA CONTRATTAZIONE O INCENTIVI AGLI INVESTIMENTI PER FAR CRESCERE LA PRODUTTIVITA' E-mail
di Giuseppe Ciccarone, Enrico Saltari
01 luglio 2008

investimenti_produttivita.jpgE’ oramai ampiamente condiviso che "il" problema dell’Italia sia la crescita zero e che questa sia a sua volta il frutto di una insufficiente dinamica della produttività. Molto minore è il consenso su quali siano le origini del rallentamento della produttività. Di recente, però, il dibattito sulle cause di questa malattia si è andato sempre più polarizzando. Quali posizioni sono emerse? I nostri interventi su nelMerito hanno messo in luce il ruolo negativo esercitato sulla crescita della produttività da una insufficiente crescita del rapporto capitale-lavoro, derivante a sua volta dalla scelta delle imprese di adottare tecniche di produzione a maggiore intensità di lavoro.

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UNA GUIDA SULLA RIFORMA DEI CONTRATTI E-mail
di Emilio Barucci, Luisa Corazza
11 giugno 2008

riforma della contrattazioneLa riforma della struttura di una contrattazione deve affrontare due questioni cruciali: la salvaguardia (o meglio il recupero) del potere di acquisto dei lavoratori, la crescita della competitività e della produttività del sistema. Due questioni che debbono essere affrontate tenendo ben presenti le analisi sull’economia reale del paese riguardo ai rapporti tra moderazione salariale e bassa crescita dell’economia negli ultimi quindici anni (vedi contributi Ciccarone e Saltari).

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LIVELLI DI CONTRATTAZIONE E RADICAMENTO SINDACALE E-mail
di Andrea Lassandari
11 giugno 2008

riforma della contrattazioneNell’intervento si analizzano il dibattito sulla riforma della struttura della contrattazione collettiva nonché il recente documento elaborato in materia dalle tre principali confederazioni sindacali dei lavoratori, alla luce dei possibili impatti sulla importanza ed il radicamento delle organizzazioni di rappresentanza dei prestatori. Si prospetta l’ipotesi di una moltiplicazione dei livelli di contrattazione, ritenuta oggi l’unica in grado di consentire al sindacato una reazione di fronte all’impresa "proteiforme".

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RELAZIONI INDUSTRIALI TRA RIVOLUZIONE DI SISTEMA E INNOVAZIONE DELLE POLITICHE CONTRATTUALI E-mail
di Armando Tursi
11 giugno 2008

riforma della contrattazioneNel dibattito sulla riforma del sistema contrattuale la prospettiva politico-sindacale tende a confondersi con la prospettiva istituzionale; e su entrambi i piani si registra una esuberanza propositiva, che va filtrata attraverso un adeguato approccio analitico. Si registra, innanzi tutto, una nuova "questione salariale", che imporrebbe di riconsiderare l’idea di un salario minimo legale attuativo dell’art. 36 Cost. All’esigenza di attuare una "diversificazione salariale virtuosa" e accrescere la diffusione della contrattazione decentrata, si può rispondere, invece, con adeguate innovazioni delle politiche e dei contenuti contrattuali, senza necessità di rivoluzioni nell’architettura istituzionale delle relazioni industriali.

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PREMESSE, OBIETTIVI E POSSIBILI SNODI CRITICI DELLA RIFORMA DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA E-mail
di Arturo Maresca, Stefano Bellomo
11 giugno 2008

riforma della contrattazioneNell’intesa preparatoria che prelude all’apertura della trattativa tra sindacati e associazioni imprenditoriali vengono prospettate diverse linee di intervento lungo le quali dovrebbe essere sviluppata la riforma della struttura contrattuale. È possibile, in via di approccio iniziale operare una prima valutazione del grado di priorità e del livello di complessità di quelli che appaiono come gli obiettivi principali della possibile intesa, ossia l’accorpamento delle aree contrattuali, la revisione della tempistica della contrattazione collettiva (durata e rinnovi), il riassetto delle competenze dei contratti collettivi di primo e secondo livello, la promozione degli istituti retributivi correlati ai risultati delle imprese.

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LA RIFORMA DEL CONTRATTO ATTRAVERSO L’“ELEMENTO PEREQUATIVO” E-mail
di Carlo Dell’Aringa
11 giugno 2008

riforma della contrattazioneDopo la lunga e tormentata stagione delle riforme della legislazione del lavoro, con il Pacchetto Treu e la Legge Biagi, e dopo aver raccolto, su questo fronte, importanti risultati (comunque ancora insufficienti per raggiungere gli standard europei), sembra giunto il momento di affrontare altri aspetti della flessibilità, in particolare quella legata all’organizzazione e al costo del lavoro all’interno delle aziende. Flessibilità organizzativa e flessibilità del costo del lavoro rappresentano per le aziende gli strumenti per far fronte alle sfide delle nuove tecnologie e dei mercati internazionali. E’ giunto il momento di spostare il confronto sindacale, su queste materie, in azienda.

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