|
di Franco Scarpelli
|
|
01 aprile 2011 |
Anche nel settore del commercio, nelle scorse settimane, si è prodotta una grave spaccatura tra le maggiori organizzazioni sindacali dei lavoratori, con la firma “separata” dell’accordo di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro (non sottoscritto dalla Filcams-Cgil).
|
|
|
di Sebastiano Fadda
|
|
19 giugno 2009 |
|
Su molti aspetti dell’accordo del 22 gennaio sulla riforma della contrattazione è prudente sospendere il giudizio perché contengono molte ambiguità che saranno risolte soltanto dalle "intese fra le parti", cui l’accordo stesso fa espliciti e frequenti rinvii. Paradossalmente, tra queste "parti" rientrano anche quelle (di rilievo non trascurabile in termini di rappresentanza) che non hanno sottoscritto l’accordo e che quindi potrebbero ritenersi non vincolate dai contenuti dello stesso.
|
|
|
di Roberto Romei
|
|
12 giugno 2009 |
|
I due accordi separati del gennaio e dell’aprile del 2009 non rappresentano solo l’ennesimo strappo tra le confederazioni, ma segnano un passo forse non reversibile nella strategie di Cisl e Uil che sembrano orientarsi vero forme di relazioni industriali certamente inedite per la tradizione del nostro Paese. È questa la vera novità dei recenti accordi e con questa dovrà misurarsi la Cgil. A qualche mese di distanza dallo strappo consumatosi nei primi mesi di quest’anno tra le grandi organizzazioni sindacali del nostro Paese con la firma separata del Protocollo del gennaio 2009, la stipula nell’ aprile scorso di un accordo di attuazione del Protocollo per il settore industriale offre l’occasione per tornare sull’argomento.
|
|
|
di Marcello Pedrazzoli
|
|
21 maggio 2009 |
Negli ultimi tempi ha richiamato attenzione il ruolo assunto dai sindacati nell’operazione FIAT-Chrysler, da quello americano guidato da Ron Gettelfinger (UAW: United Auto Worker), ma pure da quello canadese (CAW). Tali organizzazioni hanno da un lato garantito rilevanti riduzioni del costo del lavoro (con rinuncia a benefits, ad agevolazioni di assistenza sanitaria, a ferie, ecc.) e altresì consistenti aumenti di produttività.
|
|
|
di Giuseppe Ciccarone
|
|
24 aprile 2009 |
La riforma della contrattazione contenuta nell’Accordo Quadro del gennaio 2009 tra associazioni datoriali, Cisl, Uil e Governo potrebbe essere modificata in modo da contenere una procedura di variazione del salario che incentivi il conseguimento di un tasso "programmato" di crescita della produttività.
|
|
|
di Antonio Nicita
|
|
05 marzo 2009 |
Nei giorni scorsi è stato approvato un Disegno di legge per la regolamentazione e prevenzione dei conflitti collettivi di lavoro con riferimento alla libera circolazione delle persone. Una delle novità della delega è quella di introdurre la previsione, per via contrattuale, dell’istituto dello sciopero virtuale, già oggetto di alcuni disegni di legge. Lo sciopero virtuale (nonstoppage o virtual strike) può essere definito come una procedura di bargaining in cui i lavoratori continuano a lavorare senza esser pagati e i datori di lavoro rinunciano ai guadagni.
|
|
|
di Giovanni Orlandini
|
|
05 marzo 2009 |
Il 27 febbraio scorso il Consiglio dei Ministri ha adottato un d.d.l. delega in materia di sciopero nel settore dei trasporti che ha suscitato immediato dibattito nei media e preoccupazione nel mondo sindacale. Scopo dichiarato della riforma è di restringere fortemente gli spazi di praticabilità del conflitto sindacale nel settore dei trasporti per garantire il diritto alla mobilità dei cittadini. La riforma in atto solleva però più di un dubbio di compatibilità con i principi costituzionali in materia sindacale.
|
|
|
di Agostino Megale
|
|
26 febbraio 2009 |
Il 22 gennaio 2009 è stato siglato un accordo sulle regole della contrattazione senza la Cgil. Chi ha sottoscritto quell’intesa ha compiuto un grave errore. La responsabilità maggiore è del Governo e della Confindustria ma anche Cisl e Uil, che, al di là dei pur legittimi punti di vista differenti non hanno saputo cogliere che la divisione sindacale è un vero e proprio regalo al centro destra e che un’intesa separata sulle regole, senza la Cgil, è come un edificio a cui manca il principale pilastro. Noi non avremmo mai firmato un’intesa senza Cisl e Uil. Questa non è un’affermazione retorica ma è nel nostro dna.
|
|
|
di Giorgio Santini
|
|
19 febbraio 2009 |
Nel dibattito sull’accordo quadro di riforma della contrattazione sono abbastanza trascurate le motivazioni che lo hanno reso necessario. Taluni sostengono che, vista la gravità della crisi economica ed occupazionale, la riforma della contrattazione non è una priorità. La realtà è diversa. La contrattazione collettiva in Italia è in sofferenza da molti anni da quando cioè il protocollo del 1993 ha esaurito la sua funzione. Si ricorderà che la sua durata era di 5 anni e che già nel 1997 la Commissione governativa presieduta dal sen. Giugni aveva individuato la necessità di cambiamenti significativi, raccomandando a tutte le parti in particolare il decentramento della contrattazione.
|
|
|
di Marco Leonardi, Massimo Pallini
|
|
13 febbraio 2009 |
Il nuovo accordo sui contratti che ha visto la firma di CISL e UIL e l’isolamento della CGIL merita considerazioni di carattere politico e di carattere economico. Dal punto di vista politico e di politica sindacale l’isolamento della CGIL è figlio della coincidenza di due volontà: la volontà del ministro Sacconi che voleva lasciar fuori dall’accordo la CGIL (tanto è vero che nella trattativa non si è realmente trattato sull’indice dei prezzi proposto dal Governo che era particolarmente inviso alla CGIL) e probabilmente della volontà della CGIL stessa che ha trovato nel mancato accordo un’occasione per giocare una partita politica che la vede sul lato sinistro del partito democratico.
|
|
|
di Lauralba Bellardi
|
|
06 febbraio 2009 |
Tra gli obiettivi fondamentali delle parti nel negoziato che ha portato all’accordo quadro separato del 22 gennaio sulla riforma degli assetti contrattuali c’era certamente il rafforzamento del decentramento negoziale. Le imprese tendevano ad espandere le competenze del secondo livello in vista di una maggiore flessibilità dei trattamenti legata alle specifiche condizioni aziendali e territoriali. I sindacati, invece, puntavano a rendere effettivo il secondo livello, in particolare attraverso la diffusione della contrattazione territoriale, per compensare l’assenza di quella aziendale nei comparti di piccola impresa e far crescere le retribuzioni garantendo una più equa distribuzione della produttività: obiettivo, quest’ultimo, cui era collegato anche il rafforzamento del ruolo del contratto nazionale in materia di retribuzione.
|
|
|
di Luisa Corazza
|
|
30 gennaio 2009 |
Il 22 gennaio è stato firmato l’Accordo che dovrebbe costituire il nuovo quadro di riferimento per il sistema della contrattazione collettiva, secondo uno schema unico a tutti i settori, compreso quello pubblico. Tuttavia, dato che la CGIL non ha firmato il documento, non è difficile pensare che senza la condivisione del primo sindacato italiano l’accordo resterà in molti settori lettera morta, aprendo una fase di grande incertezza e conflittualità nelle relazioni industriali, che non può che nuocere ad un paese alle soglie della recessione.
|
|