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UN DDL E QUALCHE ESERCIZIO DI ERMETISMO E-mail
di Alfio Mastropaolo
11 febbraio 2010
riforma dell universitaPreceduto da un micidiale e prolungato fuoco di preparazione – da un protratta campagna mediatica che ha rappresentato come drammatica la condizione dell’Università italiana –, da qualche frettoloso intervento di riforma delle procedure concorsuali e di sfoltimento dell’offerta didattica, nonché da un drastico taglio dei trasferimenti agli atenei, destinato ad accentuarsi nei prossimi due anni, il Ministro Gelmini ha alfine depositato al Senato il promesso Ddl di riforma.
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L’IMPRESA “TITANICA” DEL MINISTRO: SLOGAN O VERA RIFORMA? E-mail
di Emanuela Giusi Gaeta, Massimo Giannini
12 novembre 2009

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Il testo del disegno di legge in materia di "riforma" dell’Università appare come un’ orchestrina che suona mentre la nave affonda, con i suonatori che cercano di distrarre i passeggeri dalla fine che li attende. Gli addetti ai lavori sanno bene che le Università sono al collasso finanziario, impossibilitate a bandire concorsi, assegni di ricerca e a investire nelle indispensabili infrastrutture logistiche e scientifiche.
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L'ISTRUZIONE IN ITALIA TRA IMMOBILISMO E TAGLI E-mail
di Massimo Giannini
29 settembre 2009

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Come ogni anno, la pubblicazione del rapporto OCSE Education at a Glance rappresenta un momento di riflessione sulle tematiche legate all’istruzione e alla qualificazione professionale dei lavoratori, giovani o meno. Valutare un sistema formativo è molto complesso, perché necessità di un approccio multidisciplinare – dal pedagogico all’ingegneristico-gestionale – e sintetizzarlo in tabelle e grafici rischia di essere riduttivo, anche per il fatto che spesso i numeri non sono direttamente confrontabili tra loro, a causa del diverso modo con cui vengono rilevate e quantificate le poste in gioco. 
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RIFORMA DELL’UNIVERSITÀ ITALIANA E BOLOGNA PROCESS: A CHE PUNTO SIAMO? E-mail
di Claudia Tubertini
17 aprile 2009

tubertini_bologna_process.jpgLa centralità dell’istruzione quale condizione per un’effettiva mobilità sociale e per un armonico sviluppo economico è stata affermata a più riprese dalle fonti normative comunitarie. In questo quadro, il Processo di Bologna – spontaneamente avviato dalle Istituzioni Universitarie di 29 paesi europei alla fine degli anni ’90 e pienamente inserito nel più ampio processo di costruzione dello Spazio europeo dell’istruzione - ha indicato quali obiettivi primari l’internazionalizzazione, la qualità degli studi universitari e l’impiegabilità dei laureati. L’attuazione di questo processo ha portato, però, ad esiti ancora non soddisfacenti.

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IL MITO DEL VALORE LEGALE DELLA LAUREA E-mail
di Stefano Civitarese Matteucci, Gianluca Gardini
13 marzo 2009

laurea_civitarese.jpgCircola l’idea che dal valore legale delle lauree dipenderebbero quasi tutti i mali dell’Università e che sarebbe sufficiente la sua abolizione per far guarire il malato. Ma il valore legale, come scriveva qualche anno fa Sabino Cassese, è una nebulosa, che non merita filippiche ma analisi distaccate. L’idea abolizionista è tuttavia tornata alla ribalta delle cronache e la stessa Camera dei deputati, in sede di conversione del decreto Gelmini sull’università, ha approvato due "ordini del giorno" che impegnano il Governo a valutare l’opportunità di abolire, o "gradualmente superare" il valore legale della laurea.

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STRUMENTI, OBIETTIVI E ACCOUNTABILITY: COME DISCUTERE DI QUALITÀ E RIFORMA UNIVERSITARIA E-mail
di Matteo Richiardi, Alberto Zazzaro
28 novembre 2008

zazzaro_universita_messina.jpg"Per ogni problema complesso vi è una risposta semplice, nitida ... e sbagliata" (John H. Miller e Scott E. Page).

Lo sentiamo ripetere da anni che l'Università italiana e il sistema della ricerca pubblica non funzionano, e per giunta sono sull’orlo di un imminente crollo finanziario, con una spesa fuori controllo. Nepotismo, baronie, inefficienza, assenteismo, lassismo, corruzione: l'accademia italiana sembra concentrare tutti i mali del nostro paese. L'accusa è ormai considerata un dato di fatto applicabile, con scarsissimi margini di errore, a tutti gli atenei, le facoltà, i dipartimenti e i docenti.

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MERITO E UNIVERSITÀ: ATTENTI A NON SBAGLIARE BERSAGLIO E-mail
di Emilio Barucci
25 novembre 2008

barucci_universita_italiana.jpgE’ oramai opinione diffusa che il ‘‘merito’’ non sia di casa nell’università italiana. Non a caso il recente Decreto Legge del Governo significativamente si intitola ‘‘Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca’’. E’ sintomatico che la ‘‘valorizzazione del merito nell’università’’ necessiti di un intervento d’urgenza da parte del Governo.

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TEORIA PRATICA DEI CONCORSI UNIVERSITARI. LA TRISTE STORIA DEL PROF. BARTALI E DEL DR. COPPI E-mail
di Roberto Tamborini
19 novembre 2008

tamborini_ricerca_sulla_bicicletta.jpgCari amici e colleghi, questa è una storia vera (o che potrebbe esserlo). Chi ha consigli e proposte per una soluzione è pregato di scrivermi e/o commentare.

Il prof. Bartali dirige un dipartimento di Scienze della ruota. Nel suo paese (che non conta nominare in quanto irrilevante), questo dispositivo è ancora largamente ignoto, ma nel dipartimento sono convinti che si tratti di una innovazione di grande rilevanza per il futuro dell'umanità. In particolare, il dipartimento del prof. Bartali vuole lanciare un programma di ricerca sulla bicicletta.

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LETTERA APERTA ALL' ONDA E-mail
di Roberto Tamborini
12 novembre 2008

tamborini_onda_anomala.jpgCare ondine e ondini (spero che il nome vi piaccia),

prima di tutto vi dobbiamo ringraziare. Intendo noi prof. Il cambio di passo e di strategia del governo in tema di università è in larga misura merito della vostra mobilitazione tenace e (fin qui) intelligente, a cui il corpaccione docente si è accodato arrivando fino allo scomodamento dei massimi dirigenti, cioè i rettori e la loro Conferenza nazionale. L'unità di azione e d'intenti tra docenti e studenti, anche se non priva di ambiguità e contraddizioni (su cui tornerò in seguito) ha certamente indebolito i muscoli del governo e della ministra. 

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GLI EFFETTI DELLA LEGGE 133 SULLE RETRIBUZIONI DEI DOCENTI UNIVERSITARI E-mail
di Matteo Richiardi, Alberto Zazzaro
12 novembre 2008

zazzaro_docenti_universita.jpgSembra che le grandi mobilitazioni di questo autunno contro i tagli alle Università un risultato lo abbiano ottenuto: si farà soltanto un mezzo passo indietro, invece di un grande salto indietro come inizialmente sembrava. Infatti, il decreto legge n. 112, quello poi convertito nella legge n. 133, prevedeva non solo il taglio dei fondi e il blocco del turnover (in attesa dell’ennesima grande riforma), ma anche la riduzione delle retribuzioni, con la trasformazione da biennali in triennali degli scatti automatici di carriera.

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FINANZIAMENTO E FUNZIONAMENTO DELL’UNIVERSITÀ: PICCOLE PROVOCAZIONI DA ADAM SMITH E-mail
di Giorgio Rampa
06 novembre 2008

rampa_adam_smith.jpg

Per il buon funzionamento dell’università pubblica occorre non solo che le risorse siano adeguate, ma anche che esse siano ben utilizzate. Non si può, ovviamente, non essere d’accordo con la maggior parte di coloro che in questi giorni sono preoccupati per gli effetti sul sistema universitario italiano della L. 133/2008 (conversione del D.L. 112/08): la progressiva riduzione del finanziamento ordinario, dell’organico e dell’avanzamento stipendiale dei docenti, in un Paese che già destina un quota esigua delle risorse in tale direzione, segnala una sottovalutazione del ruolo strategico della ricerca universitaria.
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SCUOLA ELEMENTARE: LE RAGIONI DELLA PROTESTA E-mail
di Lisa Vozza
06 novembre 2008

vozza_scuola_elementare.jpgIl DL Gelmini dice: un insegnante prevalente, 24 ore settimanali, scuola solo di mattina, per il pomeriggio ciascun Istituto può organizzarsi come vuole. Prevede 8 miliardi di euro in meno in tre anni, numeri importanti che si traducono in decine di migliaia di posti di lavoro in meno, ma anche in disservizi e spese per le famiglie e in un’offerta formativa impoverita per i bambini.

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