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di Massimo Livi Bacci, Gustavo De Santis
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11 giugno 2010 |
Da qualche decennio l’Università, con tanti specialisti attorno al suo
capezzale, ha trangugiato molte medicine che, per la verità,
assomigliano più a quelle prescritte dai medici di Goldoni e di Molière –
emetici, ricostituenti, purganti o lassativi – che ai moderni farmaci.
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di Giovanni Ferri
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04 giugno 2010 |
Ho avuto di recente l’occasione di partecipare a tre convegni in cui si
discuteva di istruzione e sviluppo economico. Erano tutti e tre convegni
internazionali ma ciascuno di essi avveniva in uno specifico contesto
nazionale: la Corea del Sud, il Giappone e la Russia.
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di Alfio Mastropaolo
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11 febbraio 2010 |
Preceduto da un micidiale e prolungato fuoco di preparazione – da un protratta campagna mediatica che ha rappresentato come drammatica la condizione dell’Università italiana –, da qualche frettoloso intervento di riforma delle procedure concorsuali e di sfoltimento dell’offerta didattica, nonché da un drastico taglio dei trasferimenti agli atenei, destinato ad accentuarsi nei prossimi due anni, il Ministro Gelmini ha alfine depositato al Senato il promesso Ddl di riforma.
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di Emanuela Giusi Gaeta, Massimo Giannini
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12 novembre 2009 |
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Il testo del disegno di legge in materia di "riforma" dell’Università appare come un’ orchestrina che suona mentre la nave affonda, con i suonatori che cercano di distrarre i passeggeri dalla fine che li attende. Gli addetti ai lavori sanno bene che le Università sono al collasso finanziario, impossibilitate a bandire concorsi, assegni di ricerca e a investire nelle indispensabili infrastrutture logistiche e scientifiche.
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di Massimo Giannini
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29 settembre 2009 |
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Come ogni anno, la pubblicazione del rapporto OCSE Education at a Glance rappresenta un momento di riflessione sulle tematiche legate all’istruzione e alla qualificazione professionale dei lavoratori, giovani o meno. Valutare un sistema formativo è molto complesso, perché necessità di un approccio multidisciplinare – dal pedagogico all’ingegneristico-gestionale – e sintetizzarlo in tabelle e grafici rischia di essere riduttivo, anche per il fatto che spesso i numeri non sono direttamente confrontabili tra loro, a causa del diverso modo con cui vengono rilevate e quantificate le poste in gioco.
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di Claudia Tubertini
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17 aprile 2009 |
La centralità dell’istruzione quale condizione per un’effettiva mobilità sociale e per un armonico sviluppo economico è stata affermata a più riprese dalle fonti normative comunitarie. In questo quadro, il Processo di Bologna – spontaneamente avviato dalle Istituzioni Universitarie di 29 paesi europei alla fine degli anni ’90 e pienamente inserito nel più ampio processo di costruzione dello Spazio europeo dell’istruzione - ha indicato quali obiettivi primari l’internazionalizzazione, la qualità degli studi universitari e l’impiegabilità dei laureati. L’attuazione di questo processo ha portato, però, ad esiti ancora non soddisfacenti.
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di Stefano Civitarese Matteucci, Gianluca Gardini
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13 marzo 2009 |
Circola l’idea che dal valore legale delle lauree dipenderebbero quasi tutti i mali dell’Università e che sarebbe sufficiente la sua abolizione per far guarire il malato. Ma il valore legale, come scriveva qualche anno fa Sabino Cassese, è una nebulosa, che non merita filippiche ma analisi distaccate. L’idea abolizionista è tuttavia tornata alla ribalta delle cronache e la stessa Camera dei deputati, in sede di conversione del decreto Gelmini sull’università, ha approvato due "ordini del giorno" che impegnano il Governo a valutare l’opportunità di abolire, o "gradualmente superare" il valore legale della laurea.
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di Matteo Richiardi, Alberto Zazzaro
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28 novembre 2008 |
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"Per ogni problema complesso vi è una risposta semplice, nitida ... e sbagliata" (John H. Miller e Scott E. Page).
Lo sentiamo ripetere da anni che l'Università italiana e il sistema della ricerca pubblica non funzionano, e per giunta sono sull’orlo di un imminente crollo finanziario, con una spesa fuori controllo. Nepotismo, baronie, inefficienza, assenteismo, lassismo, corruzione: l'accademia italiana sembra concentrare tutti i mali del nostro paese. L'accusa è ormai considerata un dato di fatto applicabile, con scarsissimi margini di errore, a tutti gli atenei, le facoltà, i dipartimenti e i docenti.
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di Emilio Barucci
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25 novembre 2008 |
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E’ oramai opinione diffusa che il ‘‘merito’’ non sia di casa nell’università italiana. Non a caso il recente Decreto Legge del Governo significativamente si intitola ‘‘Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca’’. E’ sintomatico che la ‘‘valorizzazione del merito nell’università’’ necessiti di un intervento d’urgenza da parte del Governo.
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di Roberto Tamborini
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19 novembre 2008 |
Cari amici e colleghi, questa è una storia vera (o che potrebbe esserlo). Chi ha consigli e proposte per una soluzione è pregato di scrivermi e/o commentare.
Il prof. Bartali dirige un dipartimento di Scienze della ruota. Nel suo paese (che non conta nominare in quanto irrilevante), questo dispositivo è ancora largamente ignoto, ma nel dipartimento sono convinti che si tratti di una innovazione di grande rilevanza per il futuro dell'umanità. In particolare, il dipartimento del prof. Bartali vuole lanciare un programma di ricerca sulla bicicletta.
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di Roberto Tamborini
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12 novembre 2008 |
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Care ondine e ondini (spero che il nome vi piaccia),
prima di tutto vi dobbiamo ringraziare. Intendo noi prof. Il cambio di passo e di strategia del governo in tema di università è in larga misura merito della vostra mobilitazione tenace e (fin qui) intelligente, a cui il corpaccione docente si è accodato arrivando fino allo scomodamento dei massimi dirigenti, cioè i rettori e la loro Conferenza nazionale. L'unità di azione e d'intenti tra docenti e studenti, anche se non priva di ambiguità e contraddizioni (su cui tornerò in seguito) ha certamente indebolito i muscoli del governo e della ministra.
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di Matteo Richiardi, Alberto Zazzaro
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12 novembre 2008 |
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Sembra che le grandi mobilitazioni di questo autunno contro i tagli alle Università un risultato lo abbiano ottenuto: si farà soltanto un mezzo passo indietro, invece di un grande salto indietro come inizialmente sembrava. Infatti, il decreto legge n. 112, quello poi convertito nella legge n. 133, prevedeva non solo il taglio dei fondi e il blocco del turnover (in attesa dell’ennesima grande riforma), ma anche la riduzione delle retribuzioni, con la trasformazione da biennali in triennali degli scatti automatici di carriera.
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