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di Antonio Capitano
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01 agosto 2012 |
"Possa il giorno che va, insegnare a tutti quello che è necessario a
farsi nel giorno avvenire in benefizio della Patria!" Sono parole di
Carlo De Cesare, correva l'anno 1865 e il suo libro "Il passato, il
presente e l'avvenire della pubblica amministrazione nel Regno d'Italia"
è quanto mai attuale.
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di Giovanni Urbani
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25 luglio 2012 |
L’Italia non è mai stata un modello virtuoso per le proprie pubbliche
amministrazioni, salvo qualche rara eccezione. In generale, la
competitività di un paese si manifesta, essenzialmente, nella posizione
che esso ha nel commercio internazionale e nel miglioramento del
benessere dei propri cittadini, sul piano dell’occupazione e della
ricchezza economica.
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di Bernardo Giorgio Mattarella
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30 maggio 2012 |
I dipendenti pubblici devono poter essere licenziati come quelli privati? È giusto estendere al settore pubblico le nuove regole sul lavoro privato? Nell’impiego pubblico ci sono ingiusti privilegi, ai quali rimediare con la piena equiparazione al lavoro privato? Non è così semplice. Ci sono differenze strutturali e ineliminabili, che consigliano prudenza.
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di Benedetto Cimino
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18 maggio 2012 |
Sono passati circa due anni e mezzo dall’ultima riforma organica del
pubblico impiego, la quarta in meno di vent’anni. Come per le
precedenti, rigidità ideologiche, difficoltà finanziarie, inerzia
burocratica, passion des places della politica e contrasti sindacali ne
hanno impedito il coerente avvio.
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di Giuseppe Coco
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02 marzo 2012 |
Il Dl 3 febbraio 2012 ha aggiunto un altro tassello alla strategia del
governo per rilanciare la competitività del nostro paese. Per certi
aspetti il Decreto riproduce alcuni recenti vizi della legislazione di
semplificazione ‘trasversale’ cui abbiamo assistito negli anni scorsi.
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di Franco Osculati
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16 dicembre 2011 |
Nel triennio 2008 – 2010 le Province hanno speso complessivamente in media annua 12,9 miliardi, cioè lo 0,83% del Pil: la stessa percentuale del triennio 2002 – 2004. Ma nel 1997 – 1999 fu dello 0,61%. Trasformare le Province è difficile ma si può fare nel quadro di una riforma di sistema. Intanto tramonta il Patto di stabilità interno.
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di Lorenzo Saltari
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11 novembre 2011 |
La “manovra finanziaria d’estate” reca una misura che rende gli incarichi dirigenziali e prefettizi revocabili ad libitum. Essa non solo contrasta con gli orientamenti della Corte costituzionale in materia, ma contraddice le esigenze di contenimento dei costi e, in generale, il disegno riformatore della p.a. che punta alla valorizzazione del merito e della professionalità.
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di Giuseppe Coco
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22 luglio 2011 |
Nelle scorse settimane nelMerito ha ospitato un dibattito molto vivace
sul progetto di semplificazione MOA. La riduzione di oneri
amministrativi può apparire in periodi di instabilità finanziaria un
tema secondario, ma non lo è per niente.
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di Mario Martelli
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15 luglio 2011 |
Il dibattito che è in corso sul tema della semplificazione in generale e
della misurazione degli oneri amministrativi (Moa) in particolare1, ha
il grande merito di focalizzare l’attenzione di tutti quelli
interessati a regole di qualità, sulle potenzialità di uno strumento
innovativo per il nostro paese come la Moa.
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di Giuseppe Coco
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17 giugno 2011 |
In parziale risposta al mio articolo precedente, la settimana scorsa su nelmerito Francesco Sarpi, con l’usuale misura e precisione, presenta alcuni aspetti positivi della realizzazione del programma di Misurazione e Riduzione di Oneri Amministrativi - MOA (link agli articoli di sotto). Ne viene fuori un quadro diverso da quello da me prospettato, molto più roseo. L’unico aspetto sul quale concordo con Sarpi è la potenziale utilità di questo programma.
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di Francesco Sarpi
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10 giugno 2011 |
Il “decreto sviluppo” ha esteso la “misurazione degli oneri amministrativi” agli enti territoriali. È sicuramente una buona notizia, anche se il successo della disciplina dipenderà in gran parte dall’attuazione e dalle scelte organizzative.
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di Marco Macchia
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01 giugno 2011 |
Come scriveva Manzoni, i proverbi sono la sapienza del genere umano. Tra
i molti, ce n’è uno che, ri-adattato, fa al caso nostro: chi sbaglia
nel pubblico non paga e i cocci sono di tutti, ossia dei cittadini che
indirettamente, attraverso il prelievo fiscale, sono costretti, loro
malgrado, a sobbarcarsi i costi di scelte a volte scellerate. Di esempi
ce ne sono fin troppi.
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