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DIFFERENZIALI SALARIALI TRA CENTRO-NORD E MEZZOGIORNO E BASSA CRESCITA DELLE RETRIBUZIONI IN ITALIA E-mail
di Luca Murrau
19 giugno 2009

gabbie_salariali_murrau.jpgPer diversi anni il dibattito scientifico in Italia si è sviluppato attorno all’idea di quale fosse il "giusto" livello di differenziazione salariale tra Centro-Nord e Mezzogiorno, facendo perno sul presupposto, largamente condiviso, che fosse presente un differenziale salariale tra le due aree del Paese, benché fossero poco chiari gli ordini di grandezza del fenomeno. Questo nell’idea, specie dopo la fine delle "gabbie salariali, che il Mezzogiorno, in quanto area arretrata a bassa crescita avesse salari più alti di quelli che un'area con tali caratteristiche potesse permettersi.

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LA CRISI AL SUD È SENZA PARACADUTE E-mail
di Luca Bianchi
21 maggio 2009

bianchi_stabilimenti_fiat.jpgSi è affermato il convincimento che la crisi economica riguarda soprattutto il Centro-Nord. Un convincimento tanto diffuso e radicato quanto lontano dalla realtà. In realtà tutto il Paese è toccato da profonde difficoltà. Ciò che cambia è la struttura del mercato del lavoro e quindi la capacità di rappresentanza di coloro che dalla crisi vengono toccati. L’indicatore congiunturale maggiormente usato è quello dell’andamento della Cassa integrazione che però racconta solo una parte della storia del mercato del lavoro italiano, quella delle imprese di maggiore dimensione e quella dei lavoratori standard.

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QUALI PROSPETTIVE PER LE POLITICHE DI SVILUPPO TERRITORIALE E IL MEZZOGIORNO? E-mail
di Gianfranco Viesti
15 maggio 2009

viesti_mezzogiorno.jpgNegli ultimi mesi gran parte delle politiche di sviluppo territoriale del nostro paese sono state cancellate. Il Governo ha infatti operato tagli di grande rilevanza alle risorse disponibili, finanziando tutti i suoi interventi di politica economica attraverso l’utilizzo di disponibilità assegnate agli interventi in conto capitale, principalmente nel Mezzogiorno.

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LA “DIVERSITÀ” DELL’INDUSTRIA MERIDIONALE NELL’ERA POST-EURO* E-mail
di Stefano Prezioso
27 marzo 2009
industria_meridionale.jpgLa globalizzazione e l’avvento dell’euro paiono aver prodotto, sull’industria meridionale, due effetti predetti tempo addietro da Krugman in casi analoghi: la concentrazione dei vantaggi comparati in limitati settori e un’accresciuta mobilità del fattore lavoro. Per contrastare tali tendenze è necessario una maggiore focalizzazione della policy su obiettivi specifici.
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ESISTE IL MEZZOGIORNO COME CATEGORIA ANALITICA? RIANNODARE I FILI DI UN DINAMISMO NASCOSTO E-mail
di Luca Murrau
05 marzo 2009

taranto_murrau.jpgLa maggior parte delle analisi sul Mezzogiorno tendono a considerare lo stesso una categoria analitica compatta, con il risultato che tutte le valutazioni di performance hanno un bias negativo in quanto tendono ad omettere la presenza di sistemi territoriali locali ad elevata competitività e dinamismo. In questa analisi si tenta di mettere in evidenza che una lettura analitica più attenta dei dati può invece portare a risultati contro intuitivi. L’idea di introdurre nell’analisi economica la categoria di un Mezzogiorno compatto e granitico (i primi meridionalisti) è funzionale ad una lettura dualistica dell’economia italiana.

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UN’AGENZIA PER I GRANDI PROGETTI COMUNITARI E-mail
di Luca Bianchi
30 ottobre 2008

bianchi_progetti_comunitari.jpgMentre si procede speditamente verso un assetto maggiormente federale del nostro Stato, improntato anche nell’ultima bozza del Ministro Calderoli ad un forte regionalismo, il giudizio dei cittadini verso l’azione di governo svolta dagli enti regionali pare proprio negativo. Ne è un chiaro esempio il sondaggio condotto dalla società SWG nei giorni scorsi per il Corriere del Mezzogiorno su un campione di imprenditori delle regioni del Sud (il documento completo è disponibile sul sito www.sondaggipoliticoelettorali.it).

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IL TRAMONTO DEMOGRAFICO DEL MEZZOGIORNO* E-mail
di Alessandro Rosina
15 ottobre 2008

rosina_giovani_mezzogiorno.jpgIl Libro Verde sul welfare del ministro Sacconi è "dedicato ai giovani e alle loro famiglie, perché vuole concorrere a ricostruire fiducia nel futuro" (p. 3). Quale futuro può del resto avere un paese con sempre meno giovani e che investe così poco sulle nuove generazioni? Una domanda che sta diventando sempre più drammatica soprattutto in riferimento al Mezzogiorno.

*Articolo pubblicato anche su neodemos.it

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LA RIFORMA DELLA CONTRATTAZIONE E LE PROSPETTIVE PER IL MEZZOGIORNO E-mail
di Luca Bianchi
17 luglio 2008

lavoro_mezzogiorno.jpgL’avvio della riforma della contrattazione rappresenta un fatto di notevole rilievo per il Mezzogiorno. L’obiettivo di rinnovare l’attuale sistema contrattuale, con la ricerca di nuovi equilibri tra contrattazione nazionale e decentrata, può essere un’occasione importante per ridare coerenza ed efficacia al sistema. L’attuale insistenza sul ruolo centrale affidato al contratto nazionale è all’origine di disfunzioni che ne rendono sempre più difficile i rinnovi nel rispetto dei tempi stabiliti, nonché la successiva efficacia applicativa.

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LA TRASFORMAZIONE DELLE POLITICHE DI SVILUPPO TERRITORALE E L'IMPATTO NEL MEZZOGIORNO E-mail
di Gianfranco Viesti
17 luglio 2008

ponte_sullo_stretto.jpgCon un insieme di interventi di grandissimo impatto, il Governo ha profondamente trasformato, nelle quantità e nella qualità, le politiche di sviluppo territoriale in corso nel nostro paese da un decennio. La ricostruzione di questi interventi è resa difficilissima, forse non casualmente, dalle modalità scelte per metterla in atto. Ma per quanto è possibile vedere l’impatto di queste scelte sarà fortissimo, e contribuirà ad accrescere le profonde difficoltà economiche in cui si trovano le regioni del Mezzogiorno.

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GABBIE SALARIALI TRA FEDERALISMO E CONTRATTAZIONE E-mail
di Gianfranco Viesti
29 maggio 2008

mezzogiornoAnche sulla scorta dei risultati elettorali dell’aprile 2008, è tornata prepotentemente alla ribalta la questione delle gabbie salariali. Ma con aspetti nuovi ed interessanti. Come noto, le gabbie salariali erano un meccanismo vigente in Italia fino al 1969, che predeterminava e differenziava i livelli salariali in Italia, su base regionale, rendendoli minori al Sud rispetto al Nord. Base concettuale ne era l’idea che, nell’Italia di allora, con mercati locali dei beni e dei servizi ancora relativamente poco integrati, il costo della vita fosse più basso al Sud, e che a questo dovesse corrispondere un minore livello salariale nominale.

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QUALE MADE IN ITALY PER IL MEZZOGIORNO? E-mail
di Stefano Prezioso
21 maggio 2008

container1. Nel biennio 2006/7 l’export nazionale è tornato a crescere a saggi non dissimili da quelli del commercio mondiale, dopo che negli anni precedenti vi era stato un evidente scollamento a sfavore del dato italiano. Le produzioni del made in Italy (abbigliamento, mobili, accessori per la casa, ecc.) hanno offerto un contributo apprezzabile a questa ripresa; da qui la proposta di policy, entrata proprio di recente nel dibattito politico, di rafforzare il made in Italy con un ministro ad hoc.

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PER UN EFFICACE UTILIZZO DEI FONDI STRUTTURALI EUROPEI E-mail
di Gianfranco Viesti
29 aprile 2008

fondi strutturali europeiIl "declino" di un paese non si misura solo dai dati sulla crescita economica o sull'export. Si può leggere anche dalla qualità del suo dibattito scientifico, di politica economica: quanto sia basato su fatti e non su opinioni o percezioni, quanto si giovi di analisi serie e complete della situazione e delle politiche in atto, e non su pregiudizi. Negli ultimi mesi si è scatenata una campagna di stampa e di opinioni sui Fondi Strutturali Europei, nella quale si è sostenuta con forza una tesi. Ciascun commentatore cita altri commentatori; ma nessuno cita documenti, analisi, valutazioni.

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