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IL QUANTITATIVE EASING 2 (QE2): UN PRIMO BILANCIO E-mail
di Andrea Monticini
04 marzo 2011
quantitative easing 2Con lo scoppio della crisi finanziaria Fed e BCE hanno cercato di attuare politiche monetarie in grado di stimolare le rispettive economie. La strategia delle due banche centrali è stata simile nelle finalità ma abbastanza differente in termini di strumenti utilizzati.
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MARE NOSTRUM IN MOVIMENTO? E-mail
di Andrea Villa
04 marzo 2011
mare nostrumDopo un lungo periodo di silenzio post-coloniale il celeberrimo mare nostrum, che tanta importanza riveste nella storia culturale, politica ed economica dell’Occidente, torna inaspettatamente ad essere il protagonista assoluto della scena mondiale.
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UN PANIERE DI MONETE E-mail
di Mario Lettieri, Paolo Raimondi
23 dicembre 2010
paniere moneteIl Seul Action Plan contiene un impegno dei paesi del G20 ad “astenersi da svalutazioni competitive sulle monete” che sembra essere un minimo accordo razionale contro le guerre valutarie. In realtà è lontano anni luce dalla necessaria e improcrastinabile riforma del sistema monetario internazionale.
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UN DIVERSO APPROCCIO ALLA RIDUZIONE DEL DEBITO: IL RUOLO DEL DEBITO INTERNO E DELLE ISTITUZIONI E-mail
di Andrea F. Presbitero
28 ottobre 2010
riduzione debitoSono passati ormai 14 anni dal lancio dell'iniziativa di cancellazione del debito estero dei 40 paesi più poveri e indebitati (Heavily Indebted Poor Countries - HIPC Initiative) e 10 anni dalla grande mobilitazione avviata dalla società civile in occasione dell'anno del Giubileo.
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UNA VIA D'USCITA? A EST (PURTROPPO) E-mail
di Roberto Tamborini
01 febbraio 2010

debito_tamborini.jpgLa ricerca della exit strategy dalle misure di emergenza fiscali e monetarie sarà il mantra del nuovo anno, e dei prossimi a venire. La storia c'insegna che il modo da cui si esce da una crisi può aprire la strada alla crisi successiva. L'esempio più recente è stata la via d'uscita dalla doppia crisi delle dot.com e dell'attacco alle Torri Gemelle.

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L’ITALIA E LE OPPORTUNITÀ DEI MERCATI EMERGENTI* E-mail
di Paolo Guerrieri
27 novembre 2009

mercati_emrgenti_guerrieri.jpgLa crisi sta accelerando la ristrutturazione della mappa delle interdipendenze tra le principali aree economiche. L’idea di un "decoupling" dei paesi emergenti rispetto all’economia americana si è rivelata troppo ottimistica, come ha dimostrato l’impatto assai negativo della crisi su queste aree. Ma in un contesto di ripresa frenata da molti vincoli negli Stati Uniti e in Europa, la composizione della domanda e dei principali mercati di consumo nel mondo tenderà a cambiare radicalmente nel prossimo decennio, in seguito al contributo sempre più rilevante alla crescita globale fornito dai paesi emergenti, in primo luogo Cina, India e Brasile.

*Articolo pubblicato anche su Affarinternazionali.it

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LE DOLLAR NOUS PORTERA E-mail
di Andrea Fracasso
18 novembre 2009

mutui_subprime_fracasso.jpgQuando nell’agosto 2007 la crisi finanziaria mondiale è scoppiata (peggiorando poi nel settembre 2008 a seguito del fallimento di Lehman Brothers), molti economisti hanno avanzato il merito di averla prevista, fremendo per una mescolanza di trepidazione e di malcelato compiacimento. Tra questi, come spesso rimarcato da Dominick Salvatore, non tutti avevano in realtà pronosticato la crisi che si è verificata nei fatti, in altre parole la crisi dei mutui subprime.

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DOPO IL VERTICE DEL G20. UNA VOCE UNICA DELL’EUROPA NEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE* E-mail
di Elena Sciso
16 ottobre 2009

fmi_scio.jpgIl recente vertice del G20 di Pittsburgh ha segnato formalmente, quantomeno nelle dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti, il passaggio dall’era del G8 – gruppo informale delle principali potenze economiche, sorto negli anni ’70 su iniziativa degli Stati Uniti per fronteggiare una crisi del Fondo monetario internazionale (Fmi) – a quella del G20, una formula inaugurata a Berlino nel 1999, che riunisce accanto ai membri del G8 ulteriori 11 Stati dei vari continenti (Brasile, India, Cina, Messico, Argentina, Corea del Sud, Indonesia, Arabia Saudita, Turchia, Australia, Sud Africa) e l’Ue.

*Articolo pubblicato anche su Affarinternazionali.it

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GOVERNANCE ECONOMICA GLOBALE. È IL MOMENTO DEL G20* E-mail
di Paolo Guerrieri
07 ottobre 2009

g20_guerrieri.jpg

È una svolta epocale quella annunciata dal presidente americano Barack Obama a conclusione del vertice del G20 di Pittsburgh: il G20 diverrà il nuovo direttorio dell’economia mondiale, mandando in pensione il G7/G8. L’annuncio è giunto a coronamento di un summit ricco di impegni e promesse da parte dei paesi partecipanti, cui nelle prossime settimane bisognerà iniziare a dare seguito. Questo passaggio dalle parole ai fatti è, tuttavia, quello che solleva i maggiori dubbi e incertezze.
*Articolo pubblicato anche su Affarinternazionali.it
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L’ITALIA, LA CRISI E LE OPPORTUNITÀ DELL’EFFETTO OBAMA* E-mail
di Raffaello Matarazzo
22 settembre 2009

obama_matarazzo.jpg

Altissima fiducia nella capacità di Obama di gestire la politica internazionale (91%), elevate aspettative che l’Unione europea assuma un ruolo di leadership nella gestione dell’economia mondiale (85%, la più alta d’Europa), insoddisfazione per quanto il governo italiano ha fatto finora per affrontare la crisi economica (il 60% ritiene che abbia speso troppo poco) e che questa possa essere risolta solo con riforme strutturali (88%, altro record europeo).

*Articolo pubblicato anche su Affarinternazionali.it


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GLI SQUILIBRI DELLA CRESCITA CINESE* E-mail
di Salvatore Monni
10 settembre 2009

cina_monni.jpgLa crescita ha spesso conseguenze controverse, tanto più quando è tumultuosa come nel caso della Cina degli ultimi trent’anni. In questi tre decenni il tasso di crescita medio annuo nel paese è stato del 9,4% e, nonostante la crisi abbia colpito profondamente anche l’economia cinese, il tasso di crescita nel 2009 si aggirerà ancora intorno al 7,7% (previsioni Ocse del giugno 2009).
*Articolo pubblicato anche su AffarInternazionali.it

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CARITAS IN VERITATE: LE CONTRADDIZIONI DI UN RITORNO ALL’ETICA IN ECONOMIA E-mail
di Emilio Barucci
31 luglio 2009

enciclica_barucci.jpgCome spesso succede quando le prese di posizione del Vaticano sono innocue, l’enciclica Caritas in Veritate di Papa Benedetto XVI è stata oggetto di un serrato confronto: uomini di fede e non, politici e commentatori dalle più diverse estrazioni si sono superati nel dichiararsi d’accordo con il Papa. Lascia sospetti questo pressoché unanime consenso: la Chiesa ha forse smesso di destare scandalo?

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