Home arrow Economia reale
nelMERITO DELL'ITALIA E-mail
di nelMerito
09 aprile 2010
economia italianaIl bilancio degli ultimi venti anni non è confortante per l’economia italiana. Il tasso di crescita è stato basso sia rispetto all’esperienza del secondo dopoguerra, sia nel confronto con gli altri Paesi europei. Le disuguaglianze economiche e sociali sono significativamente aumentate.
fb

 
DUE INTERPRETAZIONI DI QUESTA CRISI E-mail
di Marco Leonardi
12 marzo 2010
crisi economiaEsistono due interpretazioni della crisi che si mescolano tra loro nel dibattito pubblico ed implicano due strategie di uscita diverse.
fb

 
PRODUTTIVITÀ DEL LAVORO E CAPITALE INNOVATIVO* E-mail
di Giuseppe Ciccarone, Enrico Saltari
12 marzo 2010
ictDopo aver varato un “grande prestito nazionale” di 35 miliardi di euro per rilanciare attività considerate strategiche (11 miliardi all’istruzione superiore, 8 alla ricerca, 6,5 alle piccole e medie imprese, 5 allo sviluppo e 4,5 miliardi alle connessioni Internet veloci)
fb

 
L'ECONOMIA INTERNAZIONALE E NAZIONALE NEL 2010: QUALI FATTORI DI CRITICITÀ?* E-mail
di Paolo Carnazza
12 marzo 2010
imf world bankLe più recenti previsioni del Fmi e della World Bank confermano il consolidarsi del recupero congiunturale, sebbene a ritmi disomogenei nelle differenti aree geografiche: nel 2010 l’economia mondiale dovrebbe crescere del 3,9%.
fb

 
RIPENSANDO LA POLITICA MACROECONOMICA, MA SU QUALI BASI? E-mail
di Edoardo Gaffeo
05 marzo 2010
blanchard fmiLa proposta ha fatto scalpore, oltre che per il contenuto in sé, soprattutto per la sede dalla quale è stata lanciata. Partendo dall’esperienza della recente crisi globale, un paper firmato da Olivier Blanchard (chief economist del Fondo Monetario Internazionale) e da due suoi colleghi, Giovanni Dell’Ariccia e Paolo Mauro, si propone di rileggere il quadro teorico di riferimento e “ripensare” la politica macroeconomica.
fb

 
COME CAMBIA LA SOCIETA' ITALIANA: LAVORO AUTONOMO E PICCOLA IMPRESA. UN TENTATIVO DI CAPIRE E-mail
di Emilio Barucci, Luisa Corazza
11 febbraio 2010
piccola impresaNell’ambito delle trasformazioni del tessuto economico e sociale italiano degli ultimi anni, un ruolo cruciale è stato svolto da lavoratori autonomi e piccoli imprenditori. Una realtà per molti aspetti difficile da comprendere con gli strumenti di analisi tradizionali, che mette in discussione le classiche distinzioni tra destra e sinistra, che presenta problemi e reclama soluzioni per molti aspetti nuove.
fb

 
L’UOVO, A KILOMETRI ZERO E-mail
di Elisabetta Addis
12 gennaio 2010

marchio_km0_addis.jpgIl sole 24 ore di domenica 13 dicembre contiene un bell’articolo di Alessandro De Nicola di dura critica alla proposta di legge a firma Cenni-Realacci, appoggiata da un altro centinaio di deputati dei due schieramenti, che istituisce un marchio regionale Chilometro Zero, e offre vantaggi negli appalti pubblici alle ditte e sconti fiscali ai supermercati che lo vendono, per risparmiare il danno ambientale prodotto dal trasporto (n.1481 14/7/2008). Il ragionamento dell’articolo è ineccepibilmente corretto: dare un sussidio alle produzioni locali dal punto di vista economico non ha senso.

fb

 
COME CONCILIARE LA ''MISURAZIONE'' DEL BENESSERE ECONOMICO E DELLA QUALITÀ DELLA VITA E-mail
di Vito Peragine
23 dicembre 2009

peragine.jpgIl rapporto Stiglitz-Sen-Fitoussi (SSF) affronta il tema della definizione e della misurazione del benessere sociale e del progresso economico. Il rapporto ha un taglio metodologico: a differenza di altri rapporti e contributi recenti, in cui è esplicita l’ispirazione filosofica e netta la proposta degli indicatori da utilizzare, il rapporto SSF non aderisce ad una specifica teoria e a una metodologia statistica; propone piuttosto una rassegna del dibattito teorico più aggiornato e delle sperimentazioni più significative e formula delle raccomandazioni di carattere metodologico.

fb

 
VIVERE SENZA PIL? E-mail
di Maurizio Franzini
23 dicembre 2009

franzini_pil.jpgI numerosi limiti del Pil e, soprattutto, i suoi deboli, se non contraddittori, legami con il benessere sociale sono noti da lunghissimo tempo agli economisti, praticamente fin dal momento della sua introduzione. Il preziosissimo Rapporto della Commissione Stiglitz-Sen- Fitoussi può contribuire a rendere definitivamente noti questi limiti ad un più vasto pubblico, riducendo così anche il rischio che essi vengano di continuo riscoperti. In questo, il Rapporto potrebbe essere aiutato da altre meritorie iniziative di analogo tenore, come quella avviata oramai da tempo dall’Ocse con il progetto "Measuring the progress of societies" che ha già compiuto un discreto cammino e che ha prodotto, nel corso di alcuni forum internazionali, molti interessanti materiali. 

fb

 
LO SVILUPPO SOSTENIBILE E L’AMBIENTE NEL RAPPORTO DELLA COMMISSIONE STIGLITZ-SEN-FITOUSSI E-mail
di Valeria Costantini
23 dicembre 2009

costantini_sostenibilita_ambientale.jpgNel corso degli ultimi anni, un numero crescente di studiosi si è impegnato a contribuire al dibattito sulla riforma degli strumenti di governo dell’economia e della società per tenere conto di fenomeni legati ad una definizione ampia di sviluppo economico e sociale, tra cui gli aspetti legati all’interazione tra le attività dell’uomo e l’ambiente naturale.

fb

 
DISEGUAGLIANZA, DIRITTI E BENESSERE ECONOMICO E-mail
di Enrica Chiappero-Martinetti
23 dicembre 2009

chiappero_popolazioni.jpgIl Rapporto della Commissione Stiglitz-Sen-Fitoussi, per l’autorevolezza degli estensori e per il livello di approfondimento con cui tratta le questioni affrontate, riveste un ruolo centrale nella discussione più recente sul significato di progresso e sulla sua misurazione e richiama alla nostra attenzione alcuni aspetti importanti già segnalati in questa rivista dall’intervento di Maurizio Franzini del 29 settembre scorso e ripresi nel numero odierno.

fb

 
PIÙ CRUCCI CHE DELIZIE NELLA LEVA FINANZIARIA ALL’ITALIANA E-mail
di Nicola C. Salerno
27 novembre 2009

famiglia_salerno.jpgMolto si è discusso, in questi ultimi mesi, sulla dimensione e sulla composizione delle attività finanziarie delle famiglie italiane e dell’aggregato Italia. Per le sue caratteristiche (famiglie risparmiatrici e con saldo patrimoniale positivo, intermediari non sbilanciati su derivati ed altri strumenti ad alto rischio, etc.), ci ha preservato dalle ondate più acute della crisi finanziaria internazionale e dai più pericolosi contagi dalla finanza all’economia reale.

fb

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Pross. > Fine >>

Risultati 73 - 84 di 106