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di Andrea Villa
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17 luglio 2008 |
Il dibattito sulla immigrazione irregolare perlopiù concentrato sull’aspetto sanzionatorio merita di essere integrato da una analisi della vicenda giudiziaria degli stranieri e del suo adeguamento agli standard che caratterizzano le più civili democrazie costituzionali. La sempre maggiore attenzione del legislatore agli aspetti sanzionatori che riguardano l’irregolarità del soggiorno, in questi ultimi anni, ha prodotto una incredibile mole di procedimenti a carico di stranieri nelle aule dei tribunali (130.000 nel 2007, il 65% in più negli ultimi due anni), rendendo evidenti alcune lacune legislative e procedimentali con riferimento alla tutela dei diritti che spettano all’imputato (art. 111, Costituzione).
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di Giovanni Ferri
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26 giugno 2008 |
L’immigrazione irregolare è un cruccio non solo per l’Italia ma anche per gli altri paesi che si affacciano sulla sponda nord del Mediterraneo, specie la Grecia e la Spagna. Il ricorso ripetuto negli anni che questi tre paesi hanno fatto alle sanatorie ha rivelato l’ampia entità del fenomeno(1). Per definizione, le sanatorie consentono di ricondurre alla legalità larghe schiere di immigrati irregolari. Al tempo stesso però, il ripetersi delle sanatorie rischia di alimentare l’aspettativa di ulteriori regolarizzazioni future e, per questa via, attrarre afflussi ancor più consistenti di immigrati irregolari.
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di Marcello Di Filippo
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26 giugno 2008 |
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Nell’ambito del c.d. "pacchetto sicurezza" approvato dal Consiglio dei Ministri del 21 maggio scorso, il Governo ha elaborato uno schema di decreto legislativo, correttivo del decreto legislativo 5/2007, che dà attuazione in Italia alla direttiva comunitaria 2003/86 relativa al ricongiungimento familiare dei cittadini non comunitari. La filosofia di fondo è quella di ridurre le possibilità di ingresso e soggiorno per motivi di ricongiungimento, attualmente il principale canale di immigrazione legale (quasi il 30%) accanto a quella per motivi di lavoro.
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di Andrea Callaioli
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26 giugno 2008 |
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Nell’ambito del più ampio "pacchetto sicurezza", col disegno di legge adottato dal Consiglio dei ministri alla riunione del 21 maggio scorso e presentato al Senato con l’atto n 733 l’esecutivo, fra le altre misure, ha proposto l’introduzione di una nuova fattispecie incriminatrice, rubricata come "ingresso illegale nel territorio dello Stato". La nuova fattispecie appare scarsamente efficace se non addirittura controproducente, sia rispetto all'esigenza di un razionale governo del fenomeno migratorio, sia rispetto all'obiettivo di assicurare le legittime esigenze di sicurezza di ogni essere umano, a prescindere dalla sua cittadinanza.
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di Marcello Di Filippo
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29 maggio 2008 |
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Il c.d. pacchetto sicurezza adottato dal Consiglio dei Ministri il 21 maggio scorso include uno schema di decreto legislativo, modificativo del decreto legislativo 30/2007, relativo al soggiorno dei cittadini comunitari. L’adozione di tali emendamenti potrebbe condurre ad una violazione della normativa comunitaria di riferimento, costituita dalla direttiva 2004/38 del 29 aprile 2004.
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di Luca Einaudi
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05 marzo 2008 |
Negli ultimi tre anni il numero di domande di ingresso per lavoro in Italia di cittadini non comunitari è aumentato in maniera estremamente rapida, ma il numero di pratiche corrisponde solo fino ad un ceto punto ad una presenza irregolare da far emergere o ad una domanda con basi economiche sostenibili. Accanto agli effetti dell'invecchiamento e della denatalità italiana stanno operando sempre di più le classiche catene migratorie, a base prevalentemente familiare, che possono essere accomodate con quote di ingresso legale crescenti solo entro certi limiti.
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