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di Andrea Villa
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13 gennaio 2012 |
È sempre utile stabilire connessioni logiche tra fatti. Soprattutto, quando la fenomenologia in esame risulta regolarmente sottoposta ad una sorta di rimozione collettiva. Parliamo, in quel caso, della diffusa, sovente promossa, intolleranza nei confronti del diverso. Una problematica che non può essere lasciata al governo delle semplicistiche rappresentazioni.
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di Gabriele Morettini, Andrea F. Presbitero, Massimo Tamberi
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01 giugno 2011 |
L’immigrazione in Italia, a lungo concentrata sulle comunità Nord Africane, negli anni recenti è stata alimentata soprattutto dai flussi provenienti dall’Est Europa e dai Balcani. Il crollo dei regimi comunisti prima e l'allargamento della Comunità Europea poi hanno avviato una stagione di sostenuta emigrazione, favorita dalla caduta dei vincoli agli spostamenti, dalla nascita di governi democratici e da una lenta crescita economica. Alcuni di questi elementi si rintracciano anche nei fermenti, economici, politici e sociali, che agitano oggi il Sud del Mediterraneo; in questi paesi esistono comunque importanti differenze culturali ed istituzionali, relative soprattutto alla non appartenenza a una matrice (culturale, politica, economica) europea.
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di Andrea Villa
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10 dicembre 2010 |
Gennaio: ribellione degli africani impiegati nelle campagne di Rosarno.
Primo Marzo: sciopero organizzato dai lavoratori migranti presenti in
Italia. Ottobre: in Campania, gli extracomunitari irregolari organizzano
una manifestazione il cui slogan è «oggi, non lavoro a meno di 50
euro».
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di Raffaello Matarazzo
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17 dicembre 2009 |
La crisi economica ha acuito la preoccupazione per gli effetti dell’immigrazione in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, ma non in modo drammatico: gli immigrati non sono diventati i capri espiatori della crisi. Su entrambe le sponde dell’Atlantico, inoltre, un’ampia maggioranza continua ad essere favorevole a politiche attive per l’integrazione.
*Articolo pubblicato anche su Affarinternazionali.it
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di Francesco Marsico
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24 luglio 2009 |
"La parte migliore di noi è storica. La parte migliore di noi è fragile", Michael Ignatieff nel suo straordinario "The needs of strangers", sintetizzava così il faticoso cammino del riconoscimento dei diritti degli "altri", tentando di spiegare che non è scontato riconoscere in ogni persona qualcosa di più di una corporeità, magari minacciosa.
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di Francesco Marsico
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13 marzo 2009 |
Il Parlamento negli scorsi giorni ha approvato il decreto legge n. 11/2009, recante "Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori". Tra le diverse norme inserite nel provvedimento, notevole eco ha suscitato l’art. 6, comma 3, relativo alla possibilità per i sindaci, previa intesa con il Prefetto, "di avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati, al fine di segnalare alle forze di polizia dello Stato o locali, eventi che possano recare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale".
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di Tiziana Caponio
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26 febbraio 2009 |
Se è il pacchetto sicurezza attualmente in discussione alla Camera a catalizzare l’attenzione di media e operatori dell’immigrazione, in realtà le politiche migratorie di questi primi mesi del quarto governo Berlusconi vanno ben oltre e si situano chiaramente in continuità con il tracciato già segnato dalla legge Bossi-Fini e per nulla intaccato dai due anni di governo Prodi. Due ne appaiono le linee caratterizzanti: l’irrigidimento delle norme contro quanti sono presenti clandestinamente nel nostro paese; la rimessa in discussione dello status degli immigrati regolarmente soggiornanti, reso sempre più precario e incerto. Nel complesso, si delinea una politica di non integrazione chiaramente in contraddizione con un contesto sociale che, anche in tempi di recessione, non sembra poter del tutto fare a meno del lavoro immigrato, soprattutto nei servizi di cura ma anche nelle mansioni meno qualificate nel settore agricolo e industriale.
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di Andrea Villa
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11 dicembre 2008 |
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La crisi recessiva già in atto e le sue conseguenze in termini di tenuta occupazionale dei mercati rendono indispensabile un approfondimento sulla condizione giuridica dei lavoratori extracomunitari, cercando di mettere in evidenza quei tratti distintivi della normativa attualmente in vigore che incidono profondamente sulla possibilità di queste persone di riuscire a rimanere all’interno di un contesto di inclusione giuridica e sociale.
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di Maria Concetta Chiuri, Nicola Coniglio, Giovanni Ferri
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21 ottobre 2008 |
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Riteniamo la maggior parte delle proposte recentemente avanzate dalla Lega Nord sbagliate e controproducenti, ma vi sono anche degli spunti ragionevoli. Vediamo dapprima gli aspetti più discutibili. Innanzitutto fa ribrezzo sentirsi proporre, tanto più in un paese in cui l’85% della popolazione si dichiara cattolico, il divieto a celebrare le nozze tra un partner italiano e un partner privo di permesso di soggiorno oppure imporre ai medici che curano clandestini di denunciarli all’autorità, (senza considerare che tale divieto parrebbe reintrodurre dalla finestra quello che l’UE ha cacciato dalla porta, cioè il reato di clandestinità migratoria).
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di Alessandro Rosina
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24 settembre 2008 |
E’ difficile immaginare una condizione più vulnerabile di quella di un bambino che vive in un paese straniero senza genitori o altri familiari. Sono tanti in Italia? Troppi, ma non sappiamo esattamente quanti. Cosa facciamo per loro? Poco e spendendo molti soldi. Un fenomeno tutto da chiarire e approfondire. Nel frattempo, tra i minori ospitati dal sistema penitenziario italiano gli stranieri sono diventati la maggioranza.
*Articolo pubblicato anche su neodemos.it
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di Andrea Villa
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18 settembre 2008 |
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La costruzione di indicatori per la ricerca socio-statistica sull’immigrazione ha, da tempo, raggiunto un discreto grado di profondità e completezza, riuscendo a realizzare una costante lettura dei numerosi dati quantitativi fruibili presso le molteplici istituzioni. Questa circostanza mette in condizione chi opera nel settore di usufruire di un panorama multidimensionale rispetto ad un fenomeno troppo spesso sinteticamente espresso attraverso l’utilizzo di luoghi comuni.
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di Vincenzo Ferrante
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11 settembre 2008 |
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Mentre il Parlamento nazionale, attraverso una sarabanda di emendamenti, è occupato a disciplinare in maniera differente i diritti sociali individuali, nella prospettiva, neanche dissimulata, di escludere da determinati vantaggi i residenti di nazionalità extracomunitaria, dalla Corte costituzionale è giunta pochi giorni fa una indicazione solenne a garanzia della eguaglianza fra cittadini italiani e stranieri.
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