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Alla ricerca della regolarità: ulteriori aspetti della migrazione interregionale in Italia E-mail
di Paolo Di Caro
14 settembre 2015

In un articolo apparso di recente su questa rivista (04 Giugno 2015), Francesco Pastore ha ribadito l’importanza della migrazione Sud-Nord in Italia ed, in particolare, dei legami tra divari strutturali, mercato del lavoro e scelte migratorie interregionali. Un ulteriore aspetto merita di essere preso in considerazione: gli effetti dei differenziali regionali in termini di lavoro irregolare sulle scelte migratorie degli italiani. Infatti, una quota non irrilevante dei flussi migratori interregionali nel nostro Paese è rappresentata da lavoratori e lavoratrici impiegati nel settore non regolare dell’economia desiderosi di trovare altrove un’occupazione regolare (SVIMEZ, 2003). Si pensi, ad esempio, agli edili meridionali emigrati negli anni Sessanta-Settanta in Lombardia e Piemonte, o ai giovani professionisti che in tempi recenti decidono di muoversi dal Sud al Nord per regolarizzare la propria attività.  

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SULLA RAPPRESENTAZIONE DEL RAZZISMO E-mail
di Andrea Villa
13 gennaio 2012
rappresentazione razzismoÈ sempre utile stabilire connessioni logiche tra fatti. Soprattutto, quando la fenomenologia in esame risulta regolarmente sottoposta ad una sorta di rimozione collettiva. Parliamo, in quel caso, della diffusa, sovente promossa, intolleranza nei confronti del diverso. Una problematica che non può essere lasciata al governo delle semplicistiche rappresentazioni.
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IL FUTURO DEI FLUSSI MIGRATORI: ALLA RISCOPERTA DELLE DIRETTRICI MEDITERRANEE? E-mail
di Gabriele Morettini, Andrea F. Presbitero, Massimo Tamberi
01 giugno 2011
flussi migratoriL’immigrazione in Italia, a lungo concentrata sulle comunità Nord Africane, negli anni recenti è stata alimentata soprattutto dai flussi provenienti dall’Est Europa e dai Balcani. Il crollo dei regimi comunisti prima e l'allargamento della Comunità Europea poi hanno avviato una stagione di sostenuta emigrazione, favorita dalla caduta dei vincoli agli spostamenti, dalla nascita di governi democratici e da una lenta crescita economica. Alcuni di questi elementi si rintracciano anche nei fermenti, economici, politici e sociali, che agitano oggi il Sud del Mediterraneo; in questi paesi esistono comunque importanti differenze culturali ed istituzionali, relative soprattutto alla non appartenenza a una matrice (culturale, politica, economica) europea.
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RIVENDICAZIONI MIGRANTI E-mail
di Andrea Villa
10 dicembre 2010
rivendicazione migrantiGennaio: ribellione degli africani impiegati nelle campagne di Rosarno. Primo Marzo: sciopero organizzato dai lavoratori migranti presenti in Italia. Ottobre: in Campania, gli extracomunitari irregolari organizzano una manifestazione il cui slogan è «oggi, non lavoro a meno di 50 euro».
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L’ITALIA E L’IMMIGRAZIONE, TRA FOBIE E INTEGRAZIONE* E-mail
di Raffaello Matarazzo
17 dicembre 2009

immigrazione_matarazzo.jpgLa crisi economica ha acuito la preoccupazione per gli effetti dell’immigrazione in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, ma non in modo drammatico: gli immigrati non sono diventati i capri espiatori della crisi. Su entrambe le sponde dell’Atlantico, inoltre, un’ampia maggioranza continua ad essere favorevole a politiche attive per l’integrazione.

*Articolo pubblicato anche su Affarinternazionali.it

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PACCHETTO DI SICUREZZA E PRINCIPIO DI INDESIDERABILITÀ DEGLI IMMIGRATI E-mail
di Francesco Marsico
24 luglio 2009

immigrati_marsico.jpg"La parte migliore di noi è storica. La parte migliore di noi è fragile", Michael Ignatieff nel suo straordinario "The needs of strangers", sintetizzava così il faticoso cammino del riconoscimento dei diritti degli "altri", tentando di spiegare che non è scontato riconoscere in ogni persona qualcosa di più di una corporeità, magari minacciosa.

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I RISCHI DELLE RONDE E-mail
di Francesco Marsico
13 marzo 2009

ronde_marsico.jpgIl Parlamento negli scorsi giorni ha approvato il decreto legge n. 11/2009, recante "Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori". Tra le diverse norme inserite nel provvedimento, notevole eco ha suscitato l’art. 6, comma 3, relativo alla possibilità per i sindaci, previa intesa con il Prefetto, "di avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati, al fine di segnalare alle forze di polizia dello Stato o locali, eventi che possano recare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale".

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IL IV GOVERNO BERLUSCONI E L’IMMIGRAZIONE: SOLO UNA QUESTIONE DI SICUREZZA? E-mail
di Tiziana Caponio
26 febbraio 2009

cpt_lampedusa_caponio.jpgSe è il pacchetto sicurezza attualmente in discussione alla Camera a catalizzare l’attenzione di media e operatori dell’immigrazione, in realtà le politiche migratorie di questi primi mesi del quarto governo Berlusconi vanno ben oltre e si situano chiaramente in continuità con il tracciato già segnato dalla legge Bossi-Fini e per nulla intaccato dai due anni di governo Prodi. Due ne appaiono le linee caratterizzanti: l’irrigidimento delle norme contro quanti sono presenti clandestinamente nel nostro paese; la rimessa in discussione dello status degli immigrati regolarmente soggiornanti, reso sempre più precario e incerto. Nel complesso, si delinea una politica di non integrazione chiaramente in contraddizione con un contesto sociale che, anche in tempi di recessione, non sembra poter del tutto fare a meno del lavoro immigrato, soprattutto nei servizi di cura ma anche nelle mansioni meno qualificate nel settore agricolo e industriale.

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IL LAVORATORE EXTRACOMUNITARIO ALLA LUCE DELLA RECESSIONE ECONOMICA E-mail
di Andrea Villa
11 dicembre 2008

villa_lavoratori_extracomunitari.jpgLa crisi recessiva già in atto e le sue conseguenze in termini di tenuta occupazionale dei mercati rendono indispensabile un approfondimento sulla condizione giuridica dei lavoratori extracomunitari, cercando di mettere in evidenza quei tratti distintivi della normativa attualmente in vigore che incidono profondamente sulla possibilità di queste persone di riuscire a rimanere all’interno di un contesto di inclusione giuridica e sociale.

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LE PROPOSTE DELLA LEGA SUGLI IMMIGRATI: TANTA IDEOLOGIA (SBAGLIATA) E QUALCHE RAGIONE E-mail
di Maria Concetta Chiuri, Nicola Coniglio, Giovanni Ferri
21 ottobre 2008

lega_ferri.jpgRiteniamo la maggior parte delle proposte recentemente avanzate dalla Lega Nord sbagliate e controproducenti, ma vi sono anche degli spunti ragionevoli. Vediamo dapprima gli aspetti più discutibili. Innanzitutto fa ribrezzo sentirsi proporre, tanto più in un paese in cui l’85% della popolazione si dichiara cattolico, il divieto a celebrare le nozze tra un partner italiano e un partner privo di permesso di soggiorno oppure imporre ai medici che curano clandestini di denunciarli all’autorità, (senza considerare che tale divieto parrebbe reintrodurre dalla finestra quello che l’UE ha cacciato dalla porta, cioè il reato di clandestinità migratoria).

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BAMBINI STRANIERI SOLI IN ITALIA: QUANTO POCO NE SAPPIAMO E QUANTO POCO FACCIAMO?* E-mail
di Alessandro Rosina
24 settembre 2008

bambini_immigrati.jpgE’ difficile immaginare una condizione più vulnerabile di quella di un bambino che vive in un paese straniero senza genitori o altri familiari. Sono tanti in Italia? Troppi, ma non sappiamo esattamente quanti. Cosa facciamo per loro? Poco e spendendo molti soldi. Un fenomeno tutto da chiarire e approfondire. Nel frattempo, tra i minori ospitati dal sistema penitenziario italiano gli stranieri sono diventati la maggioranza.
*Articolo pubblicato anche su neodemos.it

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LA CAPACITÀ IMPRENDITORIALE TRA GLI STRANIERI IMMIGRATI E-mail
di Andrea Villa
18 settembre 2008

villa_imprese di immigrati.jpgLa costruzione di indicatori per la ricerca socio-statistica sull’immigrazione ha, da tempo, raggiunto un discreto grado di profondità e completezza, riuscendo a realizzare una costante lettura dei numerosi dati quantitativi fruibili presso le molteplici istituzioni. Questa circostanza mette in condizione chi opera nel settore di usufruire di un panorama multidimensionale rispetto ad un fenomeno troppo spesso sinteticamente espresso attraverso l’utilizzo di luoghi comuni.

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