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L’ITALIA E L’IMMIGRAZIONE, TRA FOBIE E INTEGRAZIONE* E-mail
di Raffaello Matarazzo
17 dicembre 2009

immigrazione_matarazzo.jpgLa crisi economica ha acuito la preoccupazione per gli effetti dell’immigrazione in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, ma non in modo drammatico: gli immigrati non sono diventati i capri espiatori della crisi. Su entrambe le sponde dell’Atlantico, inoltre, un’ampia maggioranza continua ad essere favorevole a politiche attive per l’integrazione.

*Articolo pubblicato anche su Affarinternazionali.it

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PACCHETTO DI SICUREZZA E PRINCIPIO DI INDESIDERABILITÀ DEGLI IMMIGRATI E-mail
di Francesco Marsico
24 luglio 2009

immigrati_marsico.jpg"La parte migliore di noi è storica. La parte migliore di noi è fragile", Michael Ignatieff nel suo straordinario "The needs of strangers", sintetizzava così il faticoso cammino del riconoscimento dei diritti degli "altri", tentando di spiegare che non è scontato riconoscere in ogni persona qualcosa di più di una corporeità, magari minacciosa.

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I RISCHI DELLE RONDE E-mail
di Francesco Marsico
13 marzo 2009

ronde_marsico.jpgIl Parlamento negli scorsi giorni ha approvato il decreto legge n. 11/2009, recante "Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori". Tra le diverse norme inserite nel provvedimento, notevole eco ha suscitato l’art. 6, comma 3, relativo alla possibilità per i sindaci, previa intesa con il Prefetto, "di avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati, al fine di segnalare alle forze di polizia dello Stato o locali, eventi che possano recare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale".

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IL IV GOVERNO BERLUSCONI E L’IMMIGRAZIONE: SOLO UNA QUESTIONE DI SICUREZZA? E-mail
di Tiziana Caponio
26 febbraio 2009

cpt_lampedusa_caponio.jpgSe è il pacchetto sicurezza attualmente in discussione alla Camera a catalizzare l’attenzione di media e operatori dell’immigrazione, in realtà le politiche migratorie di questi primi mesi del quarto governo Berlusconi vanno ben oltre e si situano chiaramente in continuità con il tracciato già segnato dalla legge Bossi-Fini e per nulla intaccato dai due anni di governo Prodi. Due ne appaiono le linee caratterizzanti: l’irrigidimento delle norme contro quanti sono presenti clandestinamente nel nostro paese; la rimessa in discussione dello status degli immigrati regolarmente soggiornanti, reso sempre più precario e incerto. Nel complesso, si delinea una politica di non integrazione chiaramente in contraddizione con un contesto sociale che, anche in tempi di recessione, non sembra poter del tutto fare a meno del lavoro immigrato, soprattutto nei servizi di cura ma anche nelle mansioni meno qualificate nel settore agricolo e industriale.

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IL LAVORATORE EXTRACOMUNITARIO ALLA LUCE DELLA RECESSIONE ECONOMICA E-mail
di Andrea Villa
11 dicembre 2008

villa_lavoratori_extracomunitari.jpgLa crisi recessiva già in atto e le sue conseguenze in termini di tenuta occupazionale dei mercati rendono indispensabile un approfondimento sulla condizione giuridica dei lavoratori extracomunitari, cercando di mettere in evidenza quei tratti distintivi della normativa attualmente in vigore che incidono profondamente sulla possibilità di queste persone di riuscire a rimanere all’interno di un contesto di inclusione giuridica e sociale.

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LE PROPOSTE DELLA LEGA SUGLI IMMIGRATI: TANTA IDEOLOGIA (SBAGLIATA) E QUALCHE RAGIONE E-mail
di Maria Concetta Chiuri, Nicola Coniglio, Giovanni Ferri
21 ottobre 2008

lega_ferri.jpgRiteniamo la maggior parte delle proposte recentemente avanzate dalla Lega Nord sbagliate e controproducenti, ma vi sono anche degli spunti ragionevoli. Vediamo dapprima gli aspetti più discutibili. Innanzitutto fa ribrezzo sentirsi proporre, tanto più in un paese in cui l’85% della popolazione si dichiara cattolico, il divieto a celebrare le nozze tra un partner italiano e un partner privo di permesso di soggiorno oppure imporre ai medici che curano clandestini di denunciarli all’autorità, (senza considerare che tale divieto parrebbe reintrodurre dalla finestra quello che l’UE ha cacciato dalla porta, cioè il reato di clandestinità migratoria).

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BAMBINI STRANIERI SOLI IN ITALIA: QUANTO POCO NE SAPPIAMO E QUANTO POCO FACCIAMO?* E-mail
di Alessandro Rosina
24 settembre 2008

bambini_immigrati.jpgE’ difficile immaginare una condizione più vulnerabile di quella di un bambino che vive in un paese straniero senza genitori o altri familiari. Sono tanti in Italia? Troppi, ma non sappiamo esattamente quanti. Cosa facciamo per loro? Poco e spendendo molti soldi. Un fenomeno tutto da chiarire e approfondire. Nel frattempo, tra i minori ospitati dal sistema penitenziario italiano gli stranieri sono diventati la maggioranza.
*Articolo pubblicato anche su neodemos.it

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LA CAPACITÀ IMPRENDITORIALE TRA GLI STRANIERI IMMIGRATI E-mail
di Andrea Villa
18 settembre 2008

villa_imprese di immigrati.jpgLa costruzione di indicatori per la ricerca socio-statistica sull’immigrazione ha, da tempo, raggiunto un discreto grado di profondità e completezza, riuscendo a realizzare una costante lettura dei numerosi dati quantitativi fruibili presso le molteplici istituzioni. Questa circostanza mette in condizione chi opera nel settore di usufruire di un panorama multidimensionale rispetto ad un fenomeno troppo spesso sinteticamente espresso attraverso l’utilizzo di luoghi comuni.

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LA CONDIZIONE DELLO STRANIERO E LE POSSIBILI DISCRIMINAZIONI E-mail
di Vincenzo Ferrante
11 settembre 2008

stranieri.jpgMentre il Parlamento nazionale, attraverso una sarabanda di emendamenti, è occupato a disciplinare in maniera differente i diritti sociali individuali, nella prospettiva, neanche dissimulata, di escludere da determinati vantaggi i residenti di nazionalità extracomunitaria, dalla Corte costituzionale è giunta pochi giorni fa una indicazione solenne a garanzia della eguaglianza fra cittadini italiani e stranieri.

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STRANIERI E GIUSTO PROCESSO IN ITALIA E-mail
di Andrea Villa
17 luglio 2008
processo_immigrati.jpgIl dibattito sulla immigrazione irregolare perlopiù concentrato sull’aspetto sanzionatorio merita di essere integrato da una analisi della vicenda giudiziaria degli stranieri e del suo adeguamento agli standard che caratterizzano le più civili democrazie costituzionali. La sempre maggiore attenzione del legislatore agli aspetti sanzionatori che riguardano l’irregolarità del soggiorno, in questi ultimi anni, ha prodotto una incredibile mole di procedimenti a carico di stranieri nelle aule dei tribunali (130.000 nel 2007, il 65% in più negli ultimi due anni), rendendo evidenti alcune lacune legislative e procedimentali con riferimento alla tutela dei diritti che spettano all’imputato (art. 111, Costituzione).

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COSA SERVIREBBE PER CONTRASTARE REALMENTE L’IMMIGRAZIONE IRREGOLARE E-mail
di Giovanni Ferri
26 giugno 2008

immigrazione irregolareL’immigrazione irregolare è un cruccio non solo per l’Italia ma anche per gli altri paesi che si affacciano sulla sponda nord del Mediterraneo, specie la Grecia e la Spagna. Il ricorso ripetuto negli anni che questi tre paesi hanno fatto alle sanatorie ha rivelato l’ampia entità del fenomeno(1). Per definizione, le sanatorie consentono di ricondurre alla legalità larghe schiere di immigrati irregolari. Al tempo stesso però, il ripetersi delle sanatorie rischia di alimentare l’aspettativa di ulteriori regolarizzazioni future e, per questa via, attrarre afflussi ancor più consistenti di immigrati irregolari.

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IL RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE TRA LE STRETTE MAGLIE DEL PACCHETTO SICUREZZA E-mail
di Marcello Di Filippo
26 giugno 2008

ricongiungimentoNell’ambito del c.d. "pacchetto sicurezza" approvato dal Consiglio dei Ministri del 21 maggio scorso, il Governo ha elaborato uno schema di decreto legislativo, correttivo del decreto legislativo 5/2007, che dà attuazione in Italia alla direttiva comunitaria 2003/86 relativa al ricongiungimento familiare dei cittadini non comunitari. La filosofia di fondo è quella di ridurre le possibilità di ingresso e soggiorno per motivi di ricongiungimento, attualmente il principale canale di immigrazione legale (quasi il 30%) accanto a quella per motivi di lavoro.

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