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DOPO LA CRISI, TORNIAMO ALLA TOBIN TAX? E-mail
di Bruno Bosco
19 novembre 2008

bosco_tobin_tax.jpgIntroduzione

L’analisi della crisi finanziaria in atto, ultima di una lunga serie prodottasi a partire dall’inizio degli anni Novanta in poi, rafforza la necessità, che molti economisti non aderenti al mainstream avevano per la verità già delineato da tempo, di rispondere al mutato ruolo della finanza interna ed internazionale.

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MITIGARE IL CREDIT CRUNCH: UNA MISURA SENZA COSTI E-mail
di Giuseppe Coco, Ferdinando Ferrara, Giovanni Ferri
06 novembre 2008

ferri_equitalia.jpgIl Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha recentemente quantificato in circa 60 miliardi di euro i crediti vantati dal sistema d’impresa nei confronti della PA, in seguito ai patologici ritardi di pagamento di quest’ultima. La quantificazione proposta appare esagerata per eccesso. Infatti, l’ammontare di 60 miliardi di euro corrisponde nell’ordine di grandezza all’intero valore degli acquisti di beni e servizi da parte della PA in un anno.

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SETTEMBRE NERO E IL MINISTRO DELLA PRODUZIONE NELLO STATO COLLETTIVISTA E-mail
di Filippo Cavazzuti
30 ottobre 2008

cavazzuti_crisi finanziaria.jpgDa notizie di stampa di settembre e ottobre 2008. In principio (febbraio 2008) fu il governo inglese ad avvertire il mondo come fosse stato inevitabile nazionalizzare Northern Rock (Building Society nata per fusione con altre istituzioni finanziarie nel 1965). Seguì (luglio) il salvataggio della danese Roskilde Bank. Dopo poco tempo altri governi seguirono ritenendo che fossero inevitabili alcuni interventi (settembre 2008).

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L’ASSICURAZIONE DEI DEPOSITI IN ITALIA: LA NON CREDIBILITA’ DI UN IMPEGNO “VIRTUALE” E-mail
di Paola Bongini
30 ottobre 2008

bongini_depositi.jpgLa maggior parte dei risparmiatori italiani ha scoperto solo in questo ultimo concitato mese di crisi dei mercati finanziari che i propri depositi bancari erano tutelati da uno specifico meccanismo di garanzia, l’assicurazione dei depositi, che in Italia prende il nome di Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD). Ma ciò che ancora (forse) non sanno è che il FITD non dispone tecnicamente delle risorse necessarie per effettuare i suoi interventi. La liquidità può solo essere richiamata "al bisogno" dalle banche aderenti. Ciò pone dei problemi circa la capacità finanziaria del Fondo rispetto a impegni di natura eccezionale quali quelli richiesti da una crisi bancaria sistemica. 

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IL DECRETO SALVA-BANCHE: VERSO LO “STATO-SALVATORE” O UN RITORNO ALLO STATO-IMPRENDITORE? E-mail
di Umberto Tombari
30 ottobre 2008

tombari_stato_imprenditore.jpgLa crisi globale del sistema finanziario e bancario ha indotto anche il nostro governo ad intervenire a salvaguardia della stabilità delle banche (D.L. n. 155/2008 e n. 157/2008), prevedendo, tra le altre cose, la possibilità che il MEF (Ministero dell’Economia) sottoscriva aumenti di capitale deliberati da banche italiane e venga così ad assumere il ruolo di azionista in un’impresa bancaria (art. 1 D.L. 155/2008).

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NUOVE REGOLE SULL'OPA: UN PASSO INDIETRO E-mail
di Concetta Brescia Morra
30 ottobre 2008

bresciamorra_testo_unico_finanza.jpgIl Presidente della Consob ha invitato1 il Governo a modificare la legge sull'OPA (offerta pubblica di acquisto) per consentire alle imprese quotate di difendersi meglio da possibili scalate ostili, rese più facili dalla diminuzione dei prezzi delle azioni, registrata nelle ultime settimane a causa dell'instabilità finanziaria. Il Governo ha inserito la proposta all'ordine del giorno dei lavori sulle misure per fronteggiare la crisi. L'intervento dovrebbe riguardare la passivity rule, la regola che vieta agli amministratori delle società-bersaglio di porre in essere atti che possano contrastare il successo di un'offerta di acquisto, senza il consenso di una quota significativa degli azionisti.

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“COCCI” FINANZIARI E WELFARE STATE E-mail
di Filippo Cavazzuti
21 ottobre 2008

cavazzuti_aig.jpgUna cautela indispensabile in premessa. Allo stato delle informazioni di oggi i libri che raccontano della nascita e della morte dell’Iri e delle tre Banche di interesse nazionale (Bin) sono ancora negli scaffali. Se fosse necessario consultarli,l’Italia disporrebbe di un invidiabile patrimonio di esperienze da offrire ad altri e l’ultima banca pubblica italiana (Istituto per il credito sportivo-Ics) realizzerebbe il messaggio evangelico: "beati gli ultimi che saranno i primi".

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COME RIVEDERE IL SISTEMA DELLE REMUNERAZIONI DEI MANAGER ALLA LUCE DELLA CRISI FINANZIARIA E-mail
di Claudio Gnesutta
21 ottobre 2008

gnesutta_stock_options.jpgAl tramonto i bonus d’oro. Il crack, occasione per limitare i superstipendi dei manager è il titolo de Il Sole – 24 ore (26.09.2008, p. 6) che esprime una delle tante reazioni dei media e dell’opinione pubblica di fronte alla scoperta delle remunerazioni "esorbitanti" di cui hanno beneficiato e beneficiano i top-manager di imprese che registrano gravi perdite, se non l’insolvenza. Dalle notizie di stampa risulterebbe che le note cinque maggiori investment bank statunitensi (e mondiali) attualmente in sofferenza avrebbero nel 2007 garantito complessivamente ai propri amministratori delegati una remunerazione di oltre 100 milioni di dollari.

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IL PERICOLO DELLA STRETTA CREDITIZIA. COINVOLGERE LE BANCHE NELLA CONCERTAZIONE? E-mail
di Giuseppe Ciccarone, Enrico Marchetti
21 ottobre 2008

abi_ciccarone.jpgAlla crisi finanziaria globale potrebbe seguire una severa stretta creditizia da parte delle banche. Data l’attuale difficoltà del sistema finanziario nel valutare correttamente progetti di investimento e valore delle imprese, la risposta di policy appropriata sembra essere un forte impegno della spesa pubblica nel sostegno della domanda. Ma in contesti come quello italiano – dove ciò appare possibile solo in modo molto limitato – è auspicabile un nuovo approccio alla concertazione tra le parti sociali, in cui la presenza delle associazioni bancarie consenta di affiancare ai temi della produttività e della contrattazione la pressante questione creditizia.

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PERCHÉ I MERCATI FINANZIARI SONO INSTABILI? E-mail
di Mauro Gallegati, Luciano Pietronero
21 ottobre 2008

gallegati_sistemi_complessi.jpgLa teoria standard dell’economia ipotizza che i mercati siano sempre in equilibrio. Secondo questa visione, gli scostamenti dall’equilibrio non sono che aggiustamenti ad eventi esterni. Una variazione forte dell’indice di borsa, ad esempio, deve essere conseguenza di cause altrettanto forti. Ci si aspetta in altre parole un rapporto diretto di causa-effetto tra un dato evento e la sua manifestazione. Un punto di vista differente, supportato da studi recenti, è che invece i mercati si possono evolvere spontaneamente verso una situazione instabile.

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ANATOMIA DELLA CRISI II: DAI TOXIC ASSETS ALLA CRISI DI SISTEMA E-mail
di Emilio Barucci
09 ottobre 2008

toxic_assets1.jpgPer i motivi ricordati in Anatomia della crisi I, fra tutti una politica monetaria espansiva ed una regolamentazione non efficace, la crisi dei mutui subprime ha portato con sé pesanti svalutazioni per le banche esposte sul fronte delle cartolarizzazioni minando la solidità dei loro attivi. Alcune banche sono state salvate da altri istituti o sono fallite, altre hanno messo in atto operazioni di ricapitalizzazione per ripianare le perdite spesso ricorrendo ad iniezioni di capitali da parte dei fondi sovrani.

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ANATOMIA DELLA CRISI I: DALLE CARTOLARIZZAZIONI AI TOXIC ASSETS E-mail
di Emilio Barucci
09 ottobre 2008

toxic_assets_barucci_morini.jpgLa drammatica crisi del sistema finanziario sta suscitando molte considerazioni sulle colpe del libero mercato e i benefici della regolamentazione. Tuttavia se si cerca di analizzare, fuori da ogni ideologia, quanto è successo negli ultimi anni, le conclusioni appaiono meno ovvie. Tutti riconoscono che all’origine della crisi ci sia l’introduzione su scala macroscopica di derivati di credito quali i famigerati CDO nell’ambito della "securitization" ovvero la prassi di accorpare, impacchettare e rivendere agli investitori rischi finanziari di vario tipi, e in particolare il rischio mutui.

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