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L'EDUCAZIONE FINANZIARA: LE INIZIATIVE A LIVELLO INTERNAZIONALE* E-mail
di Maurizio Trifilidis
03 luglio 2009
cdm 2-2009Il tema dell’educazione finanziaria si sta affermando prepotentemente nelle agende dei policymaker, oltre ad essere oggetto di un vivace dibattito all’interno della società civile. Questa tendenza trova la sua ragion d’essere in alcuni fattori, comuni a molti paesi: l’invecchiamento demografico e le riforme del sistema pensionistico hanno reso le famiglie più direttamente responsabili del finanziamento della loro assistenza sanitaria e dell’accumulo di ricchezza pensionistica.
*Anticipazione da Consumatori, Diritti e Mercato

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I LIMITI DELLA RIFORMA FINANZIARIA USA, OVVERO: CHE FINE HA FATTO IL PIANO PAULSON? E-mail
di Giuseppe Schlitzer
19 giugno 2009

supervisione_finanziaria_schlitzer.jpgLa riforma finanziaria appena presentata dall’amministrazione Obama è una riforma a metà: essa non va alla radice dei problemi che caratterizzano il sistema di regolamentazione e supervisione americano. Superata la vecchia distinzione tra banche commerciali e banche d’investimento, dopo che queste ultime si sono trasformate in banche commerciali passando sotto la vigilanza della Riserva federale, qui la sfida vera è rivedere l’intero assetto dei controlli.

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LA RIFORMA DELLE AUTORITÀ AL CENTRO DEL DIBATTITO E-mail
di Concetta Brescia Morra
07 maggio 2009

fsb_brescia.jpgGli assetti delle autorità di controllo sul settore finanziario sono oggetto di proposte di riforma in sedi internazionali e nell’ambito degli ordinamenti nazionali. Emergono due linea guida: l’accentramento di competenze su intermediari che in caso di dissesto potrebbero produrre situazioni di instabilità di carattere sistemico; il rafforzamento dell’indipendenza. 

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TREMONTI BOND E RUOLO DELLO STATO NELL’ECONOMIA E-mail
di Umberto Tombari
07 maggio 2009

tremonti_bond_tombari.jpgCosa è un Tremonti-bond sotto un profilo giuridico? Quali diritti attribuisce o può attribuire allo Stato sottoscrittore? La risposta a tali domande appare evidentemente utile per comprendere meglio – al di là e a prescindere dalle dichiarazioni "pubbliche" - le effettive finalità di questo intervento legislativo, gli interessi che mira a realizzare e soprattutto il ruolo che lo Stato andrà ad assumere nel governo delle banche e nell’economia di questo paese.

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DALLA TERAPIA INTENSIVA ALLA CURA DEL MALATO: UNA NUOVA REGOLAZIONE PER I MERCATI FINANZIARI* E-mail
di Emilio Barucci
18 aprile 2009

g20_london_barucci.jpgI corsi di borsa che volgono al bello e i bilanci delle banche che procedono in ordine sparso, ma non negativi come ci si attendeva, sembrano dirci che il peggio della crisi finanziaria sia oramai alle nostre spalle. Questo non vuol dire che i problemi siano scomparsi e che l’economia reale non sia destinata a soffrire ancora, è solo probabile che la fase della terapia intensiva sia terminata e che si sia passati a quella della cura di una malattia grave non di sistema.
*Articolo pubblicato anche su il Riformista del 18 aprile 2009

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GLI INCENTIVI AD INGESSARE IL MERCATO E-mail
di Emilio Barucci, Concetta Brescia Morra
17 aprile 2009

decreto_incentivi_brescia.jpgTra le pieghe del ‘‘Decreto Incentivi’’ troviamo provvedimenti in tema di società quotate in borsa. Motivate dalla necessità di salvaguardare il sistema da manovre speculative, le misure in realtà vanno incontro alle esigenze degli azionisti di controllo delle società quotate, in particolare di quelli che le controllano con pochi denari, e interrompono un percorso virtuoso di ammodernamento delle regole del sistema finanziario e del capitalismo italiano.

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A COSA SERVONO I "TREMONTI BOND"? E-mail
di Concetta Brescia Morra
20 marzo 2009

tremonti_bond_brescia.jpgI "Tremonti bond" mirano a conciliare le esigenze di rafforzamento patrimoniale delle banche italiane con quelle di sostegno dell'economia reale, creando disponibilità di credito per piccole e medie imprese e famiglie in difficoltà. La realizzazione di quest'ultimo obiettivo appare, peraltro, molto incerta. 

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MA E' DAVVERO NECESSARIA UNA BAD BANK? E-mail
di Emilio Barucci
06 febbraio 2009

bad bank_barucci.jpgLo sviluppo della crisi dei mutui subprime porta con sé la sensazione che i governi e le autorità monetarie siano sopraffatte dagli eventi con un rincorrersi di provvedimenti spesso incoerenti tra di loro, misure che comunque non sono state capaci di ridare stabilità al sistema finanziario. Più che di incompetenza si è diffusa una sensazione di impotenza. Dopo aver proposto, senza attuarla, l’acquisizione di asset tossici (piano Paulson), dopo i programmi di ricapitalizzazione e di garanzia sulle emissioni obbligazionarie e sulle svalutazioni degli intermediari (Capital Purchase Program negli Stati Uniti e i diversi piani europei), si parla adesso di battere la strada della bad bank: uno o più veicoli societari dovrebbero acquistare gli asset tossici delle banche ripulendo i loro bilanci.

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CRISI SUBPRIME I FATTI SALIENTI: DAL FALLIMENTO DI LEHMAN AL SALVATAGGIO DI CITIGROUP E-mail
di Vincenzo D’Apice
09 gennaio 2009

crisi_subprime_dapice.jpgDa Settembre 2008 la crisi finanziaria, iniziata nel segmento dei subprime, accelera marcatamente e, dopo Bear Stearns, travolge in rapida successione: Fannie Mae, Freddie Mac, Lehman Brothers, AIG, Merrill Lynch, Washington Mutual, Wachovia e Citigroup. In pochi giorni scompaiono le stelle del capitalismo statunitense che avevano dominato Wall Street negli ultimi 30 anni.

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LA CRISI FINANZIARIA MONDIALE: CHE COSA CI PUO' INSEGNARE KEYNES* E-mail
di Paolo Carnazza
08 gennaio 2009
keynes_carnazza.jpgLa lettura (rilettura) dei testi classici dell’economia è fondamentale anche per comprendere la sempre più complessa realtà che ci circonda. In particolar modo, stiamo assistendo, da alcuni mesi, a un cataclisma finanziario mondiale le cui radici, in realtà, partono da lontano e le cui cause sono state ampliamente analizzate in questi ultimi mesi.
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MEGLIO CHE LO STATO CONTI PER QUANTE AZIONI COMPRA PIUTTOSTO CHE TRAMITE STRUMENTI OPACHI E-mail
di Emilio Barucci, Davide Magno
04 dicembre 2008

barucci_mef_banche.jpgIl Decreto Legge del 29 Novembre reca misure urgenti assai ambiziose. L’obiettivo è ‘‘ridisegnare in funzione anticrisi il quadro strategico nazionale’’. Due sono i piatti forti: le misure per l’economia reale e gli interventi a sostegno delle banche. Il Decreto si sovrappone al Decreto sulla stessa materia approvato in piena emergenza il 9 Ottobre 2008.

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CRISI FINANZIARIA E TUTELA DEL CAPITALE UMANO E-mail
di Filippo Cavazzuti
25 novembre 2008

cavazzuti_fondi_pensione.jpgE’ ragionevole ritenere che per lungo tempo a venire i governi delle economie opereranno in presenza di nuovi rischi e di nuove incertezze: ovvero di eventi la cui probabilità di verificarsi è associabile a un coefficiente e di altri eventi invece cui è impossibile associare qualche coefficiente probabilistico e pertanto non assicurabili dal mercato. 

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