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ANATOMIA DELLA CRISI II: DAI TOXIC ASSETS ALLA CRISI DI SISTEMA E-mail
di Emilio Barucci
09 ottobre 2008

toxic_assets1.jpgPer i motivi ricordati in Anatomia della crisi I, fra tutti una politica monetaria espansiva ed una regolamentazione non efficace, la crisi dei mutui subprime ha portato con sé pesanti svalutazioni per le banche esposte sul fronte delle cartolarizzazioni minando la solidità dei loro attivi. Alcune banche sono state salvate da altri istituti o sono fallite, altre hanno messo in atto operazioni di ricapitalizzazione per ripianare le perdite spesso ricorrendo ad iniezioni di capitali da parte dei fondi sovrani.

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ANATOMIA DELLA CRISI I: DALLE CARTOLARIZZAZIONI AI TOXIC ASSETS E-mail
di Emilio Barucci
09 ottobre 2008

toxic_assets_barucci_morini.jpgLa drammatica crisi del sistema finanziario sta suscitando molte considerazioni sulle colpe del libero mercato e i benefici della regolamentazione. Tuttavia se si cerca di analizzare, fuori da ogni ideologia, quanto è successo negli ultimi anni, le conclusioni appaiono meno ovvie. Tutti riconoscono che all’origine della crisi ci sia l’introduzione su scala macroscopica di derivati di credito quali i famigerati CDO nell’ambito della "securitization" ovvero la prassi di accorpare, impacchettare e rivendere agli investitori rischi finanziari di vario tipi, e in particolare il rischio mutui.

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5 PROPOSTE PER USCIRE DALLA CRISI FINANZIARIA E LENIRE (L’ORMAI PROSSIMA) CRISI DELL’ECONOMIA REALE E-mail
di nelMerito.com
09 ottobre 2008

ecofin_bce_proposta.jpgLa gravità della crisi finanziaria in corso richiede un intervento immediato, coordinato tra i paesi europei e fondato su cinque misure principali che tengono insieme aspetti finanziari e aspetti reali e che richiedono modificazioni dell’assetto istituzionale in vigore.

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LUCI ED OMBRE DEL PIANO PAULSON E-mail
di Giovanni Ferri
09 ottobre 2008

paulson_ferri.jpgDel Piano Paulson si parla da un anno. Ma ogni volta che appariva, si stava in realtà parlando di qualcosa di diverso, un qualcosa scivolato via via sempre di più sulle spalle dei contribuenti. A ottobre 2007, giusto tre mesi dopo lo scoppio della crisi subprime, Paulson presentò un primo progetto per riattivare il mercato della finanza strutturata, il Master Liquidity Enhancement Conduit (M-LEC).

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INTERVENTI PUBBLICI NELLE CRISI: CHI VIENE SALVATO, CHI VIENE PUNITO E-mail
di Concetta Brescia Morra
09 ottobre 2008

bresciamorra_hypo_re.jpgTutti i paesi colpiti dalla crisi finanziaria hanno assunto iniziative ed effettuato interventi di salvataggio. Il piano presentato dal Ministro del tesoro americano è il più importante per la sua entità; anche in Europa si sono registrate diverse iniziative da parte di governi e banche centrali. E' presto per valutazioni sul ruolo dello Stato nell'economia, soprattutto in una prospettiva di lungo periodo.

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LA CRISI FINANZIARIA, LE BANCHE ITALIANE E I RISPARMIATORI E-mail
di Emilio Barucci
19 agosto 2008

banche_italiane_barucci.jpgDi fronte alla tempesta dei mercati finanziari internazionali abbiamo assistito ad un susseguirsi di dichiarazioni da parte delle istituzioni monetarie e di banchieri sul fatto che le banche italiane sono solide e in larga misura al riparo dalle turbolenze dei mercati finanziari internazionali.

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ARRIVANO I FONDI SOVRANI* E-mail
di Stefano Chiarlone
19 agosto 2008

fondi_sovrani_chiarlone.jpgUn fondo sovrano (SWF) è un fondo di investimento creato per diversificare e accrescere il rendimento delle riserve estere o dei proventi della vendita delle materie prime di uno Stato per isolare il bilancio pubblico dalle fluttuazioni economiche e/o perseguire obiettivi di risparmio ed equità intergenerazionale. L’esistenza di riserve in eccesso rispetto a quelle necessarie a fini prudenziali ha un costo opportunità.

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REGOLAMENTAZIONE E CRISI E-mail
di Giuseppe Coco
19 agosto 2008

bear_stearns_coco.jpgLa crisi dei mercati finanziari ed in particolare quella dei mutui hanno ricordato a tutti un aspetto basilare della teoria economica: i mercati finanziari soffrono di imperfezioni ineliminabili. Nel trasferire risorse da soggetti in surplus a soggetti in deficit di risorse essi svolgono una funzione preziosa, forse la più preziosa per il funzionamento di una economia capitalistica.

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LA FED DAL TRIONFO ALLA CRISI SUBPRIME E-mail
di Emilio Barucci, Giovanni Ferri
19 agosto 2008

fed_barucci_ferri.jpgAd un anno dallo scoppio della crisi dei mutui subprime, la ricerca dei colpevoli vede la banca centrale americana (Federal Reserve abbreviata in Fed) come indiziato numero uno per almeno due motivi: politica monetaria espansiva e deregulation nei mercati finanziari.

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FANNIE MAE E FREDDIE MAC: COME INTERVENIRE PER USCIRE DALLA CRISI? E-mail
di Vincenzo D’Apice
19 agosto 2008

fannie_mae_freddie_mac_dapice.jpgCome si deve comportare lo Stato quando società finanziarie private che detengono (o garantiscono) il 50% dei mutui immobiliari in circolazione stanno per fallire? Se decide di intervenire con un piano di salvataggio, in che modo può ridurre l’incentivo all’azzardo morale? Qual è il giusto compromesso tra penalizzare gli azionisti della compagnia ma, al tempo stesso, non allontanare il capitale privato necessario per la ricapitalizzazione di un sistema finanziario in gravi difficoltà?

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LA FINANZA STRUTTURATA FA (SOLTANTO) MALE? E-mail
di Alberto Franco Pozzolo
08 agosto 2008
pozzolo_financial_stability_forum.jpgA poco più di un anno dalla sua esplosione, gli effetti della crisi dei mutui subprime sull’economia reale e sugli stessi mercati finanziari sono ancora difficili da valutare. Nell’aggiornamento del Global Financial Stability Report dello scorso 28 luglio, l’FMI affermava che “i mercati finanziari globali continuano a essere fragili. (…) Allo stesso tempo, l’equilibrio delle politiche economiche tra gli obiettivi di inflazione, crescita e stabilità finanziaria sta diventando progressivamente più difficile”.
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AGLI INVESTITORI PIACCIONO SEMPRE MENO LE BANCHE CHE TRALASCIANO IL CREDITO PER FARE FINANZA E-mail
di Paola Bongini
08 agosto 2008

bongini_derivati.jpg Nel corso degli anni novanta le principali banche sia europee che statunitensi hanno ridimensionamento la propria attività di intermediazione creditizia a favore di un ampliamento dell’offerta di servizi alla clientela privata e alle imprese, quali ad esempio la gestione del risparmio o l’offerta di prodotti di risk management (derivati per la gestione dei rischi di cambio, tasso, etc.).

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