|
di Franco Osculati
|
|
21 maggio 2010 |
Ad un anno dalla legge delega 42/2009 sul federalismo fiscale è stato
scritto il capitolo sul decentramento demaniale. Per quanto riguarda le
entrate autonome, al momento, disponiamo soltanto della seguente
affermazione del Ministro Calderoli.
|
|
|
di Stefania Gabriele
|
|
15 maggio 2009 |
|
Il disegno di legge delega AS1117-B, approvato il 29 aprile definitivamente dal Senato, a seguito di una modifica precedentemente inserita dalla Camera dei deputati, di fatto svincola l’avvio del federalismo fiscale dalla definizione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) e dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP). Che ne sarà del tanto sbandierato federalismo "solidale"?
|
|
|
di Guido Meloni
|
|
17 aprile 2009 |
La disciplina prospettata dal Governo per la realizzazione degli interventi per il rilancio dell’attività edilizia in chiave fortemente derogatoria delle competenze regionali e locali, oltre che dei limiti legislativi e programmatori in campo urbanistico, è stata superata da un’intesa tra Stato, Regioni e Comuni, che testimonia non solo della difesa delle reciproche competenze, ma della stessa esigenza di legalità dell’intero sistema, poggiato su basi autonomistiche.
|
|
|
di Maria Flavia Ambrosanio
|
|
03 aprile 2009 |
La spesa per i servizi sanitari occupa un peso rilevante all’interno della spesa pubblica complessiva, circa il 14%, e la sanità è la principale funzione che svolgono le regioni, il 75-80% dell’intero bilancio. Dunque non sorprende che la discussione sul federalismo fiscale si intrecci con il dibattito sull’organizzazione ed il finanziamento dell’offerta dei servizi sanitari. I sistemi sanitari regionali sono fra loro molto diversi. Nel 2007, la spesa pro capite per la sanità delle regioni a statuto ordinario è stata di 1670 euro; ad eccezione di Lazio, Abruzzo e Molise, le regioni del Sud si collocano al di sotto della media.
*Anticipazione da Consumatori, Diritti e Mercato
|
|
|
di Federico Pica
|
|
13 marzo 2009 |
Ad apertura del disegno di legge delega Calderoli, negli art. 1 e 2 di esso, sono indicati qualcosa come 47 principi e criteri direttivi stabiliti per l’esercizio della delega. Sarà operazione non da poco quella di districarsi all’interno di questa marea di vincoli, che tra l’altro andrebbero ordinati a seconda della loro effettiva funzione: si tratta di principi fondamentali dettati, con riferimento all’art. 117, comma 3, della Costituzione in materie in cui, come il coordinamento della finanza pubblica, la competenza legislativa spetta alle Regioni ed ha natura concorrente; oppure (ed anche) di principi e criteri direttivi che il Parlamento detta al Governo, ai sensi dell’art. 76 della Costituzione.
|
|
|
di Gaetano Stornaiuolo
|
|
13 marzo 2009 |
Nel comma quarto dell’art. 119 del nuovo Titolo V della Costituzione viene enunciato il principio della sufficienza delle risorse: " le risorse derivanti… consentono ai… di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite". L’art. 2, comma 1, lett. e) del disegno di legge delega Calderoli (d’ora in poi D.d.l.) esprime una norma, a mio parere, simile quando afferma che "le risorse derivanti dai tributi e dalle entrate proprie di Regioni ed Enti locali, dalle compartecipazioni al gettito di tributi erariali e dal fondo perequativo consentono di finanziare integralmente il normale esercizio delle funzioni pubbliche attribuite".
|
|
|
di Franco Osculati
|
|
30 gennaio 2009 |
La Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione, approvata dal Senato il 22 gennaio, non si discosta molto dal testo di partenza (era la "Bozza Calderoli"). C’è qualcosa di meglio, qualcosa di peggio. Permane un’assenza importante, cui si potrà ovviare alla Camera e in seconda lettura. Dati e informazioni che ora servono per impostare la riforma dovranno, a regime, essere messi a disposizione, ente per ente, di tutti i cittadini, in modo da indurre i confronti, migliorare le scelte pubbliche e ottenere un federalismo non centralista.
|
|
|
di Franco Osculati, Alessandro Santoro
|
|
19 novembre 2008 |
|
Il federalismo fiscale non necessariamente richiede una riforma tributaria completa. Tuttavia, per rendere praticabile l’art. 119 della Costituzione bisogna apportare al sistema attuale alcune significative modifiche. Le ipotesi contenute nel disegno di legge governativo del 3 ottobre non superano il test di federalismo nelle materie trasparenza e responsabilizzazione e minacciano la coerenza dell’intero sistema di prelievo tributario. Il caso Irpef. Data la congiuntura in atto, la miglior condivisione tra Comuni e Stato del tributo è rappresentata dalla reintroduzione dell’Ici vecchia maniera e passaggio dei tre miliardi di gettito aggiuntivi a sgravi per i redditi più bassi.
|
|
|
di Massimo Paradiso
|
|
06 novembre 2008 |
|
Al federalismo fiscale all’italiana disegnato dallo schema di disegno di legge delega, approvato in Consiglio dei Ministri, spetterà un posto certo singolare nel panorama dei federalismi fiscali. E non ci sarà da affaticarsi alla ricerca di un qualche principio del beneficio come sua norma fondante: perchè l’assonanza tra scelte degli amministratori e bisogni dei cittadini, tra potere e responsabilità di spesa si infrange nell’italica avversione del politico per la responsabilità fiscale delle sue scelte di spesa.
|
|
|
di Gianfranco Viesti
|
|
18 settembre 2008 |
|
Nella sua formulazione originale, al terzo comma dell’articolo 119, la Costituzione italiana prevedeva che "per provvedere a scopi determinati, e particolarmente per valorizzare il Mezzogiorno e le Isole, lo Stato assegna per legge a singole Regioni contributi speciali". La necessità di destinare risorse aggiuntive per ridurre le disparità interne al nostro paese aveva dunque rilevanza costituzionale.
|
|
|
di Clara Busana Banterle
|
|
11 settembre 2008 |
|
In quasi tutti gli interventi sull’attuazione del federalismo fiscale in Italia apparsi su "nelMerito" (11 luglio 2008) si sottolinea la somiglianza tra i meccanismi di attribuzione e perequazione delle risorse alle regioni a statuto ordinario (RSO) previsto dal disegno di legge del Consiglio Regionale della Lombardia e quello già esistente per le regioni a statuto speciale (RSS).
|
|
|
di Franco Osculati
|
|
11 settembre 2008 |
|
Un Nord ricco e produttivo e un Sud in affanno e supposto sprecone come si tengono insieme in un sistema cosiddetto federalista? C’è dell’altro tra il bastone della spesa standard imposta a Regioni e Enti locali e la carota del periodo transitorio a difesa della spesa storica Il ruolo del 5° comma e la necessità di un nuovo impegno per il Mezzogiorno.
|
|
|