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di Carlo Milani
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07 ottobre 2011 |
Il recente dibattito economico ha riacceso i riflettori sul tema delle
privatizzazioni del patrimonio pubblico italiano. Sia la visita in
Italia dei rappresentanti del fondo sovrano cinese CIC (disposti ad
acquistare titoli di Stato italiani solo se, in contropartita, gli verrà
data la possibilità di entrare nell’azionariato di alcune importanti
società partecipate dallo Stato, in particolare nelle imprese
energetiche), sia il seminario organizzato dal Ministero del Tesoro sul
tema della valorizzazione del patrimonio pubblico ne sono una chiara
evidenza.
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di Emilio Barucci
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15 luglio 2011 |
Sistematicamente quando il paese si trova in difficoltà sul fronte dei
conti pubblici si torna a parlare di privatizzazioni. Privatizzazioni e
liberalizzazioni sembrano essere due parole magiche che dovrebbero
permettere al contempo di abbattere il debito pubblico e di promuovere
la crescita liberando energie vitali per il Paese.
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di Pierpaolo Marano
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06 novembre 2008 |
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Tra le disposizioni contenute nel c.d. decreto Alitalia, una riguarda i <<piccoli azionisti ovvero obbligazionisti>> di Alitalia – Linee aeree s.p.a. Costoro sono ammessi ai benefici di cui all’art. 1, comma 343, della legge 23 dicembre 2005, n.266 secondo le condizioni e i modi determinati da un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
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di Emilio Barucci, Giovanni Ferri
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13 settembre 2008 |
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La coincidenza ha voluto che si arrivi all’ultimo atto della vicenda Alitalia proprio mentre il Governo americano vara il progetto di nazionalizzazione più grande della sua storia: quello di Fannie Mae e Freddy Mac. Alitalia potrebbe costare tra 1 e 2 miliardi di euro alle casse dello Stato italiano, l’operazione messa in cantiere negli Stati Uniti vale 200 miliardi di dollari.
*Articolo pubblicato anche su Europa del 13 settembre 2008
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di Emilio Barucci
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06 settembre 2008 |
Con la presentazione di un abbozzo di piano industriale alle rappresentanze sindacali è partito l’ultimo atto del salvataggio Alitalia. Tra leggi ad hoc, un odore intenso di conflitto di interessi e ingenti oneri per i cittadini italiani, è emersa una novità importante: la nuova Alitalia sarà una compagnia regionale concentrata sulle tratte interne più redditizie, dove avrà una posizione quasi monopolistica, e su poche rotte internazionali. Gli esuberi di personale sono tra 3 e 4000.
*Articolo pubblicato anche su Europa del 6 settembre 2008
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di Emilio Barucci, Michele Grillo
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25 luglio 2008 |
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I nodi della privatizzazione Alitalia stanno venendo al pettine. In un momento di crisi del trasporto aereo per il caro petrolio, con le compagnie aeree alla ricerca di alleanze in più continenti, si va a creare una media compagnia, a proprietà tutta italiana, incerta tra una vocazione regionale e una internazionale e che nasce dalla fusione di tre vettori che non godono di buona salute: Alitalia, Air One, Volare. La new company avrà un capitale ridotto (700 milioni di euro più il conferimento di Air One); acquisirà dalla vecchia Alitalia aerei, slot, personale, marchio e tutto ciò che è di valore. Siamo di fronte ad una cessione di ramo d’azienda dalla vecchia Alitalia, che diverrà a sua volta una bad company oberata dai debiti e 5-6000 esuberi a carico dello Stato.
* Articolo pubblicato anche su Europa del 25 luglio 2008
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di Sandro Mento
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05 giugno 2008 |
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Il prestito ad Alitalia è compatibile con la disciplina europea degli aiuti di Stato? Esso è, a prima vista, un aiuto di Stato. Vi sono sia l’attribuzione di carattere patrimoniale concessa dallo Stato, sia il "vantaggio" che favorisce un’impresa. Manca ancora il terzo tassello in grado di dimostrare che quello concesso alla Compagnia di bandiera sia un aiuto vietato dal diritto comunitario, e cioè, il fatto che sia idoneo ad alterare la concorrenza nel mercato europeo.
* Articolo pubblicato anche su il Riformista del 4 giugno 2008
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di Emilio Barucci
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05 giugno 2008 |
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Dopo tanti proclami la vicenda Alitalia entra nel vivo con poche certezze in più, le prime mosse del governo e purtroppo con tanti nodi ancora da affrontare. Partiamo dalle certezze. Come messo in evidenza a più riprese su questo sito, il prestito ponte sarà giudicato tecnicamente un aiuto di Stato da parte dell’UE; in secondo luogo il binomio Berlusconi-Ermolli, tanto ostentato in campagna elettorale per le sue capacità salvifiche, non ha combinato un bel nulla e la palla passa adesso nelle mani di Tremonti e di Banca Intesa.
* Articolo pubblicato anche su Europa del 5 giugno 2008
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di Sandro Mento
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09 maggio 2008 |
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Il prestito concesso dal Governo ad Alitalia è compatibile con la disciplina europea degli aiuti di Stato alle imprese? Pur non essendo possibile, in questa sede, entrare nel merito di una vicenda di grande complessità – peraltro ancora in fieri, considerato che spetterà al nuovo esecutivo dare spiegazioni all’Unione europea – è comunque opportuno fornire qualche indicazione.
Il prestito, come configurato nel decreto-legge n. 80 del 2008, può apparire, a prima vista, un aiuto di Stato. Infatti, vi è certamente sia l’attribuzione di carattere patrimoniale concessa dallo Stato, sia il "vantaggio" che favorisce un’impresa.
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di Emilio Barucci
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28 marzo 2008 |
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Nella polemica elettorale sulla trattativa Alitalia-Air France predominano le strumentalizzazioni legate al momento politico e alle specificità dell’azienda, ma emergono anche considerazioni più generali sul fenomeno delle privatizzazioni in Italia, come la diffidenza verso l’investitore straniero, gli effetti legati al passaggio dallo Stato al privato, il costo per i lavoratori. Il caso Alitalia mostra come il dibattito sulle privatizzazioni sia ricco di luoghi comuni ispirati qualche volta dall’ideologia e spesso dall’ignoranza combinata al tatticismo politico.
* Articolo pubblicato anche su il Riformista del 28 marzo 2008
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di Andrea Pezzoli
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27 marzo 2008 |
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Ora che la saga Alitalia sembrerebbe avviarsi verso una qualche conclusione può essere utile ricordare alcuni fatti stilizzati per comprendere meglio pro e contro dei possibili esiti. Sarebbe auspicabile che le organizzazioni sindacali facessero valere il loro peso considerando "inaccetabile" l'alternativa tra l'offerta Air France/KLM e il fallimento di Alitalia. Ad oggi, il "soldo" dell'offerta franco-olandese appare l'unica alternativa al commissariamento per sciogliere i tre nodi che impediscono il risanamento di Alitalia.
* Articolo pubblicato anche su Europa del 27 marzo 2008
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di Emilio Barucci
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14 marzo 2008 |
Per natura i programmi elettorali sono prodighi di dettagli sul lato del dare ma lo sono molto meno sul lato dell’avere. Eppure i conti debbono in qualche modo tornare e quindi qualcosa deve essere proposto sui tagli alla spesa e sul lato delle privatizzazioni per fare fronte all’elevato debito pubblico (104% del pil a fine 2007). I programmi del PD e del PDL non mancano di farlo.
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