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di Daniele Fano
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06 aprile 2012 |
L’Europa meridionale si avvia ad un 2012 di grave recessione: - 7,1% la
Grecia, - 4,2% il Portogallo, -1,6% l’Italia -1,4% la Spagna, secondo
il “consensus” dell’Economist. . Non c’è da sorprendersi se è ripreso
il nervosismo dei mercati riguardo all’Euro e siano di nuovo all’ordine
del giorno febbrili incontri per valutare l’adeguatezza di azioni di
salvataggio.
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di Luciano Forlani
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06 aprile 2012 |
Negli ultimi mesi i commentatori si sono quasi sempre soffermati su tre
parti della riforma del mercato del lavoro: la flessibilità in ingresso
(alias tipologie contrattuali), la regolazione dei licenziamenti (alias articolo 18) e l’assetto evolutivo delle tutele economiche in
caso di disoccupazione o riduzione dell’orario di lavoro. Senza nulla
togliere a questi temi che costituiscono, a seconda delle sensibilità,
dei punti chiave della regolazione del mercato del lavoro le politiche
attive del lavoro e la governance del sistema restano un passaggio
decisivo dell’agenda riformatrice.
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di Mario Menegatti
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06 aprile 2012 |
L’andamento recente di molti indicatori macroeconomici di varia natura
suggerisce che la crisi, iniziata nell’economia italiana nel 2009, stia
sperimentando negli ultimi mesi una nuova fase di accelerazione. Il
peggioramento, che riguarda certamente la produzione, come evidenziato,
fra l’altro, dal calo del Pil nell’ultimo trimestre del 2011, colpisce
inevitabilmente anche il mercato del lavoro.
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di Francesco Liso
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30 marzo 2012 |
Si può convenire sul fatto che sia opportuno un intervento sulla
flessibilità in uscita, inteso come contributo – seppure marginale –
alla disincentivazione della precarietà dei rapporti di lavoro.
Tuttavia, l’ intervento proposto dal Governo su questo versante è
connotato da una rudezza che non farebbe fare passi avanti al Paese.
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di Luisa Corazza
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30 marzo 2012 |
A fronte di una certa operazione di immagine, la riforma presentata dal
Ministro del lavoro non pare adeguata a perseguire l’obiettivo
dichiarato, ovvero disegnare le condizioni per un mercato del lavoro
dinamico e inclusivo, che contribuisca alla crescita e alla creazione di
occupazione di qualità.
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di Marco Leonardi, Massimo Pallini
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30 marzo 2012 |
La riforma del mercato del lavoro va difesa nel suo impianto complessivo
perché ci allinea ad una regolamentazione del mercato del lavoro di
tipo europeo. Eppure va necessariamente introdotta qualche modifica
importante alla disciplina proposta in materia di licenziamento
individuale.
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di Roberto Tamborini
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30 marzo 2012 |
Se davvero la riforma governativa dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori produrrà più posti di lavoro, più investimenti e più crescita, si potrà rievocare la storica frase con cui Winston Churchill celebrò gli eroici piloti della RAF dopo la battaglia aerea del 1939: "Mai nella storia così tanti dovettero così tanto a così pochi". Nel Merito vuole offrire ai lettori strumenti di riflessione economica per "non addetti ai lavori", ed è quello che proviamo a fare su questa materia così importante, e scottante.
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di Lorenzo Sacconi
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21 marzo 2012 |
In un intervento precedente sul concetto di equità, parlando della sua
applicazione al caso dei licenziamenti individuali, esprimevo l’opinione
secondo cui esiste una ragione di equità economica a favore della
richiesta del “giustificato motivo” per i licenziamenti “meramente
economici”.
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di Calogero Massimo Cammalleri
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21 marzo 2012 |
Chi mette in discussione la reintegrazione non affronta il problema del
suo ruolo a tutela persona, piuttosto che della sua occupazione.
Prospettiva che invece merita qualche riflessione. Chiunque capisce che
un'indennità non vale mai il posto di lavoro: non tanto quando esso è
perduto (il vero scopo dell'art. 18 non è infatti quello) ma quando si
lavora (specie se in spregio alle norme di sicurezza).
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di Sebastiano Fadda
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02 marzo 2012 |
 Desta meraviglia il tono, non si capisce bene se di sorpresa o di
disappunto, con il quale nei giornali e nelle dichiarazioni di taluni
politici si accompagna in questi giorni la notizia del basso livello
delle retribuzioni italiane al confronto con gli altri paesi europei.
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di Luciano Forlani
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24 febbraio 2012 |
La scala di priorità dei lavoratori dipende dal loro potere contrattuale
e dal sistema delle tutele concretamente operante nelle transizioni.
Cambia in relazione alle condizioni personali, familiari e a quelle del
mercato del lavoro.
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di Maurizio Franzini, Michele Raitano
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24 febbraio 2012 |
Nelle scorse settimane, precisando il suo pensiero sulla monotonia del
posto di lavoro fisso, che tante polemiche aveva suscitato, il
presidente Monti ha affermato che i giovani devono abituarsi a cambiare
spesso il tipo e il luogo del loro lavoro, accettando anche di varcare i
confini nazionali.
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