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RICCHI BRITANNICI, ITALIANI ED ALTRI* E-mail
di Ruggero Paladini
25 giugno 2009

tassazione_ricchi_paladini.jpgE’ notizia recente che il governo Brown ha deciso di aumentare dal 40 al 50 per cento l’aliquota su coloro che guadagnano oltre 150mila sterline; si tratta di circa 300mila contribuenti (294mila nell’anno 2007), lo 0,7% dei redditieri britannici; percentuali di questo genere, per convenzione unanime, identificano i ricchi (anche se per il "top" dei ricchi si prende lo 0,1%, o anche lo 0,05%). 

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QUESTIONE IRAP E-mail
di Franco Osculati
19 giugno 2009

irap_osculati.jpgSi torna a parlare e a sparlare di Irap. La legge delega sul federalismo fiscale, n. 42/2009, prevede che il tributo regionale rimanga "fino alla data della sua sostituzione con altri tributi" (art. 8). Di questi, però, nella legge non c’è traccia. Già la "Delega fiscale", legge 80/2003, ne prometteva che la "graduale abolizione … con precedenza ai soggetti con prevalente incidenza del costo del lavoro" (art. 8).

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MA L’EVASIONE FISCALE STA AUMENTANDO O NO? E-mail
di Alessandro Santoro
27 marzo 2009

agenzia_entrate_santoro.jpgMentre i dati sul gettito segnalano una riduzione dell’Iva lorda a fronte di un, pur modesto, aumento del PIL nel 2008, quelli sugli accertamenti e sulle riscossioni sono particolarmente positivi. In realtà, i due dati sono solo apparentemente contraddittori ed è difficile negare che vi sia una propensione all’aumento dell’evasione nel 2008.

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UN AUMENTO DELL’ALIQUOTA MASSIMA IRPEF PER FINANZIARE GLI AMMORTIZZATORI? E-mail
di Fernando Di Nicola
20 marzo 2009

aliquota_irpef_dinicola.jpgMassimo Giannini, su nelMerito del 13 marzo richiama una tendenza degli ultimi anni in tema di distribuzione del reddito: mentre la forte crescita di alcuni paesi in via di sviluppo ha attenuato leggermente le disuguaglianze tra paesi, all’interno di ciascun paese, ed in particolare in quelli più sviluppati, la tendenza è quella all’aumento delle disuguaglianze, a seguito dell’evoluzione della distribuzione primaria del reddito non sufficientemente bilanciata dall’azione redistributiva del sistema.

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LA PROGRESSIVITA' ANTICRISI* E-mail
di Valentino Larcinese
19 dicembre 2008
crisi_economia.jpgAlla recente drammatica crisi del sistema finanziario sta inesorabilmente facendo seguito una crisi delle economie reali che si annuncia lunga e profonda. Tutte le economie avanzate stanno entrando o sono gia’ entrate in recessione e il problema principale della politica economica e’ oggi come affrontare questa crisi.
*Articolo pubblicato anche su www.nens.it
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CRISI E SOSTEGNO AI REDDITI: SI PUÒ FARE DI PIÙ E DI MEGLIO E-mail
di Claudio De Vincenti, Ruggero Paladini
04 dicembre 2008

manovra_anticrisi_devincenti.jpgLe misure governative per il sostegno dei redditi delle famiglie hanno colpito gli osservatori per l’entità limitata (0,15 punti di Pil) e per il carattere una tantum: ambedue queste caratteristiche ne limitano l’efficacia non solo dal punto di vista dell’impatto sul reddito disponibile ma anche dal punto di vista del sostegno alla domanda aggregata nell’attuale contesto recessivo, cui pure programmaticamente sarebbero indirizzate.

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REDDITI ONLINE: UNA QUESTIONE ANCORA APERTA* E-mail
di Marco Pierani
04 dicembre 2008

consumatori_diritti_e_mercato_n.3.jpgMolti ricorderanno l’acceso dibattito avviatosi il 30 aprile di quest’anno dopo che l’Agenzia delle Entrate aveva reso disponibili online i redditi dichiarati da tutti i cittadini italiani nel 2006 relativi l’anno d’imposta precedente. Apriti cielo, in un crescendo di contagioso "voyeurismo fiscale" gli accessi al sito www.agenziaentrate.gov.it risultavano talmente numerosi che il server andava in crash ancor prima che, nella stessa giornata, intervenisse il Garante per la Protezione dei Dati Personali.
* Anticipazione da Consumatori, Diritti e Mercato

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DALLA RIFORMA IRES-IRAP DEL 2008 BENEFICI PER LE IMPRESE E RIDUZIONE DEL GETTITO PER STATO E REGIONI E-mail
di Fernando Di Nicola, Corrado Pollastri
19 novembre 2008

polastri_ires.jpgLa finanziaria per il 2008, senza che ciò facesse molto clamore, è intervenuta in maniera decisa sulla tassazione delle società di capitali, riducendo nettamente le aliquote (5,5 punti per l'Ires e 0,35 punti per l'Irap) a fronte di una revisione delle basi imponibili. La riforma, presentata come intervento a parità di gettito, ha inteso promuovere obiettivi condivisibili.

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QUALE FUTURO PER LA LOTTA ALL’EVASIONE? E-mail
di Alessandro Santoro
29 luglio 2008

lotta_evasione.jpgNel DPEF 2009-2011 la lotta all’evasione fiscale viene a più riprese dichiarata come uno degli obiettivi prioritari del nuovo governo. L’idea di fondo sembrerebbe essere quella di una continuità con il governo precedente - si parla, infatti, di "obiettivo che può essere raggiunto ancor più efficacemente" confermando i "meccanismi già messi in campo" - con l’innesto, peraltro, di alcune importanti innovazioni. Tra queste, nel DPEF si sottolinea l’importanza del federalismo fiscale, considerato come rimedio all’ "asimmetria tra un’economia largamente diffusa sul territorio ed una macchina fiscale che è invece quasi totalmente centrale".

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L’ANALISI ECONOMICA E LA “PEREQUAZIONE TRIBUTARIA” E-mail
di Ruggero Paladini
08 luglio 2008

robin_tax.jpgI provvedimenti del governo noti come "Robin tax" hanno già ricevuto una adeguata attenzione perché segnano un passaggio del Ministro dell’Economia dalla finanza creativa del periodo 2001-2006 alla tassazione creativa di oggi; molte osservazioni sono già state formulate ma vale la pena riflettere ulteriormente su alcuni aspetti di particolare interesse per gli economisti. Mi limiterò all’art. 81 del d.l., anche se il successivo art. 82 è degno di essere considerato attentamente.

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ROBIN E L'ETEROGENESI DEI FINI E-mail
di Livia Salvini
26 giugno 2008

robin taxLa Robin tax del Ministro Tremonti, come emerge dallo schema di decreto legge, si articola in misure fiscali tra loro differenti, applicabili a specifici settori produttivi o a specifici soggetti: operatori del settore energetico, banche, assicurazioni, società cooperative. Una prima analisi di queste misure fa emergere perplessità sotto il profilo della loro logica complessiva, probabilmente anche rilevanti sotto il profilo costituzionale, e mostra che – piuttosto sorprendentemente – proprio la tassazione degli "extraprofitti dei petrolieri" mediante la rivalutazione obbligatoria delle scorte è assai meno incisiva di ciò che si dice, ed anzi si potrebbe tradurre per essi in un "vantaggio fiscale" che va a compensare seppur parzialmente l’innalzamento dell’aliquota. Sotto questo ed altri profili il provvedimento in esame mostra una netta divaricazione tra l’effetto annuncio, la finalità delle norme e le misure in concreto adottate.

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ROBIN HOOD TAX... MA FINO A QUANDO? E-mail
di Maria Grazia Pazienza
18 giugno 2008

robin hood taxNon è ancora chiaro quanto della vertiginosa crescita del prezzo del petrolio degli ultimi anni sia attribuibile alla speculazione piuttosto che all’eccesso di domanda, ma certo è che l’incremento dei prezzi ha avuto considerevoli effetti di impatto sulla produzione e sul reddito disponibile, parzialmente mitigati in Europa dalla debolezza del dollaro. In tutti i paesi importatori si stanno levando voci di protesta e richieste di intervento per una mitigazione dell’impatto: negli Stati Uniti la possibile reintroduzione di una windfall tax sui guadagni delle imprese petrolifere(1) è entrata nella campagna presidenziale e nel Regno Unito si discute di ritocchi al sistema della North Sea Oil Tax, vigente dal 1975.

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