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di Giuseppe Vitaletti
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18 giugno 2010 |
Ci sono due ragioni di fondo per la ricerca su una possibile nuova
attualità del prelievo tributario a base reale. La prima ragione dipende
dalle difficoltà sempre più evidenti del prelievo a base personale, che
pretende di tassare i residenti sul territorio di uno Stato facendo
riferimento ai redditi di cui essi sono titolari nel mondo, in un
contesto in cui la frazione dei redditi posseduti a livello
internazionale è sempre più alta rispetto a quelli posseduti
all’interno, e cresce sempre di più la sofisticazione delle tecniche di
schermatura tra cespiti e loro “proprietari ultimi”.
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di Giampaolo Arachi, Alessandro Santoro
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18 giugno 2010 |
Con il regime semplificato (c.d. forfettone) varato nel 2007 si è aperta
la strada ad una semplificazione degli adempimenti e alla riduzione del
carico fiscale per un insieme potenzialmente ampio di contribuenti
appartenenti al mondo delle piccole e medie imprese (con esclusione
delle società di capitali) e dei lavoratori autonomi con fatturato
inferiore ai 30mila euro annui.
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di Franco Osculati
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11 giugno 2010 |
Il Governo tende a fare credere che la manovra sia obbligata nei tempi, quantità e contenuti da autorità internazionali. A leggere studi, meno noti, del Fondo Monetario Internazionale risulta solo in parte.
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di Livia Salvini
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11 giugno 2010 |
La c.d. “sanatoria delle case fantasma” prevista dalla Manovra è priva di ogni reale contenuto incentivante per l’emersione fiscale degli immobili non censiti e dispone anzi la semplice prosecuzione di una misura già prevista nel 2006 ed operante fin dal 2007. Ad essa non si accompagna – per ora – alcuna sanatoria o condono edilizio. Sembra dunque evidente che la “sanatoria”, così com’è congegnata, sia destinata a cadere nel vuoto: probabilmente essa tradisce le intenzioni del Governo di varare misure premiali per gli illeciti urbanistici.
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di Massimo Basilavecchia
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28 maggio 2010 |
Gli studi di settore: una parola definitiva?
Le sentenze di fine 2009 delle sezioni unite della Corte di cassazione
hanno finalmente posto un punto fermo definitivo sulla natura,
sull’efficacia probatoria, sui meccanismi procedimentali che riguardano
gli studi di settore1.
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di Claudio De Vincenti, Ruggero Paladini
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16 aprile 2010 |
A due anni di distanza dal dibattito sulla riforma dell’Irpef che aveva
segnato gli ultimi mesi del governo Prodi, il pressoché assoluto
black-out imposto al tema dall’attuale governo sembra terminato e la
questione torna di attualità. Non è al momento chiara la direzione in
cui il governo intenda muoversi, salvo qualche vaga e contraddittoria
dichiarazione di suoi singoli esponenti.
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di Marco Pierani
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02 aprile 2010 |
Non ci resta che piangere? Alt! Chi siete? Cosa fate? Cosa Portate? ... Sì, ma quanti siete?...un fiorino!!! Ricorderete sicuramente la surreale quanto esilarante gag valorizzata dal genio di due dei migliori comici italiani alle prese con un ottuso “doganiere” medioevale nel film Non ci resta che piangere.
* Anticipazione da Consumatori, Diritti e Mercato
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di Marco Causi, Alessio Liquori
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05 marzo 2010 |
Nel 2009 (primi tre trimestri) i consumi interni si sono ridotti in valore del 2,3% al confronto con il periodo corrispondente del 2008. Le contrazioni più accentuate si osservano sui consumi di beni semidurevoli (-7,1%) e durevoli (-5,6%).
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di Alessandro Santoro
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26 febbraio 2010 |
Un passo indietro
Gli studi di settore sono stati introdotti in Italia nel 1998. Per diversi anni, si è trattato di strumenti semisconosciuti, o comunque discussi solo dagli specialisti. Nella primavera del 2007, a seguito dei cambiamenti introdotti dalla legge finanziaria, gli studi sono diventati uno tra gli argomenti più dibattuti sui mass-media.
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di Franco Osculati
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19 febbraio 2010 |
La classifica internazionale delle imposte di minor fastidio nei confronti della crescita economica, convenzionalmente misurata in termini di Pil, è: 1) le imposte patrimoniali; 2) le imposte sul consumo; 3) le dirette, sui redditi delle persone fisiche; 4) le dirette, sui profitti delle società.
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di Vincenzo Visco, Massimo Romano
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11 febbraio 2010 |
Il commento di Fernando di Nicola al nostro articolo sul Sole 24 Ore del 20 gennaio ( la cui versione integrale è contenuta sia sul sito di Nens che su quello del Sole) indica che la nostra proposta non è stata compresa. E’ quindi utile cercare di chiarirla. Per quanto riguarda gli studi di settore nel nostro articolo rileviamo che il sistema “aspirava a determinare un’adesione di massa da parte dei contribuenti...”.
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di Fernando Di Nicola
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01 febbraio 2010 |
L'abbandono degli studi di settore appare un cambiamento di rotta eccessivo e controproducente, che rischia di comportare la rinuncia ad un sofisticato ed efficiente strumento statistico di stima della funzione di produzione di un’impresa, che ha certamente contribuito ad alzare i redditi dichiarati in questi ultimi anni.
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