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CHE DIFFERENZA C'E' TRA LA GRECIA E LA CALIFORNIA E-mail
di Andrea Fracasso, Roberto Tamborini
19 febbraio 2010
crisi greciaRecentemente la California è andata sull'orlo della bancarotta nella totale indifferenza dei mercati finanziari. Perchè il peggioramento dei conti pubblici della Grecia ha scatenato una bufera, non solo contro i titoli di stato greci, ma persino contro l'euro?
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GRECIA COME LEHMAN BROTHERS? E-mail
di Emilio Barucci
19 febbraio 2010
lehman brothersLa crisi del debito greco pone due problemi riguardo al sistema monetario internazionale. Il primo ha portata generale e riguarda l’exit strategy dalla crisi finanziaria, il secondo ha a che vedere con il piano di salvataggio che è stato stabilito e il destino dell’euro. I due problemi sono strettamente connessi, hanno la stessa radice.
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OLTRE LISBONA? IL RUOLO DELL'EUROPA NEL NUOVO ORDINE ECONOMICO MONDIALE E-mail
di Edoardo Reviglio
22 settembre 2009

fmi_reviglio.jpg

In un mio precedente articolo ("Nel Merito", 10/09/09) ho presentato e commentato le stime sull'andamento dei debiti pubblici nei prossimi anni recentemente pubblicate in un Rapporto del Fondo monetario internazionale. Dalle analisi del Fondo emerge che il rapporto debito pubblico/Pil dei paesi industriali nel 2014 potrebbe raggiungere il 120% e negli anni successivi potrebbe crescere ancora. Sul versante invece dei paesi emergenti, il rapporto rimane, nella media, al di sotto del 40%.
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L’USCITA DALLA CRISI E LE SFIDE DELL’EUROPA* E-mail
di Paolo Guerrieri
10 settembre 2009

crisi_economica_guerrieri.jpgLa buona notizia viene dai dati congiunturali più recenti che confermano che la fase più drammatica della crisi dell’economia mondiale sta rientrando; meno positiva, invece, è la previsione che l’imminente ripresa economica avrà una dinamica assai contenuta nell’area più sviluppata e per un certo numero di anni; ma il dato più inquietante riguarda l’Europa che, fortemente penalizzata dalla crisi, è di fronte a scelte decisive per il suo futuro. 
*Articolo pubblicato anche su AffarInternazionali.it

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PARITÀ NELL'ETÀ DI ACCESSO ALLA PENSIONE PER UOMINI E DONNE: CHE COSA CHIEDE L'EUROPA E-mail
di Giovanni Orlandini
27 marzo 2009

pensioni_donne_orlandini.jpgIl regime pensionistico dei lavoratori pubblici è stato dichiarato dalla Corte di giustizia contrario al principio di non discriminazione in ragione della differente età di accesso tra uomini e donne. L’obbligo di adeguarsi è ineludibile ed è confermato dalla direttiva 2006/54 che entrerà in vigore nell’agosto 2009. Esso non comporta tuttavia necessariamente un innalzamento dell’età pensionabile delle lavoratrici, perchè potrebbe essere adempiuto reintroducendo un regime di accesso flessibile alla pensione di vecchiaia analogo a quello originariamente previsto dalla L.335/95; regime che la c.d. "riforma Maroni" del 2004 ha modificato introducendo i requisiti di accesso rigidi e differenziati censurati dai giudici comunitari.

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DIRITTO COMUNITARIO, LEGGE DELEGA E FISCALITÀ DI SVILUPPO … DEI PIÙ FORTI E-mail
di Adriano Giannola
20 marzo 2009

fiscalita_di_vantaggio_giannola.jpgIl rischio di capire fischi per fiaschi, sempre in agguato con le sue incresciose conseguenze, mi sembra si stia correndo nella lettura prevalente che si dà alla norma del Disegno di legge delega Calderoli per l’attuazione dell’art. 119 del Titolo V della Costituzione che prevede la possibilità di introdurre "… in conformità con il diritto comunitario … forme di fiscalità di sviluppo, con particolare riguardo alla creazione di nuove attività di impresa".

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L'EUROPA E LA CRISI: A MANI NUDE E IN ORDINE SPARSO* E-mail
di Paolo Guerrieri
19 febbraio 2009

crisi_guerrieri.jpgProduzione industriale in discesa libera, consumi in caduta senza freni, disoccupati in forte aumento, aspettative sempre più pessimistiche: sarebbe difficile mettere insieme una serie di informazioni altrettanto negative quanto quelle che stanno arrivando dalle economie europee in queste ultime settimane. Nell’ultimo trimestre del 2008 la caduta del PIL dell’Eurozona è stata dell’1,5 per cento, trainata verso il basso da un drammatico deterioramento dell’economia tedesca che sta registrando una diminuzione tendenziale del suo prodotto interno lordo del 9 per cento su base annua.
*Articolo pubblicato anche su Affarinternazionali.it

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PIANO GEITHNER: LA PAROLA PASSA ALL’EUROPA E-mail
di Emilio Barucci
13 febbraio 2009

geithner_obama_barucci.jpgSi apre oggi a Roma il G-8 dei ministri finanziari con all’ordine del giorno la stabilizzazione dei mercati finanziari e la gestione della crisi dell’economia reale. Una buona opportunità per sanare l’evidente scarto tra la retorica dei tanti autorevoli interventi, che invocano il coordinamento internazionale come soluzione di tutti i problemi, e il poco o nulla che si è fatto su questo fronte. Dopo il passaggio di consegne tra Bush e Obama, che ha costretto l’amministrazione statunitense ad un paio di mesi di immobilismo, il nuovo ministro del Tesoro americano Tim Geithner si presenta con un piano mostre (GARP) da 2.500 miliardi di euro. Che sia la volta buona? Cosa farà l’Europa? Andiamo per ordine.

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PER AMMORTIZZARE LA CRISI: UN APPROCCIO EUROPEO E-mail
di Luciano Canova
30 gennaio 2009
approccio_europeo_canova.jpgIn un periodo di massimo interesse per la dimensione e la durata della crisi finanziaria internazionale, l’utilizzo di modelli di microsimulazione per la valutazione di politiche pubbliche è uno strumento assai utile se si vuole considerare attentamente gli effetti della crisi stessa e il possibile ruolo dell’intervento pubblico da un punto di vista microeconomico. Restringendo l’analisi all’Unione Europea, la comparazione qualitativa di due modelli di stato sociale simili, quali quelli di Francia e Germania, consente di fotografare indirettamente la posizione relativa dell’Italia rispetto ad essi.
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LA VIGILANZA SUI GRUPPI BANCARI PANEUROPEI: UNA CONSTRICTIO AD UNUM? E-mail
di Stefano Costa
28 novembre 2008

costa_gruppi_bancari_europei.jpgNon c’era bisogno di uno shock sistemico continentale per ricordare quanto stridano l’integrazione economica e la disintegrazione politica dell’Unione Europea, ma la crisi finanziaria forse può contribuire a ridurne la distanza, almeno nei settori dove le distorsioni sono più evidenti. La vigilanza bancaria – che, a differenza della regolazione che si origina a Bruxelles e a Basilea, è rimasta confinata nei recinti nazionali – è uno di questi.

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POLITICA ECONOMICA EUROPEA: RIFORME NECESSARIE PER CONTRASTARE LA CRISI FINAZIARIA E LA RECESSIONE E-mail
di Ferdinando Targetti
12 novembre 2008

targetti_politica_economica_europea.jpgIntroduzione.

In presenza di libertà di movimenti di capitali i problemi di stabilità finanziaria e di equilibrio macroeconomico mondiale, non possono essere risolti a livello nazionale. A fronte di mercati internazionalizzati il semplice coordinamento è insufficiente, bisogna passare ad un livello di governo sovranazionale.

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IL FINANZIAMENTO DI UN PIANO DI SVILUPPO DELL’ECONOMIA EUROPEA CON EMISSIONE DI UNION BONDS E-mail
di Alberto Majocchi
09 maggio 2008

union bondNel quadro del processo di globalizzazione, dall’inizio degli anni ’90 il fattore endogeno prevalente che ha sostenuto la crescita dell’economia europea è costituito dal completamento del mercato interno, accompagnato dall’ampliamento delle dimensioni del mercato conseguente all’allargamento ai paesi dell’Europa centro-orientale, usciti dall’orbita dell’Unione Sovietica. Questo processo ha trovato un ulteriore rafforzamento con la creazione della moneta unica, che ha favorito un’integrazione più in profondità all’interno dell’area dell’euro.

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